Senza categoria
Il capo dell’esercito libico morto in un incidente aereo
Il capo di stato maggiore dell’esercito libico, generale Muhammad Ali Ahmed al-Haddad, è deceduto in un incidente aereo avvenuto in Turchia, come confermato dalle autorità. Un jet privato che trasportava al-Haddad e altri alti ufficiali libici si è schiantato martedì sera a sud-ovest di Ankara.
Il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibeh ha annunciato su Facebook che nell’incidente sono morti anche diversi altri alti ufficiali militari. Si trattava di un Dassault Falcon 50 su cui viaggiava la delegazione, che si trovava in Turchia per colloqui tenutisi nelle prime ore della giornata.
Il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya ha reso noto che i servizi di terra hanno perso i contatti con il velivolo circa 40 minuti dopo il decollo dall’aeroporto Esenboğa di Ankara. Prima di interrompere le comunicazioni, l’aereo aveva richiesto un atterraggio di emergenza.
Libya Genelkurmay Başkanı Mohamed Ali Ahmed El Haddad’ı taşıyan Falcon 50 tipi jet Ankara’da kalktıktan kısa bir süre sonra düştüğü bildirildi. pic.twitter.com/OQxLGdeDsk
— Serkan Göl (@Serkanbmg) December 23, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
A bordo vi erano cinque passeggeri, tra cui al-Haddad, il capo di stato maggiore delle forze di terra, tenente generale Al-Futuri Ghribil, e il responsabile dell’Autorità di produzione militare, generale di brigata Mahmoud Al-Ghadiwi.
In un comunicato successivo, il ministro ha confermato che le squadre di soccorso hanno localizzato i resti dell’aereo, accertando così l’incidente.
Video ripresi da telecamere di sorveglianza, diffusi online, mostrano una violenta esplosione che ha illuminato i cieli sopra la capitale turca e che si ritiene sia legata allo schianto del jet. Non è stato immediatamente chiarito se l’esplosione sia avvenuta in volo o al momento dell’impatto con il suolo.
«Questa grave perdita è un duro colpo per la nazione, per l’istituzione militare e per tutto il popolo libico, poiché abbiamo perso uomini che hanno servito il loro Paese con sincerità, dedizione, disciplina, responsabilità e impegno nazionale», ha scritto il premier libico.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Senza categoria
Dirigente transessuale del New York Times accusata di maltrattamenti di minori prima di essere uccisa
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Senza categoria
I tempi di consegna del petrolio saudita in Asia potrebbero raddoppiare
Diversi media organi di stampa ripreso i dati più recenti dell’Associazione degli Armatori Giapponesi, secondo cui la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, alle navi saudite potrebbe allungare di oltre 2,5 volte i tempi di consegna del petrolio saudita in Asia. Lo slittamento segue il controllo da parte degli Houthi dell’intera costa del Mar Rosso.
Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha dichiarato venerdì in un comunicato che «la navigazione marittima è sicura per tutte le compagnie, ad eccezione delle navi saudite», come riferito da NPR il 12 settembre.
Prima del blocco, la rotta tradizionale attraverso lo Stretto di Ormuzzo richiedeva circa 40 giorni andata e ritorno. L’alternativa del Mar Rosso — il greggio saudita viene portato via terra fino alla costa e poi imbarcato su petroliera attraverso Bab el-Mandeb — richiede circa 40-50 giorni andata e ritorno. L’unica via rimasta passa dal Canale di Suez e circumnaviga il Capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa: il viaggio andata e ritorno richiederebbe almeno 100 giorni. Inoltre le petroliere più grandi sono troppo ingombranti per transitare dal Canale di Suez.
Aiuta Renovatio 21
Allungare un viaggio andata e ritorno da 40 a 100 giorni non solo ritarda le consegne, ma riduce drasticamente il numero di viaggi annuali di una petroliera da circa nove a meno di quattro, raddoppiando di fatto il numero di navi necessarie per spostare lo stesso volume di greggio. La deviazione di rotta si traduce così in uno shock sui prezzi: la capacità delle petroliere non può crescere in tempi brevi, quindi quando i giorni di navigazione salgono di colpo salgono anche le tariffe di trasporto, e quei costi finiscono nel prezzo finale del greggio anziché nel prezzo di riferimento. I margini di raffinazione assorbono il primo colpo e l’onere aggiuntivo si scarica poi sull’intero mercato.
Viaggi più lunghi costringono inoltre gli acquirenti a tenere scorte più consistenti: una raffineria che lavora su un ciclo di 100 giorni deve impegnarsi ad acquistare con oltre tre mesi di anticipo, invece di poter aggiustare gli ordini in poche settimane, come riporta Business Upturn.
Prima dell’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Giappone dipendeva per il 95% del proprio fabbisogno di greggio da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, secondo Reuters del 4 marzo 2026; ora quella dipendenza si è spostata in larga misura verso Stati Uniti e Messico.
Prima del conflitto, circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare, il 19% del GNL e fino al 30% dei fertilizzanti azotati scambiati a livello internazionale passavano dallo Stretto ormusino. Un aumento di 2,5 volte dei tempi di transito per queste risorse essenziali avrebbe evidentemente effetti gravi e dirompenti sulle catene di approvvigionamento globali.
Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Sud, un altro Paese estrmo-orientale gravemente danneggiato nelle forniture di idrocarburi dalla chiusura dello Stretto ermesino, sta pensando di partecipare all’azione militare statunitense, ricevendo in risposta un duro ammonimento dalla Repubblica Islamica dell’Iran, che come noto è in grandi rapporti con la Corea del Nord.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Reading Tom via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Senza categoria
Profanazione in una cappella di Bari
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione1 settimana faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Immigrazione2 settimane faL’ascesa del problema bengalese in Italia
-



Animali2 settimane faSqualo sulle strade alluvionate di una città
-



Eutanasia2 settimane faL’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
-



Vaccini1 settimana faPiano di Moderna di testare i vaccini a mRNA contro COVID e influenza su 410.000 anziani: una «catastrofe annunciata»
-



Pensiero2 settimane faGuerra, Eurasia, fine dell’egemonia occidentale e totalitarismo dell’AI: il discorso di Putin a Valdai 2026
-



Gender2 settimane faBar per lesbiche allenta le misure sulle mascherine: minacce dagli LGBT. È la storia dell’anno
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: papato asservito alla religione del globalismo. Leone fa del Vangelo un motto massonico














