Geopolitica
Trump minaccia di «bombardare a morte» l’Oman
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di «bombardare senza pietà» l’Oman se questo raggiungerà un accordo separato con l’Iran sul controllo dello Stretto di Ormuzzo, nonostante il ruolo chiave dell’Oman come mediatore tra Washington e Teheran.
Oltre a mediare i colloqui tra Stati Uniti e Iran, i negoziatori omaniti hanno condotto negoziati paralleli con Teheran volti a stabilire una rotta sicura per la navigazione attraverso lo Stretto ormuzino. Secondo quanto riferito, l’Iran vorrebbe imporre delle tariffe per il transito sicuro dello stretto dopo un periodo transitorio, e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato lunedì ai giornalisti che l’Iran ha raggiunto un’intesa con l’Oman sulla questione.
Interrogato su questi colloqui tra Oman e Iran, Trump ha dichiarato a Fox News che «se l’Oman si mette di mezzo, li bombarderemo senza pietà».
Gli Stati Uniti respingono qualsiasi accordo che preveda l’imposizione di pedaggi da parte dell’Iran e Washington ha fatto intendere che non revocherà il blocco dei porti iraniani a meno che Teheran non rinunci a questa richiesta. Parlando a Nuova York venerdì, Trump ha affermato che la Repubblica islamica è stata «duramente sconfitta» e che presto «dichiarerà lo Stretto di Ormuzzo territorio degli Stati Uniti».
Un memorandum d’intesa firmato a giugno da Stati Uniti e Iran prevedeva un periodo di 60 giorni per porre fine al conflitto e riaprire lo stretto. Il memorandum è scaduto lunedì senza che si raggiungesse un accordo, e con entrambe le parti che minacciavano un’escalation.
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Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che l’Iran è pronto «ad inasprire le tensioni nello Stretto di Ormuzzo e nella regione circostante» se la diplomazia fallirà, e a lanciare «attacchi tempestivi e precisi» per rompere il blocco navale statunitense, se necessario. Trump non ha risposto direttamente a questa minaccia nei suoi commenti a Fox News, ma ha chiesto all’Iran di «alzare bandiera bianca».
In un post pubblicato sabato su X, il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha esortato Trump ad «accettare la realtà» che gli Stati Uniti hanno subito «sconfitte strategiche e pesanti».
«Lo Stretto di Ormuzzo è stato iraniano, è iraniano e rimarrà iraniano», ha scritto Gharibabadi, aggiungendo che la via navigabile «sarà chiusa e riaperta solo su comando dell’Iran».
Gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio hanno spinto Teheran a chiudere lo Stretto ormusino, con Washington che ha risposto imponendo un blocco navale dei porti iraniani. Il blocco ha interrotto il traffico attraverso uno dei corridoi energetici più importanti del mondo, facendo schizzare alle stelle i prezzi globali del petrolio, fino a 120 dollari al barile.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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