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Spirito

Cristo è anche Re delle nazioni

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Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in diverse parti. Questa tredicesima parte ci ricorda che la regalità di Gesù Cristo si esercita non solo sugli individui, ma anche sulle famiglie, sulle istituzioni, sui popoli e sulle nazioni. Riafferma, in contrapposizione al secolarismo moderno, che le società stesse devono riconoscere Dio, conformare le proprie leggi al suo ordine e promuovere il regno sociale di Cristo.

 

XII. La regalità sociale di Cristo e la civiltà cristiana

96. Professo che la Santissima Trinità può e deve essere riconosciuta e adorata non solo da ogni singolo individuo, ma anche dalle famiglie, dalle istituzioni e dalla società civile. Nessuna autorità umana è indipendente da Dio, poiché ogni autorità proviene da Lui e deve essere esercitata secondo la legge eterna.

 

97. Professo che le società civili, al pari degli individui, hanno il dovere di riconoscere e onorare l’unico vero Dio, Gesù Cristo, il Verbo incarnato, la seconda Persona della Santissima Trinità, e di rendergli l’adorazione dovuta, nella vera religione da Lui rivelata e istituita.

 

98. Professo che le autorità che governano queste società debbano garantire il bene comune conformandosi alla duplice legge divina, sia naturale che rivelata. L’esercizio della libertà non consiste nel dare libero sfogo a tutti i capricci della concupiscenza, ma nello scegliere il modo migliore di utilizzare i beni di questo mondo in vista della salvezza eterna.

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99. Rifiuto pertanto il secolarismo moderno, che pretende di costituire la società come se Dio non esistesse. Il rifiuto pubblico di riconoscere Dio come Signore sovrano non è neutralità, ma un’ingiustizia sociale nei confronti del Creatore e una profonda causa di disordine tra le nazioni. Infatti, una società che nega a Dio l’onore che gli è dovuto distrugge progressivamente le fondamenta della propria giustizia: recide la legge umana dalla sua fonte eterna e abbandona le nazioni ai capricci volubili dell’umanità decaduta.

 

100. Professo che Nostro Signore Gesù Cristo, poiché è il Verbo incarnato e poiché ha redento l’umanità con il Suo Sangue, è Re non solo degli individui, ma anche delle famiglie, delle istituzioni, dei popoli e delle nazioni. Ogni potere gli è stato dato in cielo e in terra: il Suo regno non si limita al santuario interiore della coscienza o alla sfera privata; deve estendersi alla sfera esterna, alle leggi, alla morale, all’educazione, alla cultura e alla vita pubblica. Il Suo Regno è eterno e universale: un regno di verità e di vita, un regno di santità e di grazia, un regno di giustizia, di amore e di pace.

 

101. Professo che la società civile, pur perfetta nel suo ordine, non possiede tutti i mezzi necessari per condurre l’uomo alla sua vera perfezione, che rimane inaccessibile alla natura umana decaduta senza l’aiuto della grazia salvifica ed elevatrice.

 

102. Per questo motivo affermo che coloro che governano la società devono sottomettersi alla salutare influenza della Chiesa, che illumina le menti attraverso il suo Magistero, guarisce e rafforza le volontà attraverso la grazia dei sacramenti e guida l’umanità verso il suo vero destino soprannaturale, di cui è custode. Il bene della società richiede, di conseguenza, che i capi di Stato riconoscano il loro diritto e il loro dovere di promuovere e proteggere la Santa Chiesa e di opporsi, attraverso le leggi del loro governo, a tutto ciò che ne ostacoli la necessaria influenza, che è quella dell’unica vera religione.

 

103. Rifiuto pertanto il liberalismo politico e religioso: non solo quello che rivendica per l’errore gli stessi diritti della verità e per i falsi culti lo stesso riconoscimento ufficiale e pubblico di quelli veri; ma anche quello che, in nome della dignità umana e di una falsa libertà religiosa, attribuisce a tutti il ​​diritto di agire pubblicamente secondo coscienza senza esserne impediti dall’autorità civile, anche quando tale coscienza è errata e si oppone al bene comune o alla vera religione.

 

104. Ammetto che in certi casi l’errore possa essere tollerato per evitare mali maggiori o per preservare il bene superiore della pace civile, ma affermo che esso non possiede di per sé un diritto morale a essere difeso o incoraggiato sulla stessa base della verità, né tantomeno a essere ostacolato in nome di una falsa libertà di coscienza.

 

105. Sostengo inoltre che, sebbene l’umanità possieda una dignità ontologica che la eleva al di sopra degli esseri materiali, la dignità umana che deve essere rispettata non è indifferente alla verità e alla falsità che le persone professano, né al bene e al male che commettono: chiunque professi la falsità o commetta il male perde la propria dignità morale. Pertanto, quando un’autorità legittima, al fine di difendere il bene comune da gravi disordini, punisce i crimini secondo le esigenze della giustizia con pene proporzionate, non viola in alcun modo la dignità umana.

 

106. Rifiuto altresì questa forma moderna di personalismo che vorrebbe assegnare alla Chiesa la missione di salvaguardare la dignità della persona umana e di instaurare una fratellanza universale sul fondamento di questa dignità, presumibilmente comune a tutta l’umanità, senza però distinguere, da un lato, la vera dignità del cristiano che rinuncia al peccato per vivere secondo la morale evangelica nella Chiesa cattolica, e dall’altro la falsa dignità di coloro che, sviati dall’errore e dal vizio, rifiutano la via della salvezza.

 

107. Condanno la conseguente falsificazione, che tende a rendere la Chiesa, se non serva, quantomeno collaboratrice del mondo nella realizzazione del suo stesso ideale: quello di una pace puramente terrena e temporale, fondata su un miglioramento naturalistico dell’umanità, senza alcuna prospettiva soprannaturale. Questo ideale favorisce l’indipendenza dell’uomo da Dio, dalla sua legge, dalla verità e dalla bontà; implica il disprezzo per la regalità sociale di Cristo e della cristianità; e conduce in ultima analisi all’ateismo e alla sostituzione dell’uomo a Dio.

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108. Respingo inoltre il pregiudizio moderno che dipinge la civiltà cristiana come oppressiva, oscurantista o nemica della dignità umana. Lungi dal distruggere ciò che di buono c’è nelle diverse culture, l’ordine cristiano lo accoglie e lo purifica. Così, sulla base della dottrina rivelata e attraverso l’influenza della teologia cattolica, in particolare di quella di San Tommaso d’Aquino, Dottore Comune della Chiesa, si è instaurata, sotto la guida del Magistero, una cultura cristiana veramente universale, che ha integrato i migliori elementi delle culture greca e latina. Autentico frutto del Vangelo, ha contribuito a educare i popoli e ad aiutarli a crescere nella fede e nelle virtù cristiane. Anche se non è mai stata perfetta, poiché l’umanità rimane per sempre peccatrice, questa civiltà ha rappresentato nondimeno la più alta realizzazione dell’ordine sociale cristiano nella storia.

 

109. Al contrario, il rifiuto moderno della regalità sociale di Cristo ha portato a un declino della civiltà, attraverso la secolarizzazione delle istituzioni, lo scioglimento del matrimonio, l’erosione dell’autorità, un’educazione atea, la tirannia delle passioni e la graduale scomparsa dello spirito di sacrificio nelle nazioni un tempo cattoliche. Contro questa pubblica apostasia, professiamo che tutto deve essere ricondotto a Cristo, che è l’unico Santo e, attraverso il suo Corpo Mistico, l’unico santificatore di anime e popoli.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Immagine di Wistula via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported

 

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Mons. Schneider: la sinodalità è una «parola in codice per minare la dottrina cattolica»

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In un’intervista pubblicata giovedì sul sito AdVaticanum, dedicata al titolo di Corredentrice della Madonna, alla soppressione della Messa tradizionale in latino e al dialogo interreligioso, il vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, ha illustrato il proprio giudizio sul significato di «sinodalità».   Schneider ha sostenuto che il senso di «sinodalità» sia stato lasciato volutamente indefinito e ambiguo, così che ciascuno possa interpretarlo secondo i propri fini.   In questo concetto di sinodalità sarebbe implicito un «piano concreto per adattare gradualmente la dottrina e la struttura della Chiesa cattolica alle chiese protestanti e persino allo spirito di questo mondo in materia di sessualità e moralità», ha aggiunto il prelato.

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La sinodalità, in sostanza, «adatta la Chiesa cattolica a questo mondo» e sostituisce la costituzione divina della Chiesa con «strutture e metodi democratici di stampo protestante, inventati dall’uomo», ha affermato il vescovo. «Questo è un metodo molto pericoloso, che deve essere fermato».   Sua Eccellenza ha descritto la sinodalità come il punto più alto del «modernismo», perché incarna il «relativismo completo», in particolare il relativismo morale.   «Si tratta perlopiù di ecclesiastici che hanno perso la fede, o che non sono più interessati a evangelizzare e convertire le persone per farne veri discepoli di Cristo e membri del Corpo Mistico di Cristo», ha dichiarato monsignor Schneider. Ciò che è «vietato» nel processo sinodale è «la Messa tradizionale in latino» e l’affermazione del «costante insegnamento della Chiesa riguardo alla struttura della Chiesa», ha aggiunto.   In precedenza, nel corso dell’intervista, il vescovo ha riproposto l’idea che il Vaticano emani una costituzione apostolica – di portata ancora maggiore rispetto a un motu proprio – per sancire il diritto della Messa tradizionale in latino a essere celebrata liberamente, in un ripudio della Traditionis Custodes.   Monsinor Schneider ritiene che un documento del genere dovrebbe prevedere la «coesistenza» della Messa della Tradizione e del Novus Ordo per realizzare una «Pax Liturgica Leonina».   Il vescovo ha poi offerto ulteriori precisazioni sulla fede alla luce di dichiarazioni e prassi problematiche da parte di prelati vaticani.   In primo luogo ha affermato che i fedeli possono usare il titolo di «Corredentrice» per descrivere la Beata Vergine Maria, nonostante l’attuale Dicastero per la Dottrina della Fede sostenga che tale termine sia «sempre inappropriato».   «I fedeli possono ancora usarla, perché esistono messali approvati dai papi, anche con un formulario di Messa, con il titolo di Mediatrice di tutte le Grazie. Pertanto, dovrebbero dire: «Questa Messa deve essere eliminata da tutti i messali», il che sarebbe assurdo», ha osservato Schneider. Ha inoltre sottolineato che questi titoli erano usati dai Dottori della Chiesa.   Il vescovo ha criticato anche gli incontri di dialogo interreligioso, spesso tenuti negli ultimi decenni in un contesto religioso o politico. Il loro problema principale, ha detto, è che relativizzano la Chiesa di Cristo e la trattano come se fosse «uguale» alle altre religioni.   Il vescovo Schneider ha invece proposto «un incontro e un dialogo interreligioso nella vita quotidiana», come quello praticato in Kazakistan, dove cattolici, ortodossi e musulmani si incontrano, si congratulano a vicenda per le rispettive festività e pregano gli uni per gli altri.   «E questo ci mantiene più uniti in armonia e pace rispetto a queste enormi conferenze in cui si incontrano solo i leader e i politici le usano» per i propri fini «relativizzando il nostro Signore Gesù Cristo». «Dovremmo dire subito alla gente, ai cattolici: per favore, amate il vostro prossimo, amate anche gli altri, andate loro incontro, aiutateli nella vita di tutti i giorni. E questo contribuirà maggiormente alla pace e all’armonia interreligiosa».   Interrogato su come fosse possibile che la Conferenza Episcopale Cattolica del Kazakistan avesse «reso obbligatoria la Comunione in ginocchio e sulla lingua, vietando la Comunione sulla mano», e continuasse a escludere i ministri straordinari e le ministranti, monsignor Schneider ha ricondotto la questione alla storia del Paese, sostenendo che la sua nazione era stata forgiata dal fuoco sotto il regime bolscevico, quando i cattolici erano costretti a praticare la loro fede «in clandestinità».

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Riferendosi agli attuali vescovi del Paese, li ha definiti «gli eredi dei martiri e dei confessori del Kazakistan. E nutrivano una venerazione così profonda per la Santa Eucaristia, una venerazione così profonda. Non potevano immaginare di ricevere il Signore stando in piedi», ha affermato Schneider, che ha ricordato di aver vissuto da bambino il periodo delle persecuzioni religiose.   Si è rammaricato del fatto che Papa Paolo VI, nonostante gli «avverti dei vescovi», avesse «aperto il diluvio» permettendo la Comunione sulla mano.   «Ritengo che la Comunione sulla mano abbia causato irriverenza e sacrilegi nella Chiesa e continui a causarli. È una delle ferite più profonde nel corpo della Chiesa e deve essere sanata, naturalmente, lentamente», ha affermato il prelato, autore di un libro sull’argomento intitolato Dominus Est («È il Signore»).   Tuttavia «la prima cosa da fare per ristabilire la salute del corpo della Chiesa è fermare la Comunione sulla mano. E questo deve essere fatto di nuovo dal Papa. La Santa Sede ha aperto il diluvio, e la Santa Sede deve richiuderlo. E naturalmente, con passi graduali, ma bisogna farlo»  

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Spirito

La morte di Emma Bonino (e dei media cattolici)

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Muore a 78 anni Emma Bonino: radicale, femminista, anticattolica più che anticlericale, nemica giurata di ogni ordine naturale prima che soprannaturale, negatrice della ragione prima che della fede. Ed è già partita la multipolare processione per renderle omaggio.

 

Queste righe non sono per Emma Bonino, se non per ribadire, anche in questo caso come per ogni nemico di Cristo che senza segni pubblici di pentimento lascia questa vita, l’intimo sentimento di «timore e tremore» che ci deve accompagnare al pensiero del giudizio di Dio. E possa la sua misericordia toccare anche il cuore più indurito.

 

Queste righe non sono per Emma Bonino perché sarebbero righe superflue e la loro lettura tempo sprecato. È talmente grande e profonda la voragine di devastazione morale, civile, umana che questa donna lascia dietro di sé (quasi al pari del suo mentore e «inventore» politico Marco Pannella), che qualsiasi commento in merito non avrebbe senso.

 

Queste righe sono prima di tutto per chi si dichiara e vuole con tutto se stesso vivere da cattolico, senza aggettivi, da cattolico integrale. Ognuno di noi deve tremare di fronte alla severità con cui giudica (e deve giudicare) la condotta pubblica di Emma Bonino. Perché se è vero che la malizia delle sue battaglie ideologiche richiede il massimo rigore della denuncia e la totale presa di distanza da parte dei personaggi pubblici, è anche vero che saremo giudicati «con lo stesso giudizio» (1) col qualche giudichiamo; quanta più intransigenza richiede la buona battaglia, tanta più abnegazione dobbiamo usare nel combatterla e tanta più severità nel giudicare noi stessi.

 

Queste righe sono poi per quei «cattolici» che in queste ore alterneranno scandalosi silenzi ad ancor più scandalosi panegirici nei confronti della Bonino e della cultura che ha incarnato.

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Su Vatican News (2), «di lei si ricorda l’impegno, assieme a Marco Pannella, contro la fame del mondo» (sic!); o ancora «si ricorda il significativo risultato che Lista Emma Bonino ebbe alle europee del 13 giugno, quando ottenne l’ 8,46% dei voti riuscendo ad eleggere 7 europarlamentari» (niente di meno); infine, si fa memoria della visita a sorpresa che le fece nel 2024 Papa Francesco «offrendole dei cioccolatini e dei fiori e salutandola con il saluto piemontese “cerea”».

 

Dei 6 milioni di esseri umani sterminati anche grazie al suo contributo politico, sim sala bim, non c’è traccia; o meglio, vi si accenna soltanto per dire che la Bonino è «salita alla ribalta del mondo politico per il suo impegno nel partito Radicale, e come leader delle campagne dello stesso partito che, negli anni ‘70, legalizzarono l’aborto e il divorzio». Un giudizio morale in proposito? Neanche mezzo. Del resto, chi è Vatican News per giudicare? Solo il portale di informazione ufficiale della Santa Sede.

 

Su Avvenire (3), quotidiano della CEI, troviamo un articolo dallo psichedelico titolo Addio a Emma Bonino, che divise sulla vita umana ma seppe anche unire. Leggiamo che tra le tante battaglie «umanitarie, femministe, contro la guerra, le discriminazioni, la pena di morte e le armi», ne condusse altre, «come quella per la legalizzazione dell’aborto», in cui «assunse posizioni inaccettabili contro la vita umana, anche nelle modalità».

 

E questo è il massimo livello di critica cui pare si possano spingere gli organi di informazione ufficiali della Chiesa Cattolica di fronte a una gigantessa della dissoluzione morale e civile; per poi tornare subito su toni mielosi e note di colore: «Con i suoi turbanti policromi sfoggiati con naturalezza, Bonino torna in pista appena i medici glielo consentono, restando fedele ai suoi impegni». Quali? Distruzione della famiglia naturale, liberalizzazione di droga, eutanasia, omosessualismo, immigrazionismo e altre conquiste di libertà.

 

Stendiamo poi un velo pietoso sugli elogi provenienti da qualsiasi angolo del mondo politico, anche sedicente conservatore (per non parlare dei funerali di Stato che gridano vendetta al Cielo).

 

Ora, un celebre comico italiano si chiedeva, molti anni fa, a proposito di un certo operato politico: «Ma cosa deve fare uno, perché se ne possa parlar male?». Parafrasando, ci chiediamo: cosa deve fare un nemico della Chiesa, oggi, perché da qualche remoto angolo istituzionale possa levarsi un timido accenno di condanna?

 

La verità è che i responsabili di questo nichilismo, «posseduti dal timore, vogliono che la Chiesa nelle sue lotte, sia come loro, pusillanime; e perché essa è madre di eroi, la accusano di essere imprudente e temeraria. Il liberalismo cattolico è schiavo di una tirannia crudele: la tirannia dell’opinione.

 

E bisogna vederli i liberali cattolici, impegnati a conquistare aura popolare, strascinarsi in mezzo alle turbe per ottenere da loro un segno di approvazione, un applauso, che il vento porta via.

 

Bisogna vederli fatti oggetto di scherno delle esigenze capricciose di moltitudini incostanti, difendere con eguale debolezza il sì ed il no, ed approvare oggi ciò che ieri hanno combattuto.

 

Sansone è il liberale cattolico, a cui la perfida Dalila tagliò la capigliatura che gli donava la forza, per consegnarlo legato al disprezzo e alle burle dei filistei. Vi fu un nobile uomo che pronunciò queste parole: «Si adhuc hominibus placerem, Christi servus non essem» (Se io cercassi di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo).

 

Cotesto uomo fu San Paolo, e cotesto uomo è tutto cattolico, senza soprannome e senza epiteto. Il liberalismo cattolico è la perfidia e il tradimento personificati. Un cattolico liberale tra i liberali è un disertore della Chiesa, perché dice che è cattolico; tra i cattolici è una spia del campo nemico, perché dice che è liberale. Disertore e spia sono traditori. Che fa un cattolico tra i liberali? Vende Cristo.

 

Che fa un liberale tra i cattolici? Inganna gli uomini, però non ingannerà Dio: «Deus non irridetur» (Gal. 6,7)». (4)

 

Vincenzo Gubitosi

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

 

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Il diavolo suona il flauto

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Le ripugnanti bestemmie pronunciate in alcune istituzioni ecclesiastiche non suscitano alcuna reazione da parte delle autorità, troppo impegnate a sinodalizzare.   Un articolo (1) pubblicato sul sito web della Conferenza Episcopale Tedesca, katholisch.de, ha scatenato proteste in tutti i media cattolici conservatori. Il testo recensisce, senza la minima analisi critica, un libro pubblicato da Simone e Claudia Paganini, professori di teologia, esegesi e filosofia, entrambi considerati ferventi cattolici. (2)   Il libro cerca tracce di disturbi psicologici in diverse figure bibliche: depressione in Mosè, disturbo ossessivo-compulsivo in Giobbe (visto che offre sacrifici per i possibili peccati dei suoi figli), tendenze maniacali in Giuditta, propensione all’alcolismo in Gesù stesso (dato che i suoi avversari lo chiamano ubriacone) e narcisismo in Dio, poiché afferma di essere l’unico Dio. E questo è tutto ciò che ci serviva.   Di fronte a questa ripugnante bestemmia, stiamo ancora aspettando i comunicati che annunciano il divieto di ogni preghiera pubblica nei santuari di Lourdes o Mariazell per tali autori e per tutti coloro che li raccomandano, come la Conferenza Episcopale Tedesca. Quale reazione ci potrebbe essere? «E allora?» direbbe Gesù (3), secondo il vangelo apocrifo di padre Arnaud Alibert, caporedattore di La Croix.

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Come per le controversie sulle unioni contro natura, ci verrà detto che questa non è la cosa più importante (4). Ciò che è urgente è la sinodalità e la denuncia dei peccati contro l’ecologia (5). La Chiesa è stordita da incontri sinodali, mistagogici e kerygmatici, ed è ossessionata dai cubetti di ghiaccio e dalle specie in via di estinzione .   Si narra che un monaco del deserto vide, in lontananza vicino a un eremo, uno sciame di demoni che cercavano invano di indurre un eremita al peccato. Altrove, vicino a una grande città, si ergeva un singolo demone che suonava il flauto. Un anziano spiegò al monaco che in quella città il demone non aveva motivo di trovarsi, poiché gli umani svolgevano il suo lavoro. Tuttavia, il fedele monaco diede loro ben più filo da torcere.   Nelle sue regole per il discernimento degli spiriti, Sant’Ignazio analizza il fenomeno nel modo seguente:   «Riguardo a coloro che passano da un peccato mortale all’altro, il nemico di solito fa quello di offrire loro piaceri apparenti, occupando la loro immaginazione con delizie e piaceri sensuali, per trattenerli e farli sprofondare ulteriormente nei loro vizi e peccati. Lo Spirito Buono, al contrario, agisce in loro in modo opposto: suscita turbamento e rimorso nella loro coscienza, facendo loro sentire i rimproveri della ragione».   Nella Chiesa conciliare, il diavolo può suonare il flauto.   Abate Nicola Cadiet   NOTE 1) https://katholisch.de/artikel/70153-experten-viele-biblische-figuren-zeigen-psychische-auffaelligkeiten 2) Basato su un’intervista rilasciata a Die Zeit: https://www.zeit.de/2026/38/zwischen-wahn-und-weisheit-simone-claudia-paganini-bibel-psychische-erkrankungen. 3) https://www.la-croix.com/a-vif/mariage-de-cristiano-ronaldo-la-star-du-foot-et-le-pape-sur-un-meme-terrain-20260821 4) https://www.vaticannews.va/fr/pape/news/2026–04/conference-de-presse-leon-xiv-vol-papal.html 5) https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_doc_20260821_prendersi-cura-casa-comune_it.html   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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