Geopolitica
Lavrov accusa: gli USA dietro alla violenza «senza precedenti» in Medio Oriente
Il conflitto in corso tra Israele e il gruppo militante Hamas con sede a Gaza, che ha già causato decine di migliaia di vittime, è il risultato della politica statunitense nella regione, ha affermato mercoledì il ministro degli Esteri russo Sergej Viktorovich Lavrov al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
«I nuovi esperimenti geopolitici» di Washington e dei suoi alleati non fanno che esacerbare la situazione nella regione, che ha già sofferto del mandato coloniale occidentale, ha affermato Lavrov.
Washington continua a fornire copertura diplomatica, nonché armi e munizioni a Gerusalemme Ovest a dieci mesi dall’inizio del conflitto, ha affermato il ministro degli esteri, aggiungendo che lo stallo tra Israele e Hamas ha già causato la morte di 40.000 civili palestinesi e ne ha lasciati 90.000 feriti. Il conflitto è costato più vite in dieci mesi che l’intera crisi ucraina in dieci anni dal colpo di Stato di Maidan a Kiev del 2014, ha aggiunto.
La guerra a Gaza ha inoltre causato la morte di circa 300 membri del personale delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni umanitarie, ha affermato Lavrov, definendolo il numero più alto della storia.
«Se gli Stati Uniti dovessero porre fine al loro sostegno [a Israele], lo spargimento di sangue si fermerebbe», ha detto. «Ma gli Stati Uniti non sono disposti o non sono in grado di farlo».
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Secondo il ministro degli Esteri, la situazione dimostra che Washington è più preoccupata di guadagnare punti in vista delle elezioni presidenziali di novembre che di salvare vite umane.
Washington ha anche bloccato tutte le richieste di un cessate il fuoco immediato a Gaza a livello ONU e ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’ONU di interrompere il suo lavoro sulla questione, ha affermato il Sergej Viktorovich.
La Russia sostiene un cessate il fuoco immediato e sostenibile che consentirebbe il rilascio di 120 ostaggi israeliani, nonché di 9.500 palestinesi sottoposti ad arresti arbitrari dal 7 ottobre 2023, ha affermato il ministro degli Esteri.
Mosca chiede anche un accesso umanitario sicuro a chiunque abbia bisogno di assistenza. Queste misure, insieme a un arresto delle «attività di insediamento illegale» di Israele nel West Back, creerebbero le condizioni necessarie per riprendere i colloqui di pace tra Israele e Palestina, ha aggiunto il Lavrov.
Mosca è anche a conoscenza di «contatti dietro le quinte» volti a definire il futuro di Gaza e dello Stato palestinese senza la partecipazione delle autorità e del popolo palestinesi. Queste azioni sono inaccettabili, ha detto Lavrov, aggiungendo che non dovrebbe esserci «nessuna parola sulla Palestina senza la Palestina».
«La regione mediorientale sta affrontando rischi senza precedenti per la sicurezza e il benessere dei suoi popoli” a causa del conflitto a Gaza, che minaccia di estendersi oltre Israele e Palestina, ha affermato il ministro degli Esteri di Mosca.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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