Droni
Gli USA iniziano il ritiro delle truppe dal Niger: dichiarazione congiunta
Gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare le proprie truppe dal Niger con la partenza del primo aereo, hanno riferito sabato i ministeri della Difesa dei due paesi in una dichiarazione congiunta.
«Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Ministero della Difesa Nazionale della Repubblica del Niger annunciano che il ritiro delle forze e dei mezzi statunitensi dal Niger è progredito dai preparativi iniziali alla ridistribuzione. Questa significativa transizione è iniziata con la partenza di un C dell’aeronautica americana -17 Globemaster III dalla base aerea 101 di Niamey il 7 giugno 2024», si legge nella dichiarazione.
Inoltre, alcune forze statunitensi si sono già ridistribuite dal Niger alle loro sedi dopo aver concluso le loro missioni, si legge nella dichiarazione.
Allo stesso tempo, un piccolo contingente di personale militare americano è arrivato nel Paese africano per assistere nel ritiro delle truppe dalle basi aeree 101 e 201, ha aggiunto.
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Gli Stati Uniti e il Niger hanno concordato di completare il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese africano entro il 15 settembre.
Si stima che ci siano 1.100 militari statunitensi in Niger. Il ritiro militare è stato avviato a marzo dopo che un portavoce militare nigeriano aveva affermato che il governo di transizione del Paese, salito al potere nel luglio 2023, aveva rescisso l’ accordo militare con gli Stati Uniti con effetto immediato, citando gli interessi del popolo nigerino .
Come riportato da Renovatio 21, l’evacuazione delle forze USA è in preparazione da mesi. In particolare, le basi nigerine servivano per i droni.
Gli USA dispongono sul territorio della Niger Air Base 201 (noto anche in alcune fonti come «Nigerien Air Base 201») è una base aerea di droni americani a cinque chilometri da Agadez. La base è di proprietà dell’esercito nigerino ma è stata costruita e pagata dalle forze armate statunitensi che la gestiscono come base di velivoli senza pilota (UAV). A partire da febbraio 2018, il sito è costituito da una pista, ancora in costruzione, un hangar e numerosi edifici più piccoli in cui il personale può lavorare e vivere.
Per le operazioni UAV gli USA utilizzano dal 2014 l’aeroporto internazionale di Mano Dayak di Agadez così come l’aeroporto internazionale Diori Hamani di Niamey.
L’aviazione americana dispone di basi per drone in tutto il mondo, dal Qatar alla Somalia, alle Filippine, alla Tunisia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Chad, Burkina Faso, Uzbekistan, Seychelles, Germania e anche in Italia (presso Sigonella, ma solo fino al 2019).
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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