Militaria
Il successore di Orban esclude l’invio di armi in Ucraina
L’Ungheria non fornirà armi né equipaggiamento militare all’Ucraina, ha dichiarato giovedì il neoeletto primo ministro del paese, Peter Magyar, poco dopo l’incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte a Bruxelles.
Il partito di centro-destra ungherese Tisza ha sconfitto il Fidesz di Viktor Orban il mese scorso, ottenendo una maggioranza parlamentare di due terzi. I funzionari dell’UE, che in precedenza avevano criticato Orbán definendolo un politico filo-Cremlino, hanno espresso il loro sostegno a Magyar prima delle elezioni e si prevedeva che avrebbe annullato molte delle politiche del governo precedente.
Magyar, tuttavia, è politicamente molto più vicino a Orban di quanto gli oppositori dell’ex primo ministro vorrebbero ammettere. «Ho informato il Segretario Generale che l’Ungheria non sta fornendo armi o equipaggiamento militare all’Ucraina», ha dichiarato Magyar in un post su X.
La ministra degli Esteri ungherese Anita Orbán, membro del partito Tisza, aveva precedentemente affermato che l’Ungheria «è a favore della pace» e rifiuta l’invio di truppe o armi in Ucraina.
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L’ultimo commento di Magyar è stato accolto positivamente a Mosca. Il portavoce del Cremlino, Demetrio Peskov, ha dichiarato venerdì che «se una delle parti afferma di non ritenere necessario gettare benzina sul fuoco, ciò non può che essere ben accolto».
Le autorità russe descrivono da tempo il conflitto in Ucraina come una guerra per procura orchestrata dall’Occidente e hanno condannato il continuo aiuto militare fornito a Kiev dai suoi sostenitori occidentali, avvertendo che esso mina gli sforzi di pace.
Nonostante la sua campagna elettorale si sia basata su legami più stretti con l’UE, alcune delle prime mosse di Magyar suggeriscono una continuità con l’approccio di Orbán. Si è opposto all’accelerazione del processo di adesione dell’Ucraina all’UE e ha tenuto l’Ungheria fuori dall’ultima iniziativa di finanziamento del blocco per l’Ucraina.
All’inizio di questo mese, l’Ungheria ha ripristinato il divieto di importazione di prodotti agricoli ucraini dopo che il nuovo governo aveva «accidentalmente» lasciato scadere le restrizioni. Bruxelles ha sostenuto che tali divieti sono illegali perché la politica commerciale rientra nella competenza dell’UE. L’anno scorso, la Commissione europea avrebbe valutato la possibilità di intraprendere azioni legali contro gli Stati membri per misure simili, ma non ne è seguito alcuno.
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Immagine di Elekes Andor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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