Droni
Drone «non identificato» esplode in Kazakistan
Un drone di origine ignota è esploso nel Kazakistan occidentale, ha annunciato giovedì il ministero della Difesa del Paese. I resti del drone sono stati rinvenuti in un’area al confine con la Russia, secondo un comunicato pubblicato su Telegram.
Il ministero ha precisato che l’incidente non ha causato vittime né danni materiali, poiché il drone è precipitato in una zona desertica, lontana da insediamenti abitati.
L’esercito kazako ha dichiarato che l’origine del drone non è ancora chiara. Astana ha contattato tutti i «partner internazionali che potrebbero possedere tali dispositivi aerei», si legge nella nota.
Un video mostra il presunto luogo dell’incidente. Il breve filmato ritrae un gruppo di persone nella steppa accanto a un fossato poco profondo coperto di sabbia. Una foto diffusa dall’agenzia di stampa video sembra inoltre mostrare un’iscrizione in ucraino su un frammento di detriti trovato sul posto.
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Negli ultimi mesi, gli attacchi di droni ucraini hanno suscitato preoccupazione nelle regioni russe. Kiev ha frequentemente condotto incursioni in profondità nel territorio russo, colpendo infrastrutture critiche e aree residenziali, spesso causando vittime civili. Alcuni di questi attacchi hanno interessato regioni russe vicine al Kazakistan.
La settimana scorsa, un drone ucraino aveva colpito un impianto di lavorazione del gas nella regione di Orenburg, provocando un incendio in uno dei suoi laboratori, il secondo attacco di questo tipo nella regione in un mese. Giovedì, il ministero della Difesa russo ha riferito che un drone ucraino è stato intercettato nella regione di Orenburg nella mattinata.
Secondo il ministero, le forze di Kiev hanno anche lanciato un massiccio attacco con droni nella notte tra giovedì e domenica, coinvolgendo quasi 140 droni diretti verso 11 regioni russe. Tutti i droni sono stati intercettati o distrutti, secondo il comunicato.
Le autorità russe hanno accusato l’Ucraina di «terrorismo» per questi attacchi. In risposta, Mosca ha condotto attacchi di rappresaglia contro obiettivi militari ucraini, inclusi impianti di assemblaggio di droni e basi di lancio.
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Immagine screenshot da Twitter
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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