Scienza
Gli scienziati stupiti dalla scoperta di un pianeta troppo grande per esistere secondo le loro teorie
Alcuni scienziati hanno scoperto un pianeta dalle dimensioni eccezionali, che loro stessi definiscono troppo grande per esistere realmente.
In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, i ricercatori dello stato della Pennsylvania hanno descritto questa loro scoperta: un pianeta delle dimensioni di Nettuno che è 13 volte la massa della Terra, che orbita attorno a una piccola stella ultrafredda che è nove volte meno massiccia del nostro Sole.
Come spiega un comunicato stampa, questa scoperta è eccezionale perché il rapporto di massa tra il pianeta e la stella nana, soprannominata LHS 3154, è 100 volte maggiore dello stesso rapporto che la Terra ha con il Sole, cosa che gli scienziati non pensavano.
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La formazione stellare, si legge ancora nel comunicato, richiede grandi nubi di gas e polvere celesti e, una volta nata una stella, i detriti lasciati si formano in dischi che orbitano attorno ad essa e alla fine si uniscono in pianeti. Questa nuova coppia pianeta-stella è peculiare, perché il disco di polvere non sembra abbastanza grande da aver creato un pianeta così grande.
«Non si prevede che il disco di formazione planetaria attorno alla stella di piccola massa LHS 3154 abbia una massa solida sufficiente per creare questo pianeta», ha detto Suvrath Mahadevan, professore di astronomia e astrofisica e coautore dell’articolo su Science. «Ma è là fuori, quindi ora dobbiamo riesaminare la nostra comprensione di come si formano i pianeti e le stelle».
Chiamato LHS 3154b dal nome della sua stella, questo enorme pianeta è stato individuato utilizzando l’Habitable Zone Planet Finder (HPF), uno spettrografo astronomico presso l’Osservatorio McDonald dell’Università del Texas, operativo dal 2018. Guidato da Mahadevan, lo strumento è costruito per rilevare esopianeti in orbita attorno a stelle ultrafredde che potrebbero ospitare acqua, e quindi vita.
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«Un oggetto come quello che abbiamo scoperto è probabilmente estremamente raro, quindi rilevarlo è stato davvero emozionante», ha dichiarato nel comunicato stampa della scuola Megan Delamer, una studentessa di astronomia e coautrice dell’articolo. «Le nostre attuali teorie sulla formazione dei pianeti hanno difficoltà a spiegare ciò che stiamo vedendo»
Aver scoperto LHS 3154 e il suo pianeta in orbita solleva numerose domande riguardo la conoscenza in questo ambito, ammette il sito Futurism.
«Questa scoperta porta davvero a capire quanto poco sappiamo dell’universo», ha detto il Mahadevan. «Non ci saremmo mai aspettati di venire a conoscenza di un pianeta così pesante attorno a una stella di massa così bassa».
Parafrasando Amleto, vorremmo ribadire agli scienziati: «ci sono cose più grandi in cielo di quelle che contenute nella vostra scienza». Anzi, nella vostra lascienzah.
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Scienza
Nuove immagini del Sole mostrano dettagli mai visti prima
Gli scienziati sono riusciti a ottenere immagini della superficie solare con la massima precisione mai raggiunta finora, svelando un aspetto insolito e in continuo movimento.
I ricercatori hanno potuto esaminare da vicino la sua superficie incandescente grazie al telescopio solare Daniel K. Inouye della National Science Foundation, installato sull’isola di Maui, alle Hawaii.
In un primo momento le fotografie erano state scattate per uno scopo diverso: calibrare e verificare i limiti operativi del telescopio. Solo dopo aver analizzato i risultati gli scienziati si sono accorti di aver immortalato lo strato esterno luminoso del Sole con una definizione senza precedenti.
Gli astronomi hanno inoltre individuato particolari strutture a forma di piume che si muovevano ondulate sulla superficie.
The most powerful solar telescope just opened a new window to discovery about the sun.️☀️
Using the NSF Daniel K. Inouye Solar Telescope, scientists found Kelvin-Helmholtz instability, tiny, whirlpool-like patterns on the sun's surface.https://t.co/0V1qENcUR9
📸:… pic.twitter.com/agp8V3ayeR
— U.S. National Science Foundation (@NSF) August 6, 2026
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I ricercatori hanno rilevato increspature di instabilità sulla superficie solare, generate da porzioni di plasma magnetizzato che si spostano l’una rispetto all’altra a velocità differenti, in maniera analoga alle onde prodotte da una raffica di vento sull’acqua. Si tratta di un meccanismo già conosciuto che governa il comportamento dei fluidi.
Questo stesso fenomeno era già stato individuato sulla Terra e su altri pianeti come Giove e Saturno, ma «non è mai stato osservato a quel livello sulla superficie solare», ha spiegato Friedrich Wöger, coautore della ricerca e scienziato presso l’Osservatorio Solare Nazionale.
I risultati sono apparsi mercoledì sulla rivista Nature.
Gli scienziati intendono approfondire i processi interni del Sole per riuscire a prevedere con maggiore accuratezza le grandi eruzioni energetiche note come espulsioni di massa coronale, che possono raggiungere la Terra. Quando queste giungono, possono provocare tempeste solari capaci di interferire con i sistemi di comunicazione GPS e di generare aurore boreali dai colori intensi.
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Immagine da Twitter
Scienza
Gli scienziati inventano ologrammi che si possono toccare
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