Politica
«Pedofilo, stupratore e traditore»: ecco il manifesto dell’ultimo attentatore di Trump
L’uomo armato che ha violato la sicurezza durante una cena con la stampa a cui ha partecipato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha descritto dettagliatamente le sue motivazioni in un manifesto, indicando i funzionari statunitensi come obiettivi «in ordine di priorità, dal più alto al più basso».
Secondo il New York Post, che ha pubblicato per primo il messaggio, l’attentatore, identificato come Cole Allen, un insegnante californiano di 31 anni, ha inviato un biglietto ai familiari circa dieci minuti prima dell’attacco di sabato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca presso l’hotel Washington Hilton di Washington.
Nel manifesto di 1.052 parole, firmato Cole «coldForce» «Friendly Federal Assassin» Allen, il sospettato si descriveva come un cittadino americano «metà nero e metà bianco» e inquadrava le sue azioni come una questione di responsabilità personale per chiedere conto al governo.
«E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini», ha scritto, identificando i funzionari dell’amministrazione Trump – escludendo esplicitamente il direttore dell’FBI Kash Patel – come obiettivi «in ordine di priorità, dal più alto al più basso».
Sebbene Allen abbia affermato di aver cercato di ridurre al minimo le vittime tra il personale di sicurezza, il personale dell’hotel e gli ospiti «usando proiettili a pallini», ha ammesso che «sarebbe comunque disposto a sparare a quasi tutti i presenti per raggiungere i bersagli, se fosse assolutamente necessario», sostenendo che i partecipanti all’evento erano «complici» per scelta.
In un’intervista a «60 Minutes» della CBS, Trump ha descritto il sospettato come un «uomo malato» che «odiava i cristiani», respingendo al contempo le accuse.
.@POTUS on the White House Correspondents’ Dinner gunman: “I read a manifesto. He’s radicalized. He was a Christian—a believer—and then he became an anti-Christian … he was probably a pretty sick guy.” pic.twitter.com/AzmSukHOV8
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) April 26, 2026
.@POTUS SLAMS @60Minutes: “You should be ashamed of yourself, reading that — because I’m not any of those things.” pic.twitter.com/QWxqoUFUaF
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) April 26, 2026
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«Ho letto il manifesto. Si è radicalizzato. Era un cristiano, un credente, e poi è diventato un anticristiano… probabilmente era una persona piuttosto malata», ha detto Trump. Allen, un tutor di Torrance laureato in ingegneria meccanica che lavorava anche come sviluppatore di videogiochi, non aveva precedenti penali e si ritiene abbia agito da solo, secondo gli inquirenti.
Le autorità hanno affermato che aveva acquistato legalmente delle armi da fuoco, si allenava regolarmente in un poligono di tiro e aveva viaggiato da Los Angeles a Washington in treno prima di fare il check-in all’Hilton. Sua sorella avrebbe riferito agli investigatori che lui aveva parlato di voler fare qualcosa per cambiare il mondo.
Facendo ripetutamente riferimento alla sua presunta fede cristiana, l’attentatore ha poi risposto alle critiche che si aspettava per le sue azioni, elencando una serie di «confutazioni».
«Porgere l’altra guancia si fa quando si è oppressi. Io non sono la persona violentata in un campo di detenzione. Non sono il pescatore giustiziato senza processo. Non sono uno scolaro fatto saltare in aria, né un bambino morto di fame, né un’adolescente abusata dai tanti criminali di questa amministrazione», ha scritto Allen, in apparente riferimento a diverse rimostranze, tra cui gli attacchi alle imbarcazioni legate al Venezuela, l’attacco statunitense a una scuola femminile iraniana, le politiche sull’immigrazione e il caso Jeffrey Epstein.
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Zelens’kyj «ha già perso la guerra»: parla l’ex portavoce
Secondo l’ex portavoce di Zelens’kyj, Yulia Mendel, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj «ha già perso» lo scontro con la Russia, eppure continua a seguire linee «suicidi», perché Kiev non sa come colmare il buco di bilancio senza un’ulteriore, cospicua iniezione di fondi occidentali.
In un post su X di sabato, Mendel ha scritto che l’Ucraina ha bisogno di 52,6 miliardi di dollari di finanziamenti internazionali per il bilancio del prossimo anno; di questi, finora ne sono stati confermati o sono previsti soltanto circa 20 miliardi nell’ambito dei programmi in corso.
Kiev deve inoltre fare i conti con un altro nodo: un’imprevista carenza di risorse per la difesa pari a 27 miliardi di dollari per il 2026, resa nota a fine agosto, dopo che Zelensky aveva lanciato una campagna di pubbliche relazioni durata 40 giorni per fare pressione sulla Russia.
Ukraine has to show the IMF by November where $52.6 billion for the 2027 budget will come from. Confirmed so far: about $20 billion. Missing: $32.6 billion. They talk about the EU, guarantees, frozen Russian assets — and admit there is no ready decision. Zelenskyy is separately… pic.twitter.com/zti4NwiGUf
— Iuliia Mendel (@IuliiaMendel) September 26, 2026
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«L’Ucraina deve dimostrare al FMI entro novembre da dove proverranno i 52,6 miliardi di dollari necessari per il bilancio del 2027. Finora confermati: circa 20 miliardi. Mancano: 32,6 miliardi. Si parla di UE, garanzie, beni russi congelati, e si ammette che non c’è una decisione immediata. Zelens’kyj chiede separatamente altri 27 miliardi di dollari per colmare il deficit militare di quest’anno e afferma che non tutti i fondi sono stati erogati. I partner non li forniscono perché non ci sono riforme».
«Il governo ucraino non ha un vero piano. Solo la speranza che qualcun altro continui a pagare per una guerra che si rifiuta di porre fine. I soldati ucraini stanno compiendo sforzi quasi sovrumani solo per tenere a bada l’esercito russo. Ma Zelens’kyj, purtroppo, ha già perso questa guerra: moralmente, finanziariamente e minando la democrazia. E ora tutte le sue politiche sono suicide.
La campagna antirussa in corso ha innescato un’escalation, con Mosca che ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture e alla logistica ucraine legate alla difesa, compreso il porto di Odessa, snodo cruciale per le esportazioni agricole.
La Mendel ha aggiunto che i partner di Kiev «non danno denaro perché non ci sono riforme», alludendo all’UE e al FMI, che hanno segnalato i ritardi dell’Ucraina su tassazione, governance e corruzione.
«Il governo ucraino non ha un vero piano», ha scritto, sostenendo che la strategia di Kiev si limita a sperare che «qualcun altro continui a pagare per una guerra che si rifiutano di porre fine».
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«Zelens’kyj , purtroppo, ha già perso questa guerra: moralmente, finanziariamente e minando la democrazia. E ora tutte le sue politiche sono suicide».
La Mendel è stata addetta stampa di Zelens’kyj dal 2019 al 2021; da allora è diventata una critica ferma, accusando l’ex capo di aver trasformato l’Ucraina in una «versione più blanda» della Germania nazista. Questo mese il leader ucraino le ha inflitto sanzioni, compreso il congelamento dei beni.
Le è stato inoltre precluso l’accesso all’edificio del Parlamento Europeo, dove avrebbe dovuto intervenire a un evento organizzato dall’eurodeputato tedesco dell’AfD Hans Neuhoff. La Mendel ha collegato il diniego alle sanzioni ucraine, anche se il Parlamento Europeo non ha confermato i motivi. In un’intervista dello stesso mese ha detto di aver chiesto perdono a Dio per aver aiutato «questa feccia » a salire al potere in Ucraina.
La Mendel è stata debancarizzata e messa in una lista di sanzioni di Kiev dopo una sua prima intervista con Tucker Carlson in cui aveva raccontato il retroscena del potere zelenskiano. L’ex portavoce ha bissato con un’ulteriore podcast col Carlson questa settimana, dove ha dettagliato la situazione suicida del suo Paes.
Under Zelensky, Ukraine has descended into darkness. His former press secretary faces treason charges for daring to criticize him. She joins us with a
message for the tyrant.
0:00 The Censorship War in Ukraine
5:38 The Significant Decline of Ukraine’s Population
12:12 How Many… pic.twitter.com/57VSQnGRRy— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) September 25, 2026
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Immagine di Le Commissaire via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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