Salute
Gioco d’azzardo e salute pubblica
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
La crescita mondiale dell’industria del gioco d’azzardo dovrebbe preoccupare le autorità sanitarie pubbliche, afferma The Lancet.
Approfittando della celebrazione della Safer Gambling Week in Irlanda e nel Regno Unito all’inizio di questo mese, The Lancet afferma che «i danni alla salute derivanti dal gioco d’azzardo non sono una questione di forza di volontà e controllo degli individui, ma il risultato di tattiche incessanti orientate al profitto. Ciò richiede una regolamentazione e una legislazione di ampia portata in risposta, basate sugli approcci utilizzati per il controllo del tabacco e dell’alcol».
Il problema varia parecchio da Paese a Paese. Tuttavia, alcune ricerche hanno suggerito che il gioco d’azzardo problematico colpisce dallo 0,1 al 5,8% degli adulti a livello globale.
«Quando misurato in anni di vita aggiustati per la qualità, il peso dei danni derivanti dal gioco d’azzardo in alcuni Paesi è simile a quello della depressione e dell’alcol, per lo più derivanti da perdite finanziarie, danni alle relazioni e alla salute, disagio mentale ed effetti negativi sul lavoro e istruzione, colpendo in modo sproporzionato individui già in cattive condizioni di salute e aggravando le disuguaglianze sociali e sanitarie».
Tuttavia, le opzioni per affrontare il settore del gioco d’azzardo sono limitate, poiché ha una forte presa sulla società.
Oltre l’80% delle giurisdizioni consente il gioco d’azzardo; il gioco d’azzardo su Internet sta crescendo rapidamente; e i governi dipendono dalle tasse sul gioco d’azzardo per le entrate.
«Il coinvolgimento dell’industria del gioco d’azzardo nella co-creazione e nell’implementazione di soluzioni ai problemi che ha creato è moralmente discutibile e destinato al fallimento» afferma acidamente The Lancet.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Alimentazione
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Genetica
Accelerati i piani per le sperimentazioni genetiche della rigenerazione dentale
Nel 2023, l’azienda farmaceutica giapponese Toregem Biopharma ha annunciato di aver scoperto un nuovo metodo per inibire un gene responsabile della soppressione della crescita dei denti, aprendo la strada a una prospettiva rivoluzionaria in odontoiatria, fino ad allora ritenuta impossibile. Lo riporta Futurism.
L’obiettivo è, usando alterazioni genetiche delle quali pare non esservi più pudore, far crescere nuovi denti vivi per sostituire quelli danneggiati, un’idea radicale in un settore che in genere offre opzioni limitate oltre alle protesi mobili o agli impianti.
«Il nostro obiettivo finale è offrire una soluzione clinica avanzata e scientificamente fondata per la crescita di denti derivati dai tessuti stessi del paziente», ha dichiarato all’epoca Honoka Kiso, presidente di Toregem. «L’idea di far crescere nuovi denti è il sogno di ogni dentista», ha dichiarato Katsu Takahashi, co-fondatore e ricercatore principale, al quotidiano giapponese The Mainichi nello stesso anno.
Ora, l’azienda ha raccolto circa 5,3 milioni di dollari nel suo ultimo round di finanziamento, il che le consentirà di «accelerare ulteriormente lo sviluppo clinico», secondo un comunicato stampa, compresi i piani per una sperimentazione clinica di Fase 2 con partecipanti umani in Giappone.
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Il comunicato stampa non ha fornito una tempistica precisa e Toregem è ancora nelle prime fasi di sviluppo del suo trattamento. Tuttavia, ci sono segnali che giustificano l’ottimismo. In uno studio del 2021, l’azienda ha dimostrato che il suo anticorpo neutralizzante può sopprimere una proteina, denominata USAG-1, che inibisce la crescita dei germi dentali. L’azienda ha affermato di essere riuscita a ripristinare i denti in topi nati senza denti a causa di una carenza di Runx2, un gene «interruttore principale» che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo scheletrico e dentale.
In uno studio del 2024, l’azienda ha sostenuto che lo stesso approccio potesse funzionare anche sugli esseri umani. Uno studio clinico di Fase 1, condotto su partecipanti maschi adulti, ha testato la sicurezza del metodo lo scorso anno, ma i risultati finali sono ancora in sospeso.
Sebbene Toregem voglia immettere sul mercato il suo trattamento entro il 2030, gli esperti nutrono ancora alcuni dubbi sulla sua effettiva efficacia sugli esseri umani.
Innanzitutto, come ha dichiarato lo scorso anno a New Scientist Mary MacDougall, preside della facoltà di odontoiatria dell’Università della British Columbia, questo approccio potrebbe funzionare solo nei bambini, che possiedono ancora numerose cellule epiteliali dentali, fondamentali per lo sviluppo dei denti. Gli adulti, che hanno perso i denti e sono quindi privi di molte di queste cellule, potrebbero non avere la stessa fortuna. La MacDougalla ha inoltre sostenuto che indirizzare il farmaco ad agire specificamente su un singolo dente potrebbe non essere possibile, con il rischio di innescare una crescita dentale indesiderata su più denti.
Come previsto, dopo il COVID e il suo vaccino genico, c’è sempre meno pudore riguardo l’uso della genetica in campo biomedico: per farsi ricrescere i denti il pazient deve sottoporsi ad una modificazione genica, non diversamente da quanto accaduto quando ha porto il deltoide alla siringa mRNA cui lo Stato lo aveva di fatto obbligato.
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