Militaria
Attacchi aerei israeliani distruggono il primo aeroporto dello Yemen
Gli attacchi aerei lanciati dalle Forze di difesa israeliane (IDF) hanno «completamente messo fuori uso» l’aeroporto internazionale di Sanaa, la capitale dello Yemen, e hanno colpito altri obiettivi, ha annunciato martedì l’IDF.
La serie di attacchi contro obiettivi controllati dagli Houthi nel paese è avvenuta in risposta all’attacco missilistico balistico del gruppo ribelle all’aeroporto internazionale Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, avvenuto domenica.
«I caccia hanno colpito e smantellato le infrastrutture terroristiche Houthi presso l’aeroporto principale di Sana’a, rendendolo completamente inagibile», ha dichiarato l’IDF. Ha aggiunto che sono state colpite anche diverse centrali elettriche e un cementificio.
Yemenis are working around the clock to rebuild Sanaa Airport, which the Israelis destroyed yesterday. We are ready to rebuild it 100 times, but we will never abandon Gaza, not even once. pic.twitter.com/KfyUgGmfBr
— Mohamad Al Shami محمد الشامي (@mamashami2) May 7, 2025
Le immagini che circolano online mostrano un denso fumo nero che si alza sopra Sana’a.
Israël a bombardé Sanaa, la capitale du Yémen. Surtout l’infrastructure civile —aéroport international, usines de ciments, etc. Hier c’était le sud et l’est du Liban, et bien sûr Gaza. Israël a le feu vert pour détruire et tuer où il veut, quand il veut.pic.twitter.com/dkX4hHbaT1
— Claude El Khal (@claudeelkhal) May 6, 2025
Gli attacchi di martedì hanno ucciso almeno tre persone e ne hanno ferite più di 30, secondo l’emittente televisiva Al Masirah, gestita dagli Houthi. Sono avvenuti meno di 24 ore dopo che Israele aveva bombardato il porto di Hodeidah, uccidendo una persona e ferendone decine.
L’emittente ha avvertito che gli ultimi attacchi potrebbero aggravare la crisi umanitaria nello Yemen, interrompendo i servizi elettrici.
Gli attacchi aerei rappresentano una brusca escalation delle ostilità tra le IDF e gli Houthi, presumibilmente sostenuti dall’Iran.
Come riportato da Renovatio 21, domenica, un missile Houthi ha colpito l’aeroporto Ben Gurion, ferendo sei persone e interrompendo brevemente il traffico aereo. Sembrava essere la prima volta che un missile Houthi raggiungeva la zona, nonostante le difese aeree del Paese. L’attacco ha suscitato una ferma condanna da parte delle autorità israeliane. Il gruppo islamico yemenita ha dichiarato si trattava di un missile ipersonico.
Gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità, definendo l’attacco una risposta alla campagna militare israeliana a Gaza, lanciando l’allarme: «un blocco aereo totale» e hanno promesso di «prendere ripetutamente di mira gli aeroporti», in particolare il Ben Gurion.
Il gruppo sciita, che controlla gran parte dello Yemen occidentale, comprese Sana’a e Hodeidah, ha lanciato numerosi droni e missili contro il territorio israeliano e le navi mercantili del Mar Rosso nell’ultimo anno. Afferma che gli attacchi sono a sostegno dei palestinesi.
Dopo gli attacchi di martedì, gli Houthi hanno dichiarato che le azioni di Israele «non rimarranno senza risposta».
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Militaria
Berlino lamenta: Kiev non ha usato gli aiuti per comperare armi germaniche
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Militaria
Aerei da guerra statunitensi danneggiati in un attacco iraniano a un’importante base aerea
Diversi aerei militari americani sono stati danneggiati in un attacco iraniano contro una grande base aerea statunitense in Giordania, secondo quanto riferito mercoledì dalla CBS, che cita fonti informate.
L’attacco sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e domenica e avrebbe colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, vicino ad Azraq, a circa 100 km a nord-est di Amman, snodo rilevante per le operazioni aeree americane nella zona.
Secondo il resoconto, un A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, ha riportato gravi danni alle ali, mentre circa otto F-15 hanno subito danni lievi ma sono tornati operativi. Nessun militare statunitense è morto.
Le forze americane avrebbero lanciato più di 30 missili intercettori Patriot durante l’attacco. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili iraniani, due dei quali sono caduti in aree disabitate senza vittime.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha confermato i danni segnalati. Ha però smentito le affermazioni iraniane secondo cui due cacciatorpediniere della Marina USA sarebbero stati colpiti negli ultimi attacchi e ha detto che le forze americane hanno distrutto dieci petroliere iraniane dal 5 settembre, di cui cinque martedì, dopo che Teheran avrebbe preso di mira una nave da guerra statunitense con missili balistici.
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L’escalation si colloca nel più ampio quadro di tensione tra Stati Uniti e Iran per lo Stretto di Ormuzzo. Washington ha limitato il traffico da e verso i porti iraniani, mentre Teheran ha imposto controlli sul transito attraverso il canale, che prima della guerra gestiva circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Insieme agli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro le infrastrutture energetiche saudite, la ripresa dei combattimenti ha riportato il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, alimentando i timori di interruzioni delle forniture.
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di attaccare «molte più» navi iraniane se Teheran continuerà a colpire obiettivi americani, affermando che l’Iran sta allungando il conflitto per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi, sperando in un vantaggio per i Democratici, che si oppongono in larga maggioranza alla guerra.
L’Iran ha accusato Washington di destabilizzare il Medio Oriente con le sue operazioni militari. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato mercoledì che se gli Stati Uniti vogliono davvero la pace dovrebbero porre fine ai loro «interventi dannosi e destabilizzanti nella nostra regione».
Teheran ha ripetutamente avvertito gli Stati vicini di non consentire che il loro territorio o spazio aereo sia usato a sostegno delle operazioni americane contro l’Iran.
Da febbraio le forze iraniane hanno colpito diverse basi statunitensi nella regione, tra cui in Bahrein, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Giordania. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha difeso gli attacchi, sostenendo che non si poteva pretendere che Teheran si astenesse dal reagire, visto che il territorio e lo spazio aereo arabo erano stati usati negli attacchi statunitensi contro l’Iran.
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Immagine di Noah Wulf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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