Persecuzioni
Birmania, chiesa colpita dall’esercito birmano nello Stato Shan
Il 2 aprile in un villaggio dello Stato Shan (Birmania orientale), il fuoco dell’artiglieria ha causato almeno un morto e cinque feriti. L’attentato ha colpito anche una chiesa e diverse abitazioni in questo villaggio della diocesi di Pekhon, che è una delle diocesi più colpite dai conflitti interni tra la giunta ei gruppi armati ribelli.
Il 2 aprile, un fuoco di artiglieria indiscriminato nel villaggio della township di Pekhon ha causato almeno un morto e cinque feriti, mentre i combattimenti tra esercito e gruppi ribelli si sono intensificati nell’area.
Nell’attentato è morto un uomo di 50 anni. Inoltre, secondo il gruppo armato etnico KNDF (Karenni Nationalities Defence Force), sono rimasti feriti un giovane e quattro anziani. Il gruppo ha anche sottolineato che diverse case sono state colpite, oltre a una chiesa.
«Una chiesa è stata colpita dal fuoco dell’artiglieria in un villaggio prevalentemente cattolico», ha detto un abitante del villaggio. La chiesa in questione fa parte della diocesi di Pekhon, che copre lo Stato Shan meridionale e parte dello Stato Kayah. È una delle diocesi birmane più colpite dalle violenze, insieme alla diocesi di Loikaw, nel vicino stato di Kayah.
Almeno sei parrocchie nella diocesi di Pekhon sono state abbandonate dopo ripetuti attacchi, tra cui la Cattedrale del Sacro Cuore.
Quest’ultimo attacco fa parte delle offensive dell’esercito nelle aree a maggioranza cristiana degli stati di Kayah, Chin e Karen, e nelle regioni di Sagaing e Magwe, principalmente Bamar (l’etnia dominante del Paese), nel centro della Birmania. Queste offensive hanno lo scopo di sopprimere la resistenza civile armata lanciata contro la giunta dopo il colpo di stato militare del 1° febbraio 2021.
Il 30 marzo, in un villaggio nello stato di Chin, altre nove persone sono state uccise, tra cui due bambini, e almeno dieci persone sono rimaste ferite in un bombardamento. Un pastore locale, che è tra i feriti, ha perso due dei suoi figli nell’attacco.
Anche molte abitazioni sono state danneggiate. «Privare i figli dei loro genitori e distruggere il loro futuro è un crimine contro l’umanità. Prendere di mira i civili con attacchi aerei è un crimine di guerra», ha dichiarato il 2 aprile su Twitter l’Organizzazione Chin per i diritti umani.
(…)
Diverse decine di migliaia di civili continuano a soffrire a causa dei conflitti interni in Birmania, innescati dopo il rovesciamento da parte dell’esercito del governo civile eletto da Aung San Suu Kyi.
Su 53,5 milioni di abitanti della Birmania, vi sono circa l’87,9% di buddisti e il 6,2% di cristiani (di cui l’1,24% di cattolici, organizzati in 16 diocesi di cui tre arcidiocesi).
Quattro diocesi (Loikaw, Pekhon, Hakha e Kalah) e l’arcidiocesi di Mandalay, nel centro del Paese, sono state particolarmente colpite dai conflitti.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
Immagine di Sam Cooley via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Persecuzioni
Francia, un edificio religioso in meno ogni settimana
Il Catholic Herald dell’11 agosto 2026 riporta che il patrimonio cattolico francese è effettivamente minacciato. Un rapporto pubblicato a maggio dal ministero dell’Interno francese evidenzia un aumento degli atti anticristiani negli ultimi 15 anni. Nel 2025 sono stati registrati 817 episodi anticattolici, quasi il 90% dei quali ha preso di mira proprietà ecclesiastiche.
Questi attacchi veicolano un messaggio implicito: la Chiesa è indesiderabile agli occhi di una minoranza significativa della società francese. Talvolta, veicolano anche un messaggio esplicito. Nel dicembre 2025, la chiesa di Sainte-Marie-Madeleine, nella diocesi di Marsiglia, è stata vandalizzata. Un graffito recitava: «L’unica chiesa che risplende è quella che brucia».
Nello stesso mese, uno studio dell’Osservatorio per il Patrimonio Religioso ha rivelato che la Francia perde un edificio religioso ogni settimana e che due terzi degli incendi mostrano segni di attività criminale.
L’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani (OIDAC) ha segnalato che il Paese continua a registrare il numero più alto di tali episodi in Europa. Dietro questi atti di vandalismo si celano diverse motivazioni, tra cui il laicismo militante e l’islamismo.
Il fenomeno non si limita alla Francia. L’OIDAC ha rilevato nel suo rapporto sui crimini d’odio anticristiani in Europa: «in modo allarmante, sono stati registrati 94 incendi dolosi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Un terzo di questi atti si è verificato in Germania, dove la Conferenza Episcopale ha recentemente dichiarato che ‘tutti i tabù sono stati infranti’ in merito al vandalismo delle chiese».
Il rapporto prosegue: « Paesi più colpiti nel 2024 sono stati Francia, Regno Unito, Germania e Spagna. A novembre, un monaco di 76 anni è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco a un monastero spagnolo. A gennaio, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un attacco legato allo Stato Islamico durante la messa domenicale in una chiesa cattolica di Istanbul. A settembre, una chiesa storica a Saint-Omer, in Francia, è stata quasi completamente distrutta da un incendio doloso».
Gli autori di questi crimini ignorano palesemente l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la libertà religiosa promossi dal Concilio Vaticano II. Con la loro violenza, dimostrano la netta differenza tra ideologie e fatti.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Velvet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
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Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
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Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
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È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
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Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
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