Persecuzioni
India, estremisti indù assaltano preghiera, ma la polizia ferma i cristiani
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Accusati di «disturbo alla quiete pubblica» un gruppo di fedeli riuniti dentro una casa privata. L’arcivescovo di Raipur mons. Thakur ad AsiaNews: «Seminano tensione mentre dovrebbero proteggere la popolazione». Intanto il governo locale del Tamil Nadu si schiera contro la furia anti-conversioni dei nazionalisti indù: «la Costituzione garantisce a ogni cittadino il diritto di propagare la propria religione».
Nello Stato indiano del Chhattisgarh una casa privata dove un gruppo di cristiani si era riunito per pregare è stata assaltata domenica 30 aprile da un gruppo di estremisti del Bajrang Dal, un movimento dei nazionalisti indù. Una cinquantina di persone erano riunite nella casa del dottor Vinay Sahu, un dentista locale, quando decine di militanti sono arrivati armati di bastoni cantando acclamazioni indù.
I membri della comunità cristiana, che si erano barricati dentro la casa per paura, hanno immediatamente telefonato alla polizia, la cui stazione si trova ad appena 500 metri. Gli agenti si sono presentati solo un’ora dopo e, anziché agire contro gli assalitori, hanno portato in caserma il dentista e una decina di altri cristiani presenti accusandoli di disturbo alla quiete pubblica.
«Anche la polizia ci accusa di convertire la gente al cristianesimo – ha raccontato Arun Pannalal, presidente del Chhattisgarh Christian Forum – hanno chiesto perché avessero tenuto una preghiera in una casa privata e hanno minacciato di mandarli in prigione. Solo dopo le nostre pressioni li hanno rilasciati in serata».
«Dal 2019 svolgiamo momenti di preghiera a casa nostra – ha riferito il dottor Sahu –. Nel 2021 il Bajrang Dal aveva organizzato una protesta simile e anche in quell’occasione eravamo stati minacciati di violenza se non avessimo interrotto le preghiere. Ma è casa nostra e non abbiamo mai obbligato nessuno a partecipare alla funzione. Tutti i partecipanti erano cristiani. Non usiamo nemmeno microfoni e non causiamo inquinamento acustico. Non riusciamo a capire il motivo di questi attacchi».
Mons. Victor Henry Thakur, arcivescovo di Raipur, che è anche presidente del Consiglio dei vescovi cattolici del Chhattisgarh (CBCG), ha commentato la vicenda ad AsiaNews: «con le elezioni per l’Assemblea legislativa locale previste per la fine dell’anno, stanno preparando il terreno seminando tensioni e sospetti nella società. Gli estremisti di destra lanciano accuse di conversione inventate e infondate contro i cristiani e l’amministrazione arresta e trattiene i cristiani innocenti, mentre quanti creano problemi di ordine pubblico sono liberi. L’amministrazione ha il dovere di proteggere la popolazione».
Tutto questo succede mentre in un altro Stato indiano – il Tamil Nadu – il governo locale ha dichiarato alla Corte Suprema che ogni cittadino ha la possibilità di praticare e diffondere pacificamente la propria religione. Lo ha fatto in risposta a un’istanza di Ashwini Upadhyay, il leader locale del BJP (il partito nazionalista indù a cui appartiene anche il premier Narendra Modi) che chiedeva un’indagine su presunti casi di conversione.
«L’articolo 25 della Costituzione indiana garantisce a ogni cittadino il diritto di propagare la propria religione», si legge nella posizione presentata sull’argomento dal governo del Tamil Nadu.
L’esecutivo, guidato dal partito locale Dravida Munnetra Kazhagam, afferma che le leggi anti-conversione sono inclini a essere usate in modo improprio contro le minoranze: «i cittadini del Paese dovrebbero poter scegliere liberamente la propria religione e il governo non deve mettere i bastoni tra le ruote alle loro convinzioni personali e alla loro privacy».
Nella nota si ricorda anche che nel 2002 nel Tamil Nadu era stata approvata una legge anti-conversioni dal governo precedente, ma era stata poi abrogata nel 2006 «a causa dell’opposizione popolare».
Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne.
Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Immagine di Mamichaelraj via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Persecuzioni
Francia, un edificio religioso in meno ogni settimana
Il Catholic Herald dell’11 agosto 2026 riporta che il patrimonio cattolico francese è effettivamente minacciato. Un rapporto pubblicato a maggio dal ministero dell’Interno francese evidenzia un aumento degli atti anticristiani negli ultimi 15 anni. Nel 2025 sono stati registrati 817 episodi anticattolici, quasi il 90% dei quali ha preso di mira proprietà ecclesiastiche.
Questi attacchi veicolano un messaggio implicito: la Chiesa è indesiderabile agli occhi di una minoranza significativa della società francese. Talvolta, veicolano anche un messaggio esplicito. Nel dicembre 2025, la chiesa di Sainte-Marie-Madeleine, nella diocesi di Marsiglia, è stata vandalizzata. Un graffito recitava: «L’unica chiesa che risplende è quella che brucia».
Nello stesso mese, uno studio dell’Osservatorio per il Patrimonio Religioso ha rivelato che la Francia perde un edificio religioso ogni settimana e che due terzi degli incendi mostrano segni di attività criminale.
L’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani (OIDAC) ha segnalato che il Paese continua a registrare il numero più alto di tali episodi in Europa. Dietro questi atti di vandalismo si celano diverse motivazioni, tra cui il laicismo militante e l’islamismo.
Il fenomeno non si limita alla Francia. L’OIDAC ha rilevato nel suo rapporto sui crimini d’odio anticristiani in Europa: «in modo allarmante, sono stati registrati 94 incendi dolosi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Un terzo di questi atti si è verificato in Germania, dove la Conferenza Episcopale ha recentemente dichiarato che ‘tutti i tabù sono stati infranti’ in merito al vandalismo delle chiese».
Il rapporto prosegue: « Paesi più colpiti nel 2024 sono stati Francia, Regno Unito, Germania e Spagna. A novembre, un monaco di 76 anni è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco a un monastero spagnolo. A gennaio, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un attacco legato allo Stato Islamico durante la messa domenicale in una chiesa cattolica di Istanbul. A settembre, una chiesa storica a Saint-Omer, in Francia, è stata quasi completamente distrutta da un incendio doloso».
Gli autori di questi crimini ignorano palesemente l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la libertà religiosa promossi dal Concilio Vaticano II. Con la loro violenza, dimostrano la netta differenza tra ideologie e fatti.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Velvet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
Sostieni Renovatio 21
Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
Aiuta Renovatio 21
È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
-



Vaccini2 settimane faChiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
-



Trapianti2 settimane faTrapianti, il prossimo passo: prelevare gli organi senza attendere la «morte»
-



Politica4 giorni faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Persecuzioni2 settimane faVescovo mette a tacere famoso esorcista
-



Spirito2 settimane faSacerdote ucciso dalla caduta di un crocifisso durante la messa. Se fosse stato ad orientem si sarebbe salvato?
-



Geopolitica1 settimana faL’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
-



Spirito6 giorni faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Immigrazione2 settimane faMons. Viganò contro la barbarie orchestrata













