Spirito
Che cos’è la Settimana Santa?
La Settimana Santa è il culmine dell’anno liturgico. Ecco il suo significato, la storia e lo svolgimento. Possano questi insegnamenti farci approfondire il grande mistero della Redenzione, che la Chiesa ha la gioia di commemorare anche quest’anno.
1. Cos’è la Settimana Santa?
La Settimana Santa, detta anche Grande Settimana, è il periodo annuale in cui la liturgia della Chiesa commemora la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.
Inizia con il suo ingresso a Gerusalemme la domenica delle Palme, prosegue con l’istituzione della Santa Eucaristia e del Sacerdozio il Giovedì Santo, poi il Venerdì Santo con la sua Crocifissione e termina la notte dal Sabato Santo alla Domenica di Pasqua con la celebrazione della Veglia Pasquale per commemorare la risurrezione di Cristo.
2. In che modo i cattolici celebrano la Settimana Santa?
Ci sono quattro cerimonie importanti durante la Settimana Santa.
a) La Domenica delle Palme rievoca l’arrivo di Gesù a Gerusalemme. In questo giorno i cattolici organizzano processioni con rami di ulivo e palme precedentemente benedetti. Durante la messa, il Vangelo è sostituito dal racconto della Passione di Cristo.
b) Il Giovedì Santo la Chiesa commemora il tradimento di Giuda e l’Ultima Cena dove Gesù istituì l’Eucaristia e il Sacerdozio.
Al mattino i vescovi si incontrano con i sacerdoti della loro diocesi nella loro cattedrale per consacrare i 3 oli santi: l’olio degli infermi per il sacramento dell’unzione degli infermi, l’olio dei catecumeni per la celebrazione del sacramento battesimo e Santo Crisma, una miscela di olio d’oliva e balsamo, per battesimi, cresime, consacrazioni dei vescovi.
La lavanda dei piedi avviene la sera, durante la Messa dell’Ultima Cena seguita dall’adorazione all’altare della reposizione fino a mezzanotte.
c) Il Venerdì Santo è il giorno più triste dell’anno per i cattolici. Ricorda l’agonia e la sofferenza dell’arresto, del giudizio e della morte di Cristo.
Questo giorno è un giorno senza Messa, poiché Gesù è morto. Nel pomeriggio si celebra una Via Crucis e una celebrazione liturgica durante la quale si canta la Passione secondo San Giovanni e si tiene la solenne venerazione della Santa Croce di Cristo, strumento della nostra salvezza.
d) La notte del Sabato Santo si svolge la principale celebrazione liturgica dell’anno, la Veglia Pasquale, nella quale si fa memoria della Risurrezione di Cristo. Durante questa cerimonia si benedicono il fuoco nuovo, il cero pasquale, l’acqua pasquale e l’acqua battesimale che serviranno per i battesimi durante tutto l’anno. Le promesse battesimali si rinnovano anche con una professione di fede.
3. Come vengono decorate le chiese durante questo periodo?
Dalla domenica di Passione tutti i crocifissi e le statue dei santi nelle chiese sono velati in segno di lutto. La Chiesa è in lutto. Durante il Venerdì Santo si usa il colore liturgico nero e viola. Venerdì e sabato santo, non c’è messa né acqua benedetta nelle acquasantiere.
4. Da quando i cattolici celebrano la Settimana Santa?
La Settimana Santa è stata celebrata fin dagli inizi della Chiesa. Documenti attestano che, almeno dal IV secolo, in Egitto, in Palestina e in Asia Minore (zona dell’attuale Turchia), i cristiani commemoravano la Passione di Cristo. Queste celebrazioni esistevano sicuramente molto prima. L’Europa ha adottato questa usanza nel V secolo.
5. Quando si celebra la Settimana Santa?
La Settimana Santa inizia la Domenica delle Palme e termina con la Veglia Pasquale, nella notte tra il Sabato Santo e la Domenica di Resurrezione. La data di Pasqua, che cambia ogni anno, è fissata alla domenica successiva al primo plenilunio di primavera.
Sabato Santo e Veglia Pasquale
Cosa succede il Sabato Santo?
Il Sabato Santo è un giorno di silenzio. Durante il giorno non si tengono funzioni, per ricordare Gesù al sepolcro. Per i cristiani, il Sabato Santo è un giorno di silenzio, attesa e contemplazione. Meditano le sofferenze di Gesù Cristo, la sua morte e la sua sepoltura. La celebrazione della Resurrezione inizia il sabato sera durante la Veglia pasquale. Il Sabato Santo non vengono suonate le campane della chiesa.
Cos’è la Veglia Pasquale?
La celebrazione della notte dal Sabato Santo alla Domenica di Pasqua è «una veglia in onore del Signore» durante la quale i cattolici celebrano la Pasqua, passaggio dalle tenebre alla luce, vittoria di Cristo sulla morte. Per questo, di notte, si accendono il fuoco e il cero pasquale, poi si trasmette la fiamma ai fedeli.
Questa celebrazione è composta da 4 parti: la luce, le letture dell’Antico Testamento, l’acqua e la santa messa.
- Benedizione del fuoco nuovo;
- Benedizione del cero pasquale;
- Processione solenne;
- 1a Lettura: (Genesi 1,1-31; 2,1-2);
- 2a Lettura: (Esodo 14,24-31; 12,1);
- Cantico: (Esodo 15:1-2);
- 3a lettura: (Isaia 4,1-16);
- Cantico: (Isaia 5:1-2);
- 4a lettura: (Deuteronomio 31:22-30);
- Cantico: (Deuteronomio 32:1-4);
- Litanie dei santi (I parte);
- Benedizione dell’acqua battesimale e collazione del battesimo per gli adulti;
- Cantico: (Salmo 41:2-4);
- Rinnovo delle promesse battesimali;
- Seguito delle litanie;
- Celebrazione della Messa della Notte di Pasqua
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
Spirito
La questione della Tradizione nell’agenda del Papa
Il 5 marzo 2026, Papa Leone XIV ha concesso un’udienza privata a due autori di un importante studio sul dinamismo delle comunità legate alla Messa tradizionale negli Stati Uniti, segnando un passo nella serie di consultazioni condotte dal Pontefice sulla questione della Tradizione.
L’udienza è passata quasi inosservata, se non a coloro che conoscono i meccanismi interni del Vaticano: solo un breve articolo pubblicato dal bollettino quotidiano della Sala Stampa della Santa Sede, che indicava che «il Santo Padre ha ricevuto in udienza i professori Stephen Bullivant e Stephen Cranney la mattina del 5 marzo 2026». Ma potrebbe essere decisivo.
Uno studio approfondito
I due accademici sono infatti i coautori di un libro intitolato Trads: Latin Mass Catholics in the United States («Tradizionalisti: la messa in latino cattolica negli Stati Uniti»), che sarà pubblicato il prossimo novembre dalla prestigiosa Oxford University Press e che il Papa ha probabilmente avuto il privilegio di leggere in anteprima.
A differenza dei dibattiti spesso accesi che circondano la Liturgia detta di San Pio V, questo libro, secondo i suoi autori, si basa su una metodologia rigorosa: sondaggi originali, ricerche sul campo e raccolta di testimonianze. Secondo i due ricercatori, i risultati del loro lavoro sfidano i cliché e le rappresentazioni caricaturali spesso perpetuate contro i cattolici legati al rito tradizionale.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Un tour di consultazioni
Questa udienza al Palazzo Apostolico non sembra essere un evento isolato. Fa parte di un calendario di udienze particolarmente fitto dall’estate scorsa. Papa Leone XIV ha ricevuto una serie di figure di spicco del pensiero conservatore, persino tradizionalista, tra cui i cardinali Burke, Sarah, Zen e Müller, nonché vescovi come Athanasius Schneider. Per molti osservatori vaticani, questa raffica di scambi suggerisce la volontà di superare le divisioni scaturite dalla lettera apostolica Traditionis Custodes, pubblicata nel 2021 dal suo predecessore. Esaminando attentamente i dati sociologici della comunità tradizionalista americana – una delle più dinamiche al mondo – il Pontefice sta forse cercando una via per stabilizzare la situazione liturgica complessiva?
Sembra, quantomeno, che stia cercando di familiarizzarsi con una questione che, come lui stesso ha ammesso, gli era piuttosto sconosciuta all’inizio del suo pontificato, ma che il recente annuncio delle consacrazioni episcopali all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha riportato alla ribalta.
Verso una nuova direzione?
Il messaggio trasmesso da quest’udienza potrebbe essere interpretato nel modo seguente: rifacendosi al lavoro dei sociologi Stephen Bullivant e Stephen Cranney, il primo pontefice americano della storia dimostra la sua volontà di affrontare la questione della Messa tradizionale non solo dal punto di vista del diritto canonico o della disciplina, ma anche tenendo conto delle realtà umane e spirituali dei fedeli che vi partecipano.
Sebbene sia ancora troppo presto per prevedere il futuro, l’udienza del 5 marzo ha il merito di dimostrare che la «questione della tradizione» è effettivamente entrata nell’agenda del Papa.
Va tuttavia notato che l’indagine non ha incluso i cattolici che frequentano le cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X. La ragione addotta è che le cappelle della Fraternità sono di gran lunga inferiori alle chiese autorizzate alla celebrazione della Messa tradizionale. Infine, uno degli obiettivi dello studio era dimostrare che i cattolici legati alla Messa tradizionale accettano il Concilio Vaticano II, che limita tale legame a una semplice «preferenza».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Spirito
San Giuseppe terrore dei diavoli: omelia di mons. Viganò
Mira sorte beatior
Omelia nella festa di San Giuseppe, Sposo della B.V.M.
In un mondo che cancella la figura del padre e criminalizza la società «patriarcale» per scardinare con essa il riferimento alla Paternità di Dio nella fratellanza in Cristo, la Santa Chiesa celebra oggi lo Sposo castissimo della Beata Semprevergine Maria, Padre putativo di Nostro Signore e discendente della stirpe regale di Davide, proles David inclyta. La corona di Santità che splende sul capo di San Giuseppe rifulge di tre gemme preziose: la povertà, la castità e l’obbedienza. Queste virtù proprie alla perfezione cristiana costituiscono i Voti di molti Ordini religiosi, e sono il modello di vita per chiunque voglia santificarsi nella sequela Christi. Si quis vult venire post me, abneget semetipsum, et tollat crucem suam quotidie, et sequatur me (Lc 9, 23). Queste parole della Sapienza Incarnata ci mostrano come San Giuseppe abbia saputo conformarsi alla volontà di Dio, nella povertà, ossia nel distacco dai beni materiali e nel disprezzo del mondo; nella castità, ossia nel rinnegamento di sé e delle proprie concupiscenze; nell’obbedienza, ossia nel rinnegamento del proprio orgoglio e delle seduzioni del Maligno.Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Occulto
Emergono ulteriori foto del futuro papa Leone al rito idolatrico della Pachamama
Nuove immagini del rito idolatrico della Pachamama a cui ha assistito nel 1995 il futuro pontefice Leone XIV emergono dagli archivi.
Dopo lo scoop di padre Murr per il sito nordamericano LifeSiteNews, anche il sito tradizionalista Novus Ordus Watch, che stava raccogliendo informazioni sul caso dall’anno passato, ha pubblicato nuovo materiale fotografico.
Le nuove immagini sembrano essere state raccolte in un video degli agostiniani dell’America Latina pubblicato su YouTube diversi anni fa.
Sostieni Renovatio 21
«Per chi non lo sapesse: significa che l’attuale “Papa” si è macchiato di un atto di palese idolatria – un peccato mortale contro il Primo Comandamento – durante una conferenza sull'”ecoteologia” a San Paolo, in Brasile, nel gennaio del 1995» scrive Novus Ordus Watch. «All’epoca, Prevost lavorava come missionario in Perù per gli Agostiniani, dove era in missione dagli anni Ottanta».
Il simposio del 1995 sull’«ecoteologia» fu il quarto di una serie di conferenze sulla “rilettura” di Sant’Agostino «da una prospettiva latinoamericana». I tre simposi precedenti si erano svolti, rispettivamente, a Lima, in Perù, nel 1985 (su Sant’Agostino e la liberazione), a Cochabamba, in Bolivia, nel 1989 (su pratica e contemplazione) e a Moroleón, in Messico, nel 1992 (sull’inculturazione).
Il libro di Ecoteologia che contiene le foto di Prevost in adorazione di Pachamama è una traduzione spagnola dall’originale portoghese. L’edizione portoghese è stata pubblicata da Paulus a San Paolo nel 1996. Tuttavia, non contiene foto; solo l’edizione spagnola le include (e contiene anche più testo).
È da ricordare in questo contest la nomina recentissima, avvenuta il 19 gennaio 2026, di Sofía Nicolasa Chipana Quispe a consulente del Dicastero vaticano per il Dialogo Interreligioso è. Secondo il sito InfoVaticana la Chipana Quispe è «associata a correnti indigene, femministe e decoloniali, e sostiene di promuovere la “preghiera con Pachamama”; cita inoltre una dichiarazione del 2025: “Noi non siamo Pachamama… noi apparteniamo a Pachamama”».
«La domanda è: queste condanne si applicano ora anche a Papa Leone XIV? Ciò che Francesco ha scandalosamente permesso in sua presenza, Leone lo ha effettivamente fatto» si chiede John-Henry Westen di LifeSite.
Durante il Sinodo sull’Amazzonia del 2019, nei Giardini Vaticani si è svolta una cerimonia in onore di Pachamama alla presenza di papa Francesco, cardinali e vescovi. Un gruppo, tra cui frati francescani, si è inginocchiato e prostrato, con la fronte a terra, davanti a due statue lignee della dea della terra Pachamama. Il rituale è stato guidato da una donna con il volto dipinto e un copricapo, che in seguito si è avvicinata a papa Francesco e gli ha messo degli anelli al dito. Una seconda donna gli ha portato una statua di Pachamama, davanti alla quale Francesco si è benedetto, ha benedetto la statua e l’ha presa in dono dalla donna.
Dopo la cerimonia, le statue di Pachamama furono portate in processione nell’Aula Paolo VI, dove il papa, i cardinali e i vescovi si riunirono per discutere del Sinodo sull’Amazzonia. Successivamente, la statua di Pachamama fu portata in processione nella Basilica di San Pietro, dove, ancora una volta, il papa e i cardinali si riunirono intorno ad essa in preghiera.
Diversi ecclesiastici e intellettuali cattolici di spicco hanno condannato immediatamente il palese atto di idolatria. In una lettera aperta, il vescovo Athanasius Schneider ha definito la Pachamama il nuovo «vitello d’oro»: «in virtù della mia ordinazione a vescovo cattolico (…) condanno la venerazione del simbolo pagano di Pachamama nei Giardini Vaticani, nella basilica di San Pietro (…) La reazione onesta e cristiana alla danza intorno alla Pachamama, il nuovo vitello d’oro, in Vaticano dovrebbe consistere in una protesta dignitosa».
In un’intervista all’emittente televisiva indipendente francese TVLibertés, il cardinale Raymond Burke ha definito la Pachamama una «forza demoniaca» e ha chiesto riparazione per l’idolatria: «è accaduto qualcosa di molto grave… Un idolo è stato introdotto nella Basilica di San Pietro – la figura di una forza demoniaca (…) Perciò è necessaria una riparazione (…) affinché le forze diaboliche che sono entrate con questo idolo vengano sconfitte».
Renovatio 21 ha riportato negli anni le parole dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che tante volte ha tuonato contro l’idolo indio portato fin nel cuore della gerarchia cattolica per realizzare piani globalisti di morte e distruzione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faCirconcisione, scoppia l’incidente diplomatico: il Belgio convoca l’ambasciatore americano
-



Morte cerebrale2 settimane faIl bambino con il cuore «bruciato» e la tremenda verità sui numeri dei trapianti falliti
-



Spirito4 giorni faFoto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama
-



Vaccini2 settimane faEsperti affrontano la questione della «massiccia epidemia di danni da vaccino»
-



Pensiero1 settimana faVerso la legge che fa dell’antisemitismo una nuova categoria dello spirito
-



Senza categoria1 settimana faMons. Viganò sta con la famiglia nel bosco. Ma perché lo Stato si sta accanendo in questo modo?
-



Eugenetica2 settimane fa«Organi e sperma prelevati dai corpi» nel ranch di Epstein
-



Immigrazione2 settimane faIl cardinale Zuppi va all’evento del Ramadan. Poi si preoccupa per le zero iscrizioni al catechismo e la mancanza di famiglie cattoliche














