Salute
Fascicolo Sanitario Elettronico: avete fino a domenica per difendere i vostri dati sanitari (o almeno, una parte)
Avete circa tre giorni per mettere al riparo i vostri dati sanitari dal grande database della sanità pubblica.
Da domenica 30 giugno infatti non sarà più possibile rifiutare la condivisione dei vostri dati sanitari sulle piattaforme digitali. Si tratta, per essere precisi, solo di una parte della vostra storia medica, quella che va dal 2012 al 2020. Dopodiché, tutto finirà in quello che si chiama Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), con lo scopo di agire una super-integrazione dei dati sanitari di tutti i cittadini italiani provenienti da tutte le Regioni entro il 2026.
C’è da rimanere sconvolti di come questa storia, a suo modo enorme (e non solo per chi, come Renovatio 21, si occupa di bioetica, biopolitica, etc.) non sia stata minimamente discussa pubblicamente, né dai giornali, né dalle TV, né dai politici, dagli amministratori, etc. Il cittadino italiano si avvia a questo cambio, che sancisce un ulteriore colpo assestato alla sua privacy già disintegrata da COVID e greenpass, senza sapere nulla. Vorremmo dire: déja vu, anche per il silenzio-assenso sulla donazione degli organi (cioè, sulla predazione di parti del corpo, previo squartamento a cuor battente) fu così, magari con qualche piccola eco di protesta in più – all’epoca forse esisteva ancora qualche sperduta voce cattolica che gridava nel deserto…
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Alla base di questa novità c’è in realtà un decreto del fatale 2020 (DL 34/20), che stabiliva che il FSE doveva essere alimentato in maniera automatica, «in maniera continuativa e tempestiva, dai soggetti e dagli esercenti le professioni sanitarie che prendono in cura l’assistito». Il che vuol dire, ogni referto, verbale di pronto soccorso, profilo sanitario, lettera di dimissione, cartella clinica, vaccinazione, lettere di invito alle visite e, in più, anche la parte privata: le prescrizioni specialistiche finiscono nel calderone.
C’è di che rimanere sbalorditi: tanti discorsi per la privacy, e poi si viola in questo modo il privato dell’individuo?
Lo stesso Garante per la Privacy in un parere del 2022 dichiarava che il FSE apriva a rischi di «accessi abusivi e illeciti» nonché di «perdita e distruzione dei dati per finalità non compatibili». Dal linguaggio, non riusciamo a capire se si stia parlando di qualcuno che ruba i dati per ricattarvi o per utilizzarli a vostro danno: forse è solo la nostra immaginazione, ma è una possibilità, specie in un’era che va ad aprirsi, cioè quella delle «armi biologiche di precisione», le «bioarmi custom», cioè di virus artificiali in grado di colpire una sola persona, una sola famiglia, un solo gruppo etnico. Come? Fantascienza, dite?
C’è di che rimanere ancora più sbalorditi: tanti discorsi la cybersecurity, e poi si va a costruire un unico nodo nel quale gli hacker possono penetrare e impossessarsi dei dati dell’intera nazione?
Citiamo il Corriere, che ha intervistato un esperto di sicurezza informatica, il quale ha spiegato che i dati «se confluiscono nel fascicolo possono essere usati per finalità non sanitarie, cosa che invece avviene per legge con i dati post-2020». I rischi, dice l’informatico «non sono pochi, Avere un database unico che raccoglie dati quasi irrilevanti ai fini di cura perché oramai vecchi, ma che possono finire nelle mani di persone sbagliate è un dettaglio da non trascurare. Ci si espone da hackeraggi, fuga di dati e abusi informatici».
Il solo quotidiano è occuparsi della questione è stato, ancora una volta, La Verità, che ricorda come solo ieri la newsletter dell’Authority del Garante avvertiva che ben 18 regioni e due province a statuto speciale sono sotto procedimento «per le numeroso violazioni nell’attuazione del Fascicolo Sanitario». Il Garante comunica la gravità della situazione specificando di aver condiviso l’allarme con la presidenza del Consiglio poiché «è urgente intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti coinvolti nel trattamento del FSE».
Va riconosciuto che il giornale diretto da Maurizio Belpietro si era occupato del tema ancora giorni fa, in solitaria. Nel numero di oggi è possibile leggere un bouquet di affermazioni degli altri giornali, per i quali chi si oppone al FSE è un no-vax, un complottista, etc. «La crociata no-vax contro la banca dati sanitaria» titola il giornale agnelliano La Stampa.
La Repubblica scrive che «dopo i no-vax e i no green pass arrivano i no-Fascicolo Sanitario Elettronico, più o meno le stesse persone, a occhio meno numerose». L’ulteriore giornale agnello-elkaniano irride «le opposizioni registrate sul sito del ministero ieri [cioè due giorni fa, ndr]» che «erano 90.640, delle quali 6.371 riguardano minorenni. Se si considera che il Fascicolo interessa tutti i cittadini italiani, siamo intorno allo 0,15% degli abitanti».
Sono, crediamo, gli stessi giornali che ogni tanto riportano dei colpi hacker ai vari sistemi sanitari regionali: per esempio, ricordate la Regione Lazio, nel 2020? Noi lo ricordiamo. E gli ospedali colpiti dai grandi gruppi di hacker con i ransomware? Pure. E le farmacie americane paralizzate dal ciberattacco a inizio 2024? Renovatio 21 aveva parlato anche di questo.
In pratica, se non consegnate la totalità dei vostri dati medici, andate insultati. E, attenzione, il governo Meloni vuole che segnaliate il vostro dissenso entro domenica, senza possibilità successiva di opt-out.
Questa è biosorveglianza, questo è biototalitarismo. Non che facciano molto per allontanare il sapore di distopia: una delle scuse che accampano è quella della ricerca, il che significa far finire i vostri dati intimi nel frullatore dell’Intelligenza Artificiale – cioè armarla anche la conoscenza intima, biologica, della vostra condizione organica. Per chi vede nell’Intelligenza Artificiale un possibile nemico dell’umanità – e a farlo non sono solo gli antivaccinari cospirazionisti, ma perfino gli stessi suoi creatori – è un colpo mica male.
Eccoci, dunque, portati per legge a divenire cibo per la bestia, carburante per l’ascesa dell’apocalittica macchina pensante.
Non che prima fosse diverso. Nel 2017 passò la legge per cui diveniva possibile usare i dati personali degli italiani per ricerca scientifica. Il che vuol dire: dati sanitari alle multinazionali, pronte a darli in pasto ad algoritmi per ricerverne profitto.
Circa una diecina di anni fa ci fu il caso della Sardegna, dove un ente no profit aveva raccolto dati genetici di migliaia di abitanti per ricerche sulla longevità. Si parlò quindi di un furto alla banca genetica. La società senza fine di lucro finì poi in mani private, e alcuni dissero che la legge italiana non si esprime con chiarezza riguardo alla validità di un consenso dato in passato dai donatori.
Poi c’è il caso di una famosa multinazionale, desiderosa di testare la sua IA, a cui un precedente governo avrebbe trasferito ulteriori dati medici della popolazione. Tutto legale, con queste leggi. Rassegnatevi, il vostro corpo non vi appartiene: il biennio pandemico ce lo ha illustrato in modo lucidissimo.
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Il Garante della Privacy, ad ogni modo, ha dichiarato che l’utente ha il diritto di chiedere l’oscuramento di tutti i dati sanitari contenuti nel FSE che ritiene opportuno, rendendoli consultabili solo da chi li ha generati oltre che dalla persona stessa.
Chi desidera rifiutare, come previsto da un decreto del ministero dell’Economia dello scorso 11 aprile, può farlo solo online, all’interno del portale del sistema tessera sanitaria. Seguendo una semplice ricerca su Google per «fascicolo sanitario», si può giungere al sito della Sanità italiana, dove vi è un riquadro «come opporsi al pregresso» che porta ad un altro link, sistemats.it. Qui bisognerà accedere con la SPID, oppure la CIE (carta di identità elettronica) o con la carta nazionale dei servizi, ossia la tessera sanitaria emessa dopo il 2011. Se non si hanno strumenti di identificazione sanitaria, si deve accedere all’area libera del sistema tessera sanitaria con il tesserino della salute o il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente).
Chi non segnalerà la propria opposizione ritroverà automaticamente i dati della propria storia sanitaria 2012-2020 nel FSE.
Non pensate, tuttavia, che quei dati spariranno: in caso di accesso al pronto soccorso, il personale potrebbe avere accesso a tutti i dati del paziente. L’emergenza prevale sulla privacy: un’altra grande lezione biopolitica dell’era COVID.
Non solo: di fatto i vostri dati biomedici dal 2020 in poi finiscono, come per decreto del governo Conte, direttamente nell’FSE.
Non solo: due anni fa il governo Draghi passò in totale assenza di discussione pubblica il decreto con cui si adottava la cosiddetta «interoperabilità dei silos», ossia la possibilità per 400 enti o amministrazioni di scambiarsi i dati dei cittadini, inclusi quelli medici. Nella lista degli enti, riporta La Verità, «si va dall’Agenzia delle Entrate alle ASL, ma anche al traforo del Monte Bianco o al gestore delle acque di Verona. Qualcuno ha mai spiegato il perché di tale lista? La risposta è, pure stavolta, no».
In realtà, una risposta vorremmo provare a darla noi: perché è la totalità dei dati che permette il controllo capillare dell’esistenza dell’individuo nell’era della sorveglianza ultra-totalitaria: dati medici, economici, logistici, telefonici… come state, quanto guadagnate e spendete, dove siete, dove andate, con chi vi vedete, cosa dite, cosa pensate…
Nel Nuovo Ordine – dove, come insegna Davos, la convergenza di Stato e multinazionali è consumato una volta per tutte – il controllo di ogni aspetto della vostra vita, e persino la sua precognizione, sono un elemento irrinunciabile. I vostri dati sanitari non fanno differenza, sono una tessera – intina e fondamentale, certo – del puzzle della vostra sottomissione.
Quindi, vi tocca anche questo scherzetto della vostra Sanità pubblica, quella che dicono essere la migliore del mondo. Lo Stato moderno è sempre più tecnocratico, quindi, nell’era dell’informatica, è datacentrico. I dati, è spesso ripetuto, sono il petrolio del XXI secolo.
I vostri dati personali, quindi, sono il sangue del sistema economico e politico in caricamento nell’ora presente. Un sistema dove non siete soggetti, ma oggetti. Non siete individui, ma prodotti.
In pratica, lo Stato della vostra schiavitù, fondata anche sulle informazioni strappate al vostro corpo, alla vostra storia, alla vostra intimità.
Ma tranquilli, non la chiamano schiavitù: la chiamano piattaforma. Finiremo, comunque, schiacciati sotto di essa.
Roberto Dal Bosco
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Salute
I malori della 4ª settimana 2025
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Salute
I malori della 3ª settimana 2026
Affi, provincia di Verona: «Ha un malore mentre è al volante, muore in auto a 55 anni». Lo riporta L’Arena.
Sestri Ponente, provincia di Genova: «Malore fatale mentre gioca a calcetto, morto 30enne». Lo riporta GenovaToday.
Ancona, provincia di Ancona, «Malore improvviso mentre lavora: Stefano muore a 55 anni davanti al suo furgone». Lo riporta YouTVRS.
Preganziol, provincia di Treviso: «Malore in palestra a 21 anni, il fratello: “Disposta l’autopsia ma non tornerà”». Lo riporta TrevisoToday.
Cattolica, provincia di Rimini: «Tragedia in palestra, malore fatale durante l’allenamento mattutino». Lo riporta RiminiToday.
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Trieste, provincia di Trieste: «Stroncato da un malore mentre fa jogging: sessantenne muore in viale Miramare». Lo riporta Il Piccolo.
Mercato San Severino, provincia di Salerno: «Malore improvviso alla guida: muore». Lo riporta Leggo.
San Colombano al Lambro, provincia di Lodi: «Malore fatale per un 54enne: lascia la moglie e un figlio piccolo». Lo riporta Il Cittadino di Lodi.
Trento: «Lutto shock in città: è morto l’agente, Aveva solo 33 anni». Lo riporta TrentoToday.
Bione, provincia di Brescia: «Ha un malore mentre taglia la legna: 64enne muore davanti ai suoi amici». Lo riporta Bresciaoggi.
Olhão, Portogallo: «Malore in campo, muore il 27enne Nassur Bacem». Lo riporta Sportmediaset.
Santa Giustina in Colle, provincia di Padova: «Malore alla guida, perde il controllo dell’auto e finisce fuori strada: muore pensionato». Lo riporta PadovaOggi.
Fornovo San Giovanni, provincia di Bergamo: «Malore fatale per un camionista a Fornovo: muore 54enne». Lo riporta Prima Treviglio.
Castiglione Messer Raimondo, provincia di Teramo: «Malore nel cantiere, operaio 66enne muore nel Teramano». Lo riporta ChietiToday.
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Trapani: «Malore alla guida in via Ammiraglio Staiti: un uomo perde la vita». Lo riporta Trapanisi.
Trieste, provincia di Trieste, «Tragedia nelle Case dei Puffi: 70enne trovato morto in atrio, probabile malore». Lo riporta TriestePrima.
Conegliano, provincia di Treviso: «Malore tra gli studenti diretti a scuola: Angelo muore sul marciapiede a 86 anni». Lo riporta TrevisoToday.
Varese, provincia di Varese: «Malore in tribunale a Varese: interviene il personale in servizio a palazzo di giustizia». Lo riporta VareseNews.
Finale Ligure, provincia di Savona: «Malore durante una battuta di caccia, morto un uomo nel savonese». Lo riporta Primocanale.
Genova, provincia di Genova: «Trent’anni, un malore sul campo e quel sogno del Celtic: addio». Lo riporta Primocanale.
Agrate Brianza, provincia di Monza e della Brianza: «Malore nel sonno, Stefano se ne va a soli 32 anni». Lo riporta Prima Monza.
Chiari, provincia di Brescia: «Bodybuilder morto per un malore, trovato nel letto di casa dalla madre». Lo riporta Virgilio Notizie.
Caltanissetta: «Malore alla guida: ambulanza finisce dentro un negozio». Lo riporta TFN Web.
Rivoltella del Garda, provincia di Brescia: «Infarto al bar, lo salvano gli amici: manager bresciano in Rianimazione». Lo riporta BresciaToday.
Sesto Calende, provincia di Varese: «Malore alle piscine di Sesto Calende, interviene l’elisoccorso». Lo riporta VareseNews.
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Piani di Bobbio, provincia di Lecco, «Malore mentre sciava ai Piani di Bobbio: 20enne soccorso in elicottero». Lo riporta LeccoToday.
Asola, provincia di Mantova, «Malore a scuola ad Asola: 55enne trasferita d’urgenza in ospedale». Lo riporta Prima Mantova.
Selva di Val Gardena, provincia di Bolzano: «Malore sulle piste del Ciampino: i carabinieri salvano la vita a uno sciatore». Lo riporta Alto Adige.
Sandrigo, provincia di Vicenza: «Malore improvviso in azienda a Sandrigo: 45enne rianimato e ricoverato in terapia intensiva». Lo riporta TViWeb.
Ancona: «Stroncato da un malore in strada, morto 55enne». Lo riporta AnconaToday.
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5G
Kennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»
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Migliaia di studi documentano i danni causati dalle radiazioni wireless
Kennedy, che in precedenza era stato accusato di esagerare , non ha citato alcuna fonte per sostenere la sua affermazione secondo cui oltre 10.000 studi dimostrano gli effetti nocivi delle radiazioni wireless. Tuttavia, le raccolte online dimostrano che esistono almeno migliaia di studi sottoposti a revisione paritaria che attestano i danni causati dalle radiazioni wireless. Ad esempio, una recente raccolta di dati del dott. Henry Lai mostra che dal 1990 sono stati pubblicati oltre 2.500 studi sottoposti a revisione paritaria che hanno rilevato significativi effetti negativi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici. Lai, professore emerito di bioingegneria presso l’Università di Washington, studia e compila ricerche sulle cartelle cliniche elettroniche da oltre vent’anni. Per anni, le raccolte aggiornate di Lai sono apparse sul sito web di BioInitative. Ora sono disponibili su SaferEMR.com , gestito da Joel Moskowitz, Ph.D., professore di salute pubblica presso l’Università della California, Berkeley. L’EMF-Portal , gestito dall’Università RWTH di Aquisgrana in Germania, elenca circa 48.850 pubblicazioni relative ai campi elettromagnetici e riassume circa 7.000 di questi studi. Alcuni riguardano i possibili usi terapeutici di alcuni tipi di radiazioni wireless. Ad esempio, un articolo discute di come la terapia elettroconvulsivante possa essere utilizzata per trattare la depressione. Ma molti di essi mostrano effetti negativi sulla salute , secondo W. Scott McCollough, avvocato capo dei casi EMR e Wireless di CHD. «Più della metà segnala effetti significativi, anche se, come al solito, ci sono divergenze di opinione sulla qualità delle conclusioni della ricerca». L’esercito statunitense ha una lunga tradizione di studi sulle radiazioni wireless. Nel 1971, l’Istituto di Ricerca Medica Navale degli Stati Uniti pubblicò un rapporto che esaminava 2.311 studi scientifici che, nel complesso, collegavano i campi elettromagnetici a 132 diversi effetti biologici, sintomi e malattie. Analizzando il rapporto della Marina, i ricercatori Richard Lear e Camilla Rees hanno dimostrato che 23 delle 36 malattie croniche in più rapida crescita erano patologie identificate nel rapporto come collegate ai campi elettromagnetici, eppure le autorità di regolamentazione federali non hanno fatto nulla per proteggere la popolazione. «Sono lieto di vedere che l’HHS indagherà sugli effetti biologici e sulla salute delle radiazioni wireless», ha dichiarato Rees a The Defender.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Scienziati indipendenti: non c’è «alcuna garanzia» sulla sicurezza delle radiazioni wireless
Nel resoconto dell’intervista con Kennedy, pubblicato da USA Today, l’organo di stampa ha citato una revisione sistematica del 2024 commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La revisione, che ha analizzato 63 studi su cellulari e cancro, ha affermato di non aver trovato alcun collegamento tra l’uso del cellulare e il cancro. Lo studio è una delle 12 revisioni sistematiche sostenute dall’OMS sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni RF. Tuttavia, USA Today non ha menzionato che nell’ottobre 2025, scienziati indipendenti della Commissione internazionale sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici (ICBE-EMF) hanno respinto le revisioni dell’OMS. Gli scienziati hanno pubblicato un rapporto sottoposto a revisione paritaria in cui sostenevano che le revisioni dell’OMS non fornivano «alcuna garanzia di sicurezza». L’ICBE-EMF è un «consorzio di scienziati, medici e professionisti del settore» che studia le radiazioni wireless e raccomanda linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless «basate sulle migliori pubblicazioni di ricerca scientifica sottoposte a revisione paritaria». «Le revisioni sistematiche commissionate dall’OMS sono semplicemente inadeguate per concludere che le radiazioni wireless siano sicure», ha affermato in un comunicato stampa il presidente dell’ICBE-EMF John Frank, medico ed epidemiologo presso l’Università di Edimburgo e professore emerito di sanità pubblica presso l’Università di Toronto. Secondo Frank, sarebbe «ingannevole per l’opinione pubblica» presentare le revisioni dell’OMS come prova che le attuali linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless siano sicure. La maggior parte delle revisioni dell’OMS presentavano «gravi difetti» – tra cui problemi metodologici e preoccupazioni di parzialità – che hanno minato le loro conclusioni sulla sicurezza delle radiazioni RF, ha affermato l’ICBE-EMF. Il gruppo ha affermato che, nonostante le lacune, una delle revisioni dell’OMS ha dimostrato che l’esposizione alle radiazioni RF riduce la fertilità maschile, mentre un’altra ha collegato l’esposizione alle radiazioni dei cellulari a due tipi di cancro negli animali. L’ICBE-EMF ha pubblicato un documento supplementare insieme al suo rapporto, in cui vengono descritti esempi dei legami degli autori della revisione dell’OMS con il settore della telefonia mobile.Aiuta Renovatio 21
Un nuovo studio dell’HHS porterà a cambiamenti normativi?
Non è ancora chiaro se la volontà di Kennedy di parlare apertamente delle radiazioni wireless e il nuovo studio dell’HHS sui rischi delle radiazioni dei cellulari daranno luogo a cambiamenti normativi significativi. «Ulteriori ricerche non sono la soluzione», ha scritto in una nota Theodora Scarato, direttrice del Programma Wireless e CEM presso l’Environmental Health Sciences. «Le prove scientifiche esistenti e le sentenze dei tribunali richiedono già un’azione politica immediata. Le linee guida sulla sicurezza devono essere aggiornate per riflettere le attuali esposizioni continue e reali, e devono essere messe in atto misure di sicurezza applicabili fin da ora per proteggere i bambini». L’HHS potrebbe e dovrebbe richiedere che i cellulari abbiano etichette che indichino chiaramente la quantità di radiazioni wireless a cui sono esposti gli utenti, ha affermato. I cellulari dovrebbero avere «avvertenze ben visibili nel bugiardino» per le popolazioni particolarmente vulnerabili, tra cui bambini, donne incinte e persone con impianti medici o dispositivi medici elettronici come pacemaker. McCollough ha concordato sulla necessità di un cambiamento normativo. Ma ha affermato che il nuovo studio del governo potrebbe rappresentare un passo in quella direzione. «Sappiamo che l’esposizione alle onde radio è dannosa, ma ci sono ancora lacune nella conoscenza». Da tempo, le comunità scientifica e medica hanno individuato aree che necessitano di maggiore ricerca. Ad esempio, le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina , in un rapporto del 2008, hanno individuato una serie di argomenti relativi alle radiazioni wireless che necessitano di essere studiati. Tra questi, l’impatto delle radiazioni wireless su bambini piccoli, feti e donne in gravidanza. «L’HHS è ben consapevole di ciò che deve essere fatto in ambito scientifico», ha affermato McCollough. «Ma il cambiamento deve iniziare dalla FCC e deve iniziare ora». Secondo McCollough «la FCC deve riconoscere che le sue attuali linee guida sull’esposizione alle radiofrequenze non hanno basi biologiche e impegnarsi a stabilire livelli massimi di esposizione validi e scientificamente fondati. «Bisogna anche riconoscere finalmente che ci sono molte persone che si sono già ammalate, e sono persino morte, a causa di condizioni legate all’esposizione, e fornire loro alcuni mezzi per evitare il tipo di esposizione involontaria che deriva dalle torri cellulari e da altre fonti negli spazi pubblici». Mona Nilsson, co-fondatrice e direttrice della Swedish Radiation Protection Foundation, che ha studiato l’influenza del settore delle telecomunicazioni sulla ricerca EMR, ha dichiarato a The Defender che spera che lo studio dell’HHS dia priorità «al benessere e alla protezione dei bambini e del pubblico in generale» più che al settore della telefonia mobile. Lennart Hardell, MD, Ph.D., concorda. «Persone legate all’industria, inclusi i ricercatori, hanno a lungo minato e ignorato le prove scientifiche sui rischi per la salute derivanti dalle radiazioni RF». Blair Levin, analista politico presso New Street Research ed ex capo dello staff della FCC, ha affermato che è improbabile che gli sforzi dell’HHS si traducano in cambiamenti nella politica federale, ha riportato Broadband Breakfast. Levin ha scritto in una dichiarazione: «date le prove scientifiche finora disponibili, se l’HHS tenta di costringere il settore della telefonia mobile ad adottare modifiche costose alle sue attuali operazioni, non riteniamo probabile che i tribunali confermino tale regolamentazione dell’HHS». L’American Academy of Pediatrics non ha aggiornato i suoi consigli sulle radiazioni dei cellulari da quasi un decennio e un link sulla pagina web del gruppo dedicata ai consigli per i genitori elenca AT&T come uno dei suoi sponsor aziendali. Suzanne Burdick Ph.D. © 20 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Questo articolo è stato aggiornato per chiarire che il bupropione (Wellbutrin) è un antidepressivo, ma non un SSRI. È un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, o NDRI. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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