Nucleare
Trump: le scorte di uranio arricchito iraniano saranno «distrutte»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha delineato le sue opzioni preferite per lo smaltimento delle scorte di uranio arricchito dell’Iran, mentre i negoziatori si incontrano in Qatar per colloqui ad alto rischio.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di smantellare completamente il suo programma nucleare, mentre Teheran insiste sul fatto che l’arricchimento dell’uranio sia un suo diritto sovrano. I funzionari iraniani hanno negato di voler sviluppare armi nucleari.
«L’uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica islamica dell’Iran, distrutto sul posto o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l’energia atomica, o il suo equivalente, presente a questo processo e a questo evento», ha scritto Trump su Truth Social lunedì sera.
Domenica, la CBS News, citando un alto funzionario statunitense, ha riferito che l’Iran aveva accettato «in linea di principio» di smaltire il suo uranio arricchito. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha tuttavia dichiarato lunedì che i negoziati erano incentrati sulla fine del conflitto armato con gli Stati Uniti. «In questa fase, non stiamo discutendo di questioni nucleari», ha affermato.
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Le parti dovrebbero discutere della riapertura dello Stretto di Ormuzzo e del potenziale sblocco dei beni iraniani. Secondo quanto riportato dai media, le due parti sono vicine a estendere di altri 60 giorni la tregua annunciata l’8 aprile.
Secondo quanto riportato da Axios e Al Arabiya, la bozza di accordo che sarà discussa a Doha include l’impegno a negoziare il destino delle scorte di uranio arricchito dell’Iran nell’arco di 60 giorni.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato venerdì che l’Iran «non scenderà a compromessi sui suoi diritti» di nazione sovrana.
Funzionari iraniani avevano affermato, prima dei colloqui, che gli Stati Uniti avevano bisogno di ricostruire la fiducia dopo aver lanciato attacchi aerei contro l’Iran alla fine di febbraio, poco dopo un ciclo di negoziati mediati dall’Oman.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Cina
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Militaria
Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine
Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.
«Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.
Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.
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Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».
Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».
Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.
«L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».
Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.
Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Cina
La Cina: l’Iran ha un «legittimo diritto» al programma nucleare civile
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