Cina
Nuova ondata contagi minaccia la politica zero-COVID di Pechino
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews.
I casi in Cina hanno raggiunto livelli record dalla fine dell’isolamento di Wuhan due anni fa. Migliaia di infezioni in tutto il Paese. Molte città sono in lockdown, compresa la megalopoli di Shenzhen. Situazione a Hong Kong fuori controllo.
Il COVID-19 si diffonde rapidamente in tutta la Cina e le autorità sanitarie hanno segnalato più di 3 mila contagi nel fine settimana, compresi gli asintomatici. Il numero di infezioni ha raggiunto il massimo storico da quando due anni fa era entrata in lockdown Wuhan (Hubei), da dove è emersa la pandemia.
Nel sud del Paese, la megalopoli di Shenzhen, vicina a Hong Kong, ha annunciato la chiusura dopo aver registrato 66 nuove infezioni il 12 marzo. Il sistema di trasporto pubblico cittadino è sospeso, e i residenti non sono autorizzati a lasciare la città senza permesso. Le autorità locali hanno annunciato che tutti i residenti dovranno effettuare tre test diagnostici ciascuno nei prossimi giorni.
Lockdown introdotto anche a Shanghai, dove ieri si sono avuti 41 casi di contagio e diverse aree residenziali sono ora isolate. Molte università hanno sigillato i campus, con studenti e insegnanti che devono rimanere al loro interno. Per le scuole elementari e superiori si seguono invece corsi online. Tutte le stazioni locali di autobus a lunga distanza sono chiuse e le autorità cittadine hanno iniziato massicci test della popolazione.
Dallo scoppio della pandemia due anni fa, Shanghai ha adottato in questi due anni un approccio più flessibile e diverso dalla rigida politica «zero-COVID» del governo centrale, con l’intento di ridurre al minimo l’impatto sull’economia. L’amministrazione locale ha esaltato il suo approccio di «prevenzione e controllo precisi», che ha evitato l’isolamento massiccio e la quarantena, e ha bilanciato prevenzione dell’epidemia e protezione dell’economia.
Nella provincia settentrionale di Jilin il 12 marzo si sono contate più di 2mila infezioni. Secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua, le autorità locali progettano di costruire tre ospedali di fortuna con 10mila posti letto. Moltissimi casi si sono avuti alla Jilin Agricultural Science and Technology University. L’ateneo è accusato di aver nascosto l’epidemia e di aver gestito male la situazione: gli studenti sono stati messi in quarantena nella biblioteca e nelle aule, e hanno dormito sui banchi. Essi si sono lamentati per la mancanza di cibo e di beni di prima necessità. Dopo la segnalazione della statale CCTV , 6 mila studenti dell’università sono stati trasportati nelle strutture di quarantena designate dal governo.
Per gli scarsi risultati negli sforzi di prevenzione, le autorità del Guangdong e di Jilin hanno licenziato diversi funzionari.
La variante Omicron, altamente contagiosa, rappresenta una grande sfida per la politica zero-COVID. Negli ultimi due anni, le autorità cinesi hanno adottato misure di lockdown, quarantena e massicci test con tamponi per combattere il virus: una strategia che il vice premier cinese Sun Chunlan ha ribadito sarà conservata di fronte all’impennata delle infezioni.
Considerando l’enorme costo dell’isolamento e i lievi sintomi di Omicron, alcuni specialisti medici cinesi suggeriscono che la coesistenza può essere un’opzione accettabile.
Smentendo Sun, Zeng Guang, un funzionario della Commissione sanitaria nazionale, ha detto che la politica zero-COVID non rimarrà invariata. Le autorità hanno approvato cinque kit di test antigenici da utilizzare in modo autonomo: una mossa che non aderisce strettamente alla politica zero-COVID.
Nel frattempo a Hong Kong i contagi non si fermano: la città ha il tasso di mortalità più alto del mondo sviluppato. Il governo cittadino ha seguito tutte le raccomandazione di Pechino, introducendo l’approccio zero-COVID, ma finora senza riuscire a fermare i contagi.
Filmati online mostrano che gli obitori cittadini sono strapieni e i corpi sono ammassati nelle corsie.
Il South China Morning Post sostiene che il governo di Hong Kong è «impreparato e disorganizzato» e che i fallimenti nella gestione dell’emergenza sanitaria minano in modo ulteriore la sua credibilità.
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Immagine di Studio Incendo via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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