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Intervista alla Voce di Reggio

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Pubblichiamo la versione integrale dell‘intervista de La Voce di Reggio a Cristiano Lugli, organizzatore della conferenza di sabato 9 maggio «Vaccini: fra obbligo e libertà di scelta» (alle 16.15 presso l’Hotel Posta di Reggio, Piazza del Monte 2)

 

D: Signor Lugli lei è uno degli organizzatori del convegno anti-vaccinista che avrà luogo sabato 9 settembre all’Hotel Posta. Cosa anima questa iniziativa e per quale motivo avete deciso di alimentare dubbi su un argomento così delicato come la salute dei bambini?

Per prima cosa bisogna specificare bene che non si tratta di “vaccinisti” o “anti-vaccinisti”, ma di padri e di madri interessati a tutelare i propri figli e ad esercitare il loro dovere di genitori. Anzi, proprio perché la salute dei bambini è un bene delicato diventa doveroso alimentare dubbi laddove l’informazione non solo non arriva, ma quando arriva arriva in modo schierato e privo di trasparenza, come nel caso delle vaccinazioni in cui non si parla mai di reazioni avverse, nonostante siano grandemente contemplate. Non solo: ad animare questo intento c’è anche un proposito più grande, e cioè quello di difendere il nostro essere genitori, e quindi aventi il diritto di difendere i nostri bambini e di decidere senza decreti che obblighino ad un trattamento sanitario senza nemmeno tentare il dialogo con le famiglie. Si badi che i paesi in cui la vaccinazione non è obbligatoria il tasso di copertura vaccinale è molto più alto rispetto a quelli in cui sono tassativamente obbligatorie (basta pensare al Veneto). Questo ci porta a capire che un sistema coercitivo non può ottenere buoni risultati sul campo.

D: Perché opporsi in questo modo al progresso?

Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola “oscurantismo”.

D: Praticamente i movimenti “free-vax” non hanno rappresentanza politica nei parlamenti; in Italia probabilmente sono più i deputati che si dedicano alle scie chimiche di quelli che si occupano di vaccini…

Vero, sono pochissimi – qualche nome, come Zaccagnini – e sono casi isolati. L’identità di veduta di Forza Italia e del PD sul tema vaccini, al di là di ogni Nazzareno, dimostra che la politica italiana è appiattita totalmente sui diktat delle farmaceutiche. Pensi che persino Dario De Lucia, consigliere comunale del PD che tenta di rendersi originale senza fra di esiti, si accoda alla campagna ferrata iniziata con il PNPV dal Ministro Sig.ra Lorenzin. Da quello che ho potuto leggere dai suoi post Facebook mi sembra di capire che non abbia nemmeno idea di cosa stia parlando. Forse, dico forse, quando e sé avrà un figlio si interesserà di più al tema senza intraprendere una galoppata con paraocchi e linearità di partito.
Tornando alle case farmaceutiche, non sappiamo quanti lobbyisti queste abbiano a Roma, tuttavia abbiamo i numeri di Washington dove sono registrati 1.274 i lobbyisti di Big Pharma; considerando che il numero tra deputati e senatori americani è 535, possiamo considerare una marcatura a uomo quasi tripla. Niente male direi. Ecco perché parlare di Big Pharma non è da complottisti: Big Pharma, o chiamatela come vi pare, esiste e muove un gran bel granaio di soldi grazie ai concordati fatti con i governi. Il nostro – vorrei ricordare eletto da nessuno – è uno di quelli con cui si fiutava l’affare a miglia e miglia.

 

“Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola ‘oscurantismo’”

— Cristiano Lugli

 

D: Di solito in mezzo ai vostri movimenti si parla di correlazione tra autismo e vaccini, anche se questa non è mai stata dimostrata ed è frutto di una campagna falsaria alimentata da un medico inglese poi radiato dall’ordine…

Questo è un mantra che sentiamo costantemente ovunque. In realtà vi sono molti studi, non solo quelli pionieristici di Wakefield, nonché memorandum interni delle case farmaceutiche che ne parlano, perfino un bugiardino in America che indica l’autismo come possibile effetto collaterale del vaccino. Non dimentico neanche un caso di un amico che ha ottenuto questa diagnosi da un medico legale.

D: Sostenete che ogni iniezione faccia male, ma poi vi opponete ai polivalenti, che minimizzano il numero delle iniezioni. Non è illogico?
Lo è nella misura in cui se mio figlio ha già avuto una delle malattie per cui andrebbe vaccinato non c’è modo oggi in Italia di esentarlo da quel vaccino preciso, perché i monovalenti, come per magia sono spariti dal mercato. Gira su youtube un video interno della GlaxoSmithKline – una delle più grandi aziende farmaceutiche produttrici di vaccini – in cui dicono che hanno creato i polivalenti perché così possono proteggerli con un brevetto. Aggiungiamo lo scandalo per cui di alcuni polivalenti non c’è alcun esperimento fatto dopo i 24 mesi di età, scritta del bugiardino fatta sparire dal sito dell’Associazione Italiana del Farmaco all’indomani della legge Lorenzin. In pratica mio figlio diviene una cavia, e si badi che tecnicamente è proprio così. Basta il buonsenso per capire che affrontare 6 patogeni in un colpo solo, specie per un bambino con il sistema immunitario in via di assestamento, è una pazzia, una aberrazione che non esiste in natura.

D: Mi perdoni, ma non è stupido pensare che le case farmaceutiche vogliano fare il male dei pazienti? Sono così pazze da rischiare?

Le case farmaceutiche ci vogliono malati, altrimenti non possono fare business – per questo si sono moltiplicate le malattie da curare. Riguardo alla capacità delle farmaceutiche di fare del male fino ad uccidere il paziente, ricordo il caso del Vioxx, farmaco per l’artrite che aveva spesso come effetto collaterale l’infarto dei pazienti: anche dopo vari avvertimenti, la farmaceutica Merck aspettò moltissimo prima di ritirarlo dal mercato, cagionando così gli infarti di moltissimi consumatori del farmaco. Ecco diciamo pure che il primum non nocere è andato a farsi benedire da un pezzo.

D: Possibile che non sentiate il bisogno di proteggere i bambini?

Bisogna capire una cosa fondamentale anzitutto, utile al dibattito ragionevole ed obiettivo: proteggere da cosa? Da quale epidemia? Al momento non mi risultano essercene come non ve ne sono nemmeno negli Stati come ad esempio l’Austria, dove la copertura vaccinale è sotto il 90%, la famosa “immunità di gregge” sotto la quale soglia dovrebbero sbocciare come fiori le epidemie. Il bisogno lo sentiamo eccome, tanto quanto i c.d. “vaccinisti”, e forse anche di più, visto che a questo punto ci troviamo a metterci contro una legge, che non è mai una cosa facile, né tantomeno piacevole.Tuttavia, si dice in latino, lex dubia non obligat. È comprensibile l’atteggiamento di tante mamme che hanno vaccinato il figlio e non vogliono quindi in alcun modo avere nella testa il tarlo – tecnicamente la “dissonanza cognitiva” – di aver messo a repentaglio il figlio che devono proteggere. Da qui l’aggressività violentissima di alcuni vaccinisti, che arrivano ad augurare la morte dei bambini non vaccinati e il conseguente suicidio dei loro genitori – e si noti che sono fatti accaduti davvero, provenienti anche da personaggi ben conosciuti, medici da social network compulsivo. Inutile aggiungere che chi ci chiede di “proteggerli” si premura poi di violare la privacy dei nostri figli: di questo si è dibattuto troppo poco, e questo sì che deve scuoterci a proteggerli. In nome di un decreto coercitivo viene assalita la privacy dei minori con l’avvallo di tutti. Questo è scandaloso! La privacy tocca solo quando sono coinvolti i politici per i loro torna comodo.

“Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini”

D: Parla dell’immunità di gregge come di una favola, ma si rende conto che abbassando questa soglia saranno a rischio sopratutto i vostri figli non vaccinati oltre a quelli che per motivi medici non possono vaccinarsi?

Se risaliamo agli Anni Trenta troveremo un tale di nome Hedrich, che pubblicò un articolo in cui pose il limite al 53%, rifacendosi su di un’esperienza del tutto personale, accaduta nei pressi di Baltimora. Da questo dato, pur fantasioso che sia, ad un 95%, ci passa di gran lunga un oceano. Medesimamente si può citare l’ottimo testo “Janeway’s Immunobiology” di Kenneth Murphy, della Washington School of Medicine di Saint Louis, testo la cui autorevolezza è riconosciuta universalmente e dove viene riferito come valore percentuale per raggiungere la c.d. immunità di gregge l’80%. Anche nel suddetto caso però si lascia spazio all’opinione, poiché nulla di quanto asserito circa il dato percentuale necessario è giustificato e basato su fatti; le ipotesi e i pareri personali, pur essendo comunemente cavalcati, in campo scientifico non trovano degna cittadinanza e, essendo che tutto va rigorosamente dimostrato, hanno altrettanta vita breve. Le faccio inoltre notare questo: il famoso caso di poliomielite, accaduto in Albania più o meno vent’anni fa ( e rimasto poi isolato ), si è verificato laddove la copertura vaccinale toccava il 99%. Sappiamo altresì che in Austria la media dei casi di morbillo tocca l’8,75 per ogni milione di abitanti, con una copertura vaccinale che si aggira intorno al 76%. La Germania invece, coperta per il 97%, di casi ne ha 12,22 per milione di abitanti.

D: Cosa siete specificamente? Un comitato formato di famiglie o ci sono intenti politici?

Nessun intento politico, anche perché su questo tema la politica segue tutta lo stesso corso, chi più chi meno; salvo qualcuno che promette e ripromette, senza garanzie di mantenimento. L’idea di questo convegno è nata da un gruppo di famiglie amiche, unite dalla fede cristiana la quale ci obbliga, fra le mille altre problematiche inerenti alle vaccinazioni di massa, ad una ulteriore riflessione morale, ben espressa a più riprese anche da scienziati e ricercatori che nulla hanno a che fare con la religione.

D: Perché mai dovrebbe riguardare la religione? Il Vaticano e la CEI si sono espressi a favore delle campagne di vaccinazione.

Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini, detto Sua Sanità, il cui potere farmaceutico è stato persino dipinto in un film di successo, “Il Divo”. Troviamo gravissimo che la PAV ( Pontifica Accademia per la Vita) si sia espressa a favore dell’uso di vaccini che fanno uso di cellule provenienti da aborti procurati ( ha capito bene: ABORTI PROCURATI) con la ridicola giustificazione che queste morti sono tutto sommato “lontane nel tempo”. Lo sono anche quelle dei Santi Martiri Innocenti uccisi da Erode nell’anno zero, ben 2017 anni fa; la Chiesa vuole forse dirci che se Erode ne avesse tratto dei vaccini potremmo utilizzarli?

D: Ma non teme per suo figlio?

Temo infinitamente di più i danni da vaccino, che sono riconosciuti dallo Stato dalla legge 210 del 1992. E temo anche per me, perché ricordo il caso Oprandi, il papà morto a causa della vaccinazione del figlio: nessuno lo aveva informato del fatto della contagiosità del soggetto vaccinato; Il tribunale ordinò che la vedova fosse risarcita dal Comune di Milano responsabile della campagna vaccinale, ma quel bambino rimase orfano. Una vita gettata nel niente, una famiglia rovinata: con le vaccinazioni di massa in preparazione, quanti casi del genere ci potranno essere?

D: Che rapporti ci sono con l’ASL di Reggio-Emilia? Il vostro convegno sa di dichiarazione di guerra…

Assolutamente no, tutto il contrario. Il Dott. Alessandro Volta si è a più riprese dimostrato un professionista, invitando le famiglie al dialogo e alla ponderatezza per costruire rapporti in grado di anteporre ad ogni cosa il confronto reciproco. Questo è un comportamento molto apprezzabile. Si sono create due controparti assurde, incapaci di riflettere e di proporre una modalità che renda i genitori consapevoli ed informati, per poter poi decidere autonomamente la miglior tutela del proprio figlio. Il convegno di sabato ha anche questo intento, e cioè di portare i genitori alla consapevolezza necessaria per prendere decisioni importanti circa la salute dei propri bambini. Un sistema ed un decreto che obbligano a tutti i costi, però, sono essi stessi ad aver dichiarato guerra: guerra contro la sovranità biologica, guerra contro la libertà di scelta dei genitori. La mia personale speranza è quella che il terreno si ammorbidisca e si riesca finalmente a trovare un punto di incontro capace di restituire ai padri e alle madri la vocazioni assoluta ad essere tali.
Proprio a motivo di questo auspichiamo che sabato in sala ci siano anche tanti pediatri, medici e magari anche giornalisti, capaci di ascoltare le comprensibili e doverose perplessità, riportando fatti veri, obiettivi, e svincolati da qualsivoglia pregiudizio di sorta.

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Una madre accusata di aver ucciso due gemellini si dichiara non colpevole: sono morti per reazione al vaccino?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Una madre dell’Idaho accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli si è dichiarata non colpevole martedì. Afferma che i bambini sono morti a causa di una reazione al vaccino, non per soffocamento, come sostengono i pubblici ministeri. Il suo processo è fissato per gennaio 2027, nel pieno del dibattito nazionale sul calendario vaccinale infantile.

 

Una madre dell’Idaho accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli si è dichiarata non colpevole martedì durante una breve udienza presso il tribunale della contea di Payette, secondo quanto riportato dall’Idaho Statesman.

 

Andrea Renee Shaw, 23 anni, si è dichiarata non colpevole di due capi d’accusa per omicidio di primo grado, come ha riferito il suo avvocato, Joe Filicetti, al quotidiano The Defender. Il processo con giuria, della durata di un mese, è fissato per l’11 gennaio 2027.

 

Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, morti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che i bambini siano stati uccisi mentre condividevano il letto nella loro casa.

 

Shaw ha sempre negato le accuse. Ha affermato che la morte dei suoi gemelli è stata causata dai vaccini che avevano ricevuto durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso. Entrambi i bambini avevano manifestato reazioni avverse documentate ai vaccini.

 

La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari, ma il giudice distrettuale della contea di Payette l’ha revocata a luglio su richiesta del pubblico ministero.

 

Filicetti ha dichiarato a The Defender che la difesa non vedeva l’ora di controinterrogare gli esperti dell’accusa.

 

«Non hanno prove dirette che Andrea abbia fatto altro che provvedere ai suoi due figli e amarli», ha detto Filicetti. «L’accusa si basa sulla convinzione che, poiché entrambi i bambini sono morti contemporaneamente, lei debba aver commesso qualcosa di losco».

 

Filicetti ha affermato che i pubblici ministeri ritengono di aver escluso ogni altra possibile causa di morte e che, pertanto, si tratti di omicidio. «Hanno escluso qualsiasi coinvolgimento dei vaccini nel caso. Non vediamo l’ora di contestare la loro posizione e speriamo che la giuria valuti il ​​caso come lo valutiamo noi».

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Le prove contro Shaw sono circostanziali, sostengono i difensori.

Nell’aprile del 2025, durante una visita pediatrica, Dallas e Tyson Shaw, entrambi di diciotto mesi, hanno ricevuto diverse vaccinazioni di routine per l’infanzia, tra cui i vaccini DTaP, antinfluenzale ed epatite A.

 

Secondo i documenti del tribunale, Andrea e sua suocera dissero al pediatra che il padre dei bambini aveva precedentemente avuto una reazione avversa a un vaccino antinfluenzale. Ma il pediatra minimizzò le loro preoccupazioni e un’infermiera somministrò le iniezioni.

 

Nel giro di un giorno, i gemelli hanno sviluppato febbre, letargia, difficoltà a camminare, labbra bluastre, occhi infossati e diarrea. Non volevano mangiare. I medici del pronto soccorso hanno documentato una «reazione post-vaccinazione» prima di dimettere i bambini con l’indicazione di trattare i sintomi con paracetamolo per bambini e ghiaccioli.

 

Otto giorni dopo, entrambi i bambini furono trovati morti. Un anno dopo, i pubblici ministeri incriminarono Shaw per omicidio di primo grado, un reato punibile con la pena capitale.

 

I pubblici ministeri hanno affermato che gli investigatori hanno escluso altre possibili cause di morte, tra cui l’esposizione al calore, l’avvelenamento da monossido di carbonio, l’avvelenamento e i vaccini. Hanno concluso che l’unica «spiegazione plausibile» era che i gemelli fossero morti per soffocamento.

 

I difensori di Shaw affermano che le prove contro di lui sono puramente indiziarie e che i pubblici ministeri non hanno preso seriamente in considerazione una spiegazione più convincente e scientificamente fondata per la morte dei neonati: una reazione avversa ai vaccini e al paracetamolo.

 

Secondo Sayer Ji, giornalista specializzato in salute, la natura insolita dei decessi avrebbe dovuto indurre a un esame più approfondito delle possibili cause mediche, piuttosto che a presumere un comportamento criminale.

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Il caso si verifica nel contesto del dibattito nazionale sulla politica vaccinale.

L’incriminazione di Shaw giunge in un momento in cui il dibattito sulla politica vaccinale è diventato un punto nevralgico della politica nazionale. Il comitato consultivo sui vaccini dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha ridotto il numero di vaccinazioni di routine raccomandate per i bambini.

 

Un giudice federale ha bloccato la decisione dopo che l’ American Academy of Pediatrics ha intentato causa contro il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, l’agenzia madre del CDC, in merito al cambiamento di politica.

 

La scorsa settimana, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede che i bambini americani vengano vaccinati di routine contro un numero inferiore di malattie, come avviene in Paesi analoghi come la Danimarca, allineando così le raccomandazioni in materia di vaccinazione a quelle bloccate dal comitato consultivo.

 

Filicetti ha detto che Shaw ama i suoi figli più di ogni altra cosa.

 

«È una giovane donna straordinaria che si è trovata invischiata nella disputa politica tra i potenti, perché come osa dare la colpa a qualcosa per la morte dei suoi due figli, soprattutto a qualcosa che è ‘sicuro ed efficace’… finché non smette di esserlo», ha detto Filicetti.

 

La Shaw rimane in isolamento nel carcere della contea di Payette, ha dichiarato Filicetti. È stata arrestata cinque giorni dopo aver dato alla luce una bambina prematura tramite parto cesareo e rimane separata dalla piccola.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

Il nuovo vaccino antinfluenzale mRNA ha tassi di reazioni avverse molto più elevati rispetto al vaccino standard

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   John Campbell, Ph.D., ha affermato che la sperimentazione clinica di Moderna ha riportato tassi di reazioni avverse sostanzialmente più elevati tra le persone che hanno ricevuto il suo nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA rispetto a quelle che hanno ricevuto un vaccino antinfluenzale standard. Ha inoltre messo in dubbio il motivo per cui la FDA abbia approvato il vaccino un anno dopo che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) aveva annunciato la graduale interruzione dello sviluppo del vaccino a mRNA a livello federale.   Secondo il commentatore medico John Campbell, Ph.D. , i dati degli studi clinici condotti dalla stessa Moderna sollevano seri dubbi sull’opportunità che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense abbia approvato il nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA dell’azienda.   In un video recente, Campbell ha sostenuto che lo studio mostra solo una lieve riduzione dei casi di influenza, pur riportando tassi sostanzialmente più elevati di reazioni avverse tra le persone che hanno ricevuto il vaccino.   Questo mese la FDA ha approvato il vaccino mFlusiva di Moderna per gli adulti di età compresa tra 50 e 64 anni, con procedura di approvazione accelerata per gli adulti di 65 anni e oltre. Si tratta del primo vaccino antinfluenzale a mRNA autorizzato negli Stati Uniti.   Moderna ha dichiarato di prevedere che il vaccino sarà disponibile per la stagione dei virus respiratori 2026-2027.   Campbell ha inoltre sollevato dubbi sul perché l’approvazione sia arrivata appena un anno dopo che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) aveva annunciato una graduale e coordinata interruzione a livello federale dello sviluppo dei vaccini a mRNA.   «Un anno dopo, la FDA approva i vaccini antinfluenzali della Moderna», ha detto Campbell. «Non capisco come funzionino gli Stati Uniti, ma a quanto pare il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) non ne ha il controllo».  

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L’efficacia del vaccino antinfluenzale a mRNA non è «molto impressionante»

Lo studio di fase 3 di Moderna, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 40.703 partecipanti, di cui circa la metà ha ricevuto il vaccino sperimentale a mRNA e l’altra metà un vaccino antinfluenzale standard. I partecipanti sono stati monitorati per una mediana di 181 giorni.   L’influenza, confermata in laboratorio, si è verificata nel 2,0% dei partecipanti che hanno ricevuto il vaccino a mRNA, rispetto al 2,8% di coloro che hanno ricevuto il vaccino standard. Moderna ha descritto questi risultati come indicativi di un’efficacia relativa del vaccino pari al 26,6%.   «A dire il vero, non è stato molto impressionante», ha commentato Campbell. Ha osservato che lo studio ha mostrato una riduzione del rischio inferiore all’1%.   «Se si passa da un valore assoluto del 2,0% a un valore assoluto del 2,8%», ha affermato Campbell, «direi che non si tratta di un miglioramento del rischio relativo del 26,6%, sebbene statisticamente lo sia. Si tratta piuttosto di una riduzione del rischio assoluto dello 0,8%».   «Quindi, volete sottoporvi a un nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA che vi offra una probabilità ridotta dello 0,8% di contrarre l’influenza in termini assoluti? La scelta è vostra», ha affermato.   «Aumento assolutamente inaccettabile delle reazioni avverse» Campbell ha affermato che lo studio ha mostrato tassi sostanzialmente più elevati di quasi tutte le reazioni avverse segnalate tra coloro che hanno ricevuto il vaccino a mRNA rispetto a coloro che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale standard.   Il dolore nel sito di iniezione è stato riportato dal 65,8% dei soggetti che hanno ricevuto il vaccino a mRNA, rispetto al 29,8% di coloro che hanno ricevuto il vaccino standard. La stanchezza si è verificata nel 45,1% contro il 20,3%, il mal di testa nel 37,8% contro il 18,0% e i dolori muscolari nel 35,4% contro l’11,6%.   Campbell ha affermato che la disparità si estendeva a quasi tutte le categorie di reazioni segnalate.   «Il dolore nel sito di iniezione è molto più frequente nel gruppo mRNA. Anche il rossore è più frequente nel gruppo mRNA. Il gonfiore è più frequente nel gruppo mRNA», ha affermato. «La febbre è sei volte più frequente nel gruppo mRNA rispetto al gruppo vaccinato con il vaccino tradizionale. … Il dolore articolare è molto più comune… la nausea e il vomito sono più comuni… e anche i brividi sono molto più frequenti nel gruppo mRNA».   «Un aumento assolutamente inaccettabile delle reazioni avverse in quel luogo», ha aggiunto.

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Il gruppo sottoposto al vaccino antinfluenzale a mRNA ha mostrato un numero di reazioni potenzialmente gravi 6,4 volte superiore.

Campbell si è poi concentrato sulle reazioni avverse più gravi riscontrate nello studio.   Secondo lo studio, eventi avversi gravi sono stati segnalati nel 2,2% dei partecipanti che hanno ricevuto il vaccino a mRNA.   Lo studio ha anche monitorato le reazioni avverse sollecitate di grado 3, ovvero reazioni più gravi che possono interferire con le normali attività o richiedere assistenza medica. Le reazioni di grado 3 si sono verificate nel 6,4% dei soggetti che hanno ricevuto il vaccino a mRNA — «Più di 1 su 20», ha affermato Campbell — rispetto all’1,0% di coloro che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale standard.   Ha confrontato la differenza con la riduzione del rischio di casi di influenza riportata dal vaccino.   «Quindi, secondo i loro stessi dati, si registrano 6,4 volte più eventi avversi di grado 3, potenzialmente più gravi, nel gruppo trattato con mRNA, a fronte di una riduzione del rischio assoluto dello 0,8%», ha affermato Campbell. «Mi chiedo davvero perché [la FDA] abbia approvato questo farmaco».   Lo studio ha inoltre segnalato eventi avversi di particolare interesse tra i soggetti che hanno ricevuto il vaccino a mRNA, tra cui la trombocitopenia , una condizione caratterizzata da una bassa conta piastrinica, e la cardiomiopatia , che è stata collegata ai vaccini a mRNA contro il COVID-19 .   «Mi sembra una scelta ovvia», ha detto Campbell a proposito del vaccino antinfluenzale a mRNA. «Certamente non lo avrei accettato con questi dati».   «Hai intenzione di metterti in coda? Io no» Campbell ha affermato che la sua analisi si è concentrata sui dati degli studi clinici pubblicati da Moderna, ma ha sottolineato che lo studio non affronta le preoccupazioni più ampie relative alla tecnologia mRNA.   «Potremmo parlare a lungo delle nanoparticelle lipidiche e di altre complicazioni», ha affermato. «Mi limiterò a quanto riportato nell’articolo».   Ha affermato che le nanoparticelle lipidiche si distribuiscono in tutto il corpo, consentendo alle cellule di diversi organi di produrre l’antigene del vaccino. Ha sostenuto che queste cellule potrebbero poi diventare bersaglio del sistema immunitario.   Precedenti studi pubblicati hanno collegato i vaccini a mRNA contro il COVID-19 a miocardite e pericardite , convulsioni e tumori.   «Date queste informazioni, hai intenzione di metterti in coda?» ha chiesto Campbell. «Io no».

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«Non sono molto sicuri e non sono particolarmente efficaci» Le preoccupazioni di Campbell riguardo al vaccino antinfluenzale a mRNA lo hanno portato anche a mettere in discussione le politiche sanitarie statunitensi.   Nell’agosto del 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. annunciò che la Biomedical Advanced Research and Development Authority avrebbe interrotto i finanziamenti per 22 vaccini a mRNA in fase di sviluppo.   All’epoca, l’HHS dichiarò di aver «esaminato le evidenze scientifiche, ascoltato gli esperti e agito di conseguenza».   Il dipartimento ha dichiarato che i finanziamenti sarebbero stati interrotti perché «i dati dimostrano che questi vaccini non proteggono efficacemente dalle infezioni delle vie respiratorie superiori come il COVID e l’influenza».   Campbell ha affermato che l’approvazione da parte della FDA del vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna sembra essere in contrasto con tale politica.   «Eppure, un anno dopo, eccoci qui con l’approvazione», ha detto. «Chi è responsabile qui? Non è forse il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ad esserlo?»   Nel 2025, l’HHS ha dichiarato di voler «destinare quei finanziamenti a piattaforme vaccinali più sicure e ampie, in grado di rimanere efficaci anche in caso di mutazioni virali». L’agenzia ha inoltre sottolineato il proprio sostegno a «vaccini sicuri ed efficaci per ogni cittadino americano che li desideri».   Anche Campbell contestò tale affermazione.   «Abbiamo visto che non sono poi così sicuri e non particolarmente efficaci», ha detto, aggiungendo: «Chi li vuole?»   Jill Erzen   © 14 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    

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Tribunale tedesco ordina a BioNTech di rendere pubblici i dati relativi agli effetti collaterali del vaccino anti-COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

La sentenza conferma la decisione di marzo del Tribunale regionale di Aurich, che imponeva a BioNTech di rendere pubblici 32 tipi di documenti interni relativi a sicurezza, tossicità e produzione, inclusi i registri degli eventi avversi. La sentenza di marzo aveva stabilito che il vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech avrebbe potuto causare «effetti dannosi… al di là di un livello considerato accettabile secondo le conclusioni della scienza medica».

 

La scorsa settimana, una corte d’appello tedesca ha stabilito che BioNTech deve fornire una documentazione dettagliata sugli eventi avversi legati al vaccino contro il COVID-19 sviluppato in collaborazione con Pfizer. La sentenza conferma la condanna di un tribunale di grado inferiore nei confronti dell’azienda, in una causa intentata da una persona rimasta anonima e danneggiata dal vaccino.

 

L’avvocato tedesco Tobias Ulbrich, che rappresenta il querelante, ha annunciato la sentenza in un post su X la scorsa settimana, condividendo la prima pagina della decisione. Secondo Ulbrich, la sentenza della Corte d’Appello di Oldenburg è «definitiva e vincolante».

 

La sentenza conferma la decisione emessa a marzo dal Tribunale regionale di Aurich, che imponeva a BioNTech di divulgare 32 tipi di documenti interni relativi a sicurezza, tossicità e processi produttivi, inclusi i registri degli eventi avversi.

 

La sentenza di marzo ha stabilito che il vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech potrebbe aver causato «effetti dannosi… al di là di un livello considerato accettabile secondo le scoperte della scienza medica» e che i ricorrenti danneggiati dal vaccino hanno il diritto di esaminare tali documenti ai sensi della legge farmaceutica tedesca.

 

Secondo Ulbrich, il querelante, nato nel 1975, ha riportato diverse gravi complicazioni di salute dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech nell’agosto del 2021.

 

Le patologie includevano aritmie, emicranie, sintomi neurologici ed encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica, una grave malattia cronica che può causare una significativa disabilità fisica.

 

La sentenza della scorsa settimana impone inoltre a BioNTech di pagare le spese legali del querelante.

 

Harald Walach, Ph.D., fondatore e direttore del Change Health Science Institute in Germania, ha definito la sentenza «una buona notizia per coloro che soffrono di effetti collaterali» a seguito dei vaccini contro il COVID-19. Ha affermato che la sentenza non lascia a BioNTech altra scelta se non quella di «rendere pubblico l’elenco degli effetti collaterali».

 

Walach, che è anche professore associato di ricerca presso l’Università Kazimieras Simonavičius in Lituania, ha affermato di sperare che la sentenza «sposti l’ostruzionismo dei media e delle autorità verso una maggiore apertura e trasparenza».

 

Silvia Behrendt, Ph.D., fondatrice e direttrice della Global Health Responsibility Agency, ha affermato che la sentenza indica che «qualcosa sta cambiando in Europa». L’ha definita «un’importantissima vittoria per la trasparenza e, potenzialmente, per i pazienti che cercano di capire cosa è successo loro dopo la vaccinazione».

 

Secondo Behrendt, la sentenza impone a BioNTech di rispondere a una serie «ampia» di «domande altamente tecniche». Ha affermato che resta da vedere se BioNTech fornirà «informazioni specifiche, complete e scientificamente verificabili e le relative prove» o se cercherà di nascondere le prove e ostacolare il procedimento.

 

Altri esperti del settore farmaceutico suggeriscono che resta da vedere se la sentenza porterà a una significativa divulgazione di documenti.

 

La sentenza «potrebbe essere significativa dal punto di vista procedurale, ma aiuterà una vittima a ottenere un risarcimento adeguato?», si è chiesto il tossicologo tedesco Helmut Sterz. Sterz, che in passato ha lavorato come ricercatore per importanti aziende farmaceutiche, ha affermato che i soli documenti non basteranno a sostenere i querelanti danneggiati dai vaccini, i quali dovranno anche dimostrare il nesso di causalità.

 

«Un caso di danno registrato non ha conseguenze in termini di risarcimento finché non vi è una perizia medica che dimostri il nesso di causalità tra lo sparo e il danno», ha affermato Sterz.

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La sentenza si concentra sul profilo di sicurezza di due lotti di vaccino

Secondo Expose News, Ulbrich ha contestato la valutazione delle autorità di regolamentazione secondo cui il vaccino contro il COVID-19 presentava un profilo rischio-beneficio positivo.

 

In un’analisi della sentenza pubblicata su X, la giornalista investigativa e commentatrice tedesca Zara Riffler ha scritto che la sentenza si concentra sul profilo di sicurezza di due lotti del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech, FE6975 e 1D020A, e sul loro potenziale collegamento con una serie di patologie, tra cui malattie autoimmuni, disturbi cardiaci, disfunzioni del sistema nervoso e disturbi mestruali.

 

La sentenza impone a BioNTech di rendere pubblici i documenti relativi ai fornitori e alla tecnologia di produzione utilizzata per realizzare i lotti in questione.

 

BioNTech è inoltre tenuta a fornire informazioni sulle specifiche nanoparticelle lipidiche e sulla proteina spike utilizzate nel vaccino, nonché informazioni su possibili contaminanti del DNA presenti nelle dosi.

 

Behrendt ha affermato che «la domanda più importante è cosa mostrino effettivamente i dati sottostanti».

 

«Potrebbero aiutarci a stabilire cosa sapeva BioNTech, quando lo sapeva, quali dati scientifici erano disponibili, come sono stati valutati i potenziali rischi, quali informazioni sulla qualità e sulla produzione esistevano, come sono stati valutati i segnali di sicurezza e se i metodi e i dati su cui ci si è basati erano sufficienti a supportare le conclusioni normative», ha affermato Behrendt.

 

Per Sterz, tuttavia, restano aperti importanti interrogativi. Ha affermato che, sebbene i documenti «potrebbero rivelare un atto criminale da parte di Pfizer-BioNTech per aver nascosto un elevato numero di effetti collaterali che avrebbero dovuto essere segnalati», non è certo se ciò avrà un impatto sui risarcimenti individuali per i richiedenti danni da vaccino.

 

Behrendt ha affermato che, sebbene la sentenza sia significativa, il sistema giuridico tedesco «non prevede un sistema di precedenti vincolanti» simile a quello statunitense. Tuttavia, la sentenza «potrebbe avere un notevole valore persuasivo e pratico per casi analoghi».

 

Behrendt ha dichiarato di aver presentato diverse richieste di accesso agli atti all’Agenzia europea per i medicinali (EMA), l’ente regolatore farmaceutico dell’Unione europea, tramite la sua iniziativa Transparency4Safety, ma di aver incontrato «una forte resistenza».

 

Nonostante questa resistenza, Behrendt ha affermato che l’iniziativa ha pubblicato un rapporto sul DNA residuo nei vaccini contro il COVID-19 e sta preparando ulteriori rapporti sui contaminanti presenti nei vaccini e sul profilo tossicologico degli stessi.

 

Tuttavia, «parti importanti del dossier regolatorio rimangono oscurate o non divulgate», ha affermato Behrendt. «Il compito di un’autorità regolatoria non è semplicemente quello di ricevere i dati forniti da un’azienda farmaceutica. Il suo ruolo è quello di valutare, contestare e supervisionare in modo indipendente le prove su cui si basano l’autorizzazione e la continua commercializzazione di un medicinale».

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Un tedesco su sei ha segnalato effetti collaterali del vaccino anti-COVID

Un sondaggio condotto in Germania nell’ottobre del 2024 ha rilevato che 1 intervistato su 6 ha riferito di aver riscontrato effetti collaterali dopo aver ricevuto un vaccino contro il COVID-19.

 

Documenti interni resi pubblici da un informatore anonimo nel luglio 2024 hanno dimostrato che il Robert Koch Institute (RKI), l’equivalente tedesco dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, aveva ignorato i problemi di sicurezza del vaccino contro il COVID-19.

 

RKI ha cercato di saltare la fase 3 della sperimentazione del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech e di immettere il prodotto «direttamente sul mercato per un’ampia applicazione».

 

L’anno scorso, la Corte federale di giustizia tedesca ha stabilito che le autorità federali o statali, e non i medici e gli operatori sanitari, sono responsabili del risarcimento delle persone danneggiate dai vaccini contro il COVID-19.

 

Nel 2023, l’allora ministro federale della Salute tedesco Karl Lauterbach riconobbe che gli eventi avversi legati al vaccino contro il COVID-19 erano diffusi e che le persone che soffrivano di gravi danni da vaccino venivano ignorate.

 

Il mese scorso, la Germania ha smesso di raccomandare la vaccinazione contro il COVID-19 alle persone sane.

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 10 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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