Spirito
Predicatore sostiene che l’arcivescovo di Malta avrebbe impedito ai sacerdoti di criticare l’Islam
Un predicatore cristiano maltese ha affermato che i sacerdoti cattolici appoggiavano privatamente le sue critiche all’Islam, ma che sarebbero stati impediti di parlare pubblicamente dall’arcivescovo Charles Scicluna. Lo riporta LifeSite.
Il 12 maggio, il predicatore cristiano Jesrit Angel Camilleri ha dichiarato in un video pubblicato su Facebook dal Partito Conservatore maltese Ahwa Maltin che diversi sacerdoti cattolici locali lo avevano contattato privatamente per lodare la sua difesa pubblica del cristianesimo e la sua critica all’Islam. Allo stesso tempo, ha affermato che non potevano esprimersi apertamente perché monsignor Scicluna avrebbe proibito tali interventi.
Le dichiarazioni di Camilleri sono state poi riprese in un articolo pubblicato il 16 maggio da un blog locale, che ha collegato le accuse a precedenti controversie riguardanti il sostegno aperto dello Scicluna all’insegnamento religioso islamico nelle scuole maltesi.
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«Numerosi sacerdoti cattolici mi hanno contattato privatamente», ha affermato Camilleri nel video. Ha aggiunto che questi sacerdoti «volevano parlare pubblicamente, ma sarebbero stati impediti dal farlo dall’arcivescovo».
Non è stata ancora prodotta alcuna prova indipendente a sostegno dell’affermazione secondo cui ai sacerdoti sarebbe stato formalmente ordinato di non esprimersi pubblicamente contro l’Islam.
Nell’aprile del 2017, monsignor Scicluna si è mostrato aperto all’insegnamento religioso musulmano nelle scuole statali e confessionali per gli studenti musulmani. All’epoca, l’Imam Mohammed El Sadi aveva proposto che gli alunni musulmani delle scuole statali potessero ricevere un’educazione religiosa islamica in modo paragonabile all’insegnamento religioso cattolico.
Secondo un articolo pubblicato da MaltaToday il 5 aprile 2017, Scicluna ha accolto favorevolmente la proposta, affermando che l’inclusività fa parte dell’etica della Chiesa cattolica. Il giornale ha riportato che la reazione dell’arcivescovo ha sorpreso persino El Sadi in persona.
«Sono rimasto sorpreso dalla sua nobile approvazione del diritto degli studenti musulmani a studiare l’Islam nelle scuole statali», ha dichiarato El Sadi a MaltaToday all’epoca. Ha anche affermato di essere rimasto «sbalordito» dalla disponibilità di Scicluna a prendere in considerazione l’istruzione islamica per gli studenti musulmani che frequentano le scuole confessionali.
Secondo MaltaToday, la proposta ha suscitato critiche tra alcuni genitori maltesi e amministratori di scuole cattoliche. I critici sostenevano che gli istituti scolastici cattolici dovrebbero rimanere incentrati sul cristianesimo piuttosto che facilitare l’insegnamento di altre religioni. La controversia si è intensificata dopo che una petizione online che chiedeva la rimozione di Scicluna avrebbe raccolto più di 2.000 firme in otto giorni.
Lo stesso articolo del 2017 affermava che l’allora ministro dell’Istruzione maltese, Evarist Bartolo, aveva «accolto con cautela» la proposta, sottolineando tuttavia che, «come nel caso dei corsi di religione cattolica o di etica, questi insegnamenti sull’Islam sarebbero stati riservati solo a coloro che ne avessero fatto esplicita richiesta e non sarebbero stati obbligatori per tutti gli studenti».
Il Bartolo ha inoltre affermato che qualsiasi programma di studi islamici richiederebbe l’approvazione del Ministero dell’Istruzione e dovrebbe essere conforme all’ordinamento costituzionale maltese, agli standard in materia di diritti umani e ai principi democratici.
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In seguito alla controversia, Scicluna ha risposto pubblicamente affermando che la sua proposta «non ha nulla a che fare con l’Islam». Nel tentativo, a quanto pare, di placare gli animi, il Times of Malta ha riportato che Scicluna «sarebbe favorevole all’istruzione religiosa dei bambini musulmani nelle scuole confessionali, considerandola sia una questione di libertà religiosa che un diritto umano».
Scicluna è arcivescovo di Malta dal 2015. Negli anni precedenti si era fatto conoscere a livello internazionale per il suo lavoro in Vaticano sulle indagini sugli abusi del clero, prima di tornare a Malta per guidare la Chiesa locale per volontà di papa Francesco. Il dibattito sull’Islam e sull’educazione religiosa a Malta si è intensificato durante gli anni 2010, in concomitanza con i cambiamenti demografici del Paese e l’aumento dei residenti stranieri, compresa la crescita delle comunità musulmane.
Malta è diventata meta di massicci flussi migratori provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, in quanto tappa intermedia nel percorso verso l’Europa continentale, in particolare Italia, Germania e Francia.
Come riportato da iRenovatio 21, nel 2024 l’arcivescovo maltese Scicluna offre una messa di anniversario per un gruppo LGBT.
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Immagine di Anton Zelenov via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.
Spirito
Mons. Viganò: ecco la perversione della chiesa sinodale
Bernardin fu intimo di Theodore McCarrick, che alla sua morte lo definì «sacerdote buono e santo» e «caro amico», fu tra i primi a essere avvertito delle lettere che preannunciavano lo scandalo di McCarrick e ne condivise l’ambiente. A queste amicizie si aggiungono le accuse di aggressione sessuale mosse da James Grein, vittima dello stesso McCarrick, relative a un episodio del 1977 sul lago di Ginevra, nonché le testimonianze e i documenti interni che lo indicano coinvolto in pratiche sataniste, con rito di profanazione dell’Eucarestia e abusi rituali. Tutto questo viene omesso o taciuto mentre si propone Bernardin come modello. La stessa logica presiede alla canonizzazione informale di altri personaggi non meno turpi. Si pensi a don Lorenzo Milani, elevato a icona della pedagogia progressista e della disobbedienza selettiva. Le sue lettere – quelle che un certo linguaggio «franco e crudo» non riesce a riscattare – contengono espressioni di una indecente volgarità e di una ambiguità che rivelano la corruzione della volontà e dei costumi: frasi in cui l’«amore» per i ragazzi viene declinato con riferimenti espliciti, mascherate da paradosso o da iperbole. Questo è il sintomo di un intelletto pervertito che la chiesa conciliare e sinodale ha preferito elevare a maestro piuttosto che condannare. La chiesa conciliare e sinodale si riconosce precisamente da questi «santi» che si sceglie: non i martiri e i confessori della Fede, ma i promotori dell’errore, i complici delle reti di abuso, i maestri di una pedagogia che dissolve l’autorità e la purezza. Invece di condannare l’iniquità, la celebra e la istituzionalizza. Quando l’autorità visibile eleva a modello chi ha operato contro il Depositum fidei e contro la legge naturale, essa cessa di trattenere il mistero dell’iniquità e ne diventa il principale veicolo. Non ratifichiamo questa operazione dell’errore. Rimaniamo saldi nella Tradizione che i veri Santi hanno custodito, e che i falsi santi hanno tradito. + Carlo Maria Viganò Arcivescovo Renovatio 21 offre questa lettera di monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.La chiesa sinodale si riconosce dai “santi” che si sceglie.
Nel fine settimana appena trascorso, tra Tonadico, Primiero, Rovereto e Trento, la gerarchia post-bergogliana ha celebrato con solennità il trentesimo anniversario della morte del cardinale Joseph Bernardin, esaltandolo — per voce del suo successore a Chicago, Blase Cupich, e attraverso gli organi ufficiali della Santa Sede — come “esempio attuale per la Chiesa e il mondo”. Non è un episodio isolato: è la prosecuzione, in mille maniere, dell’esaltazione sistematica di quei figuri del postconcilio i quali, pervertiti nell’intelletto e corrotti nella volontà e nei costumi, hanno contribuito a demolire la Fede e la morale cattolica. Bernardin fu l’architetto della cosiddetta “etica coerente della vita”, quella tunica inconsutile che equipara l’aborto ad altre questioni sociali, fornendo per decenni copertura ai politici sedicenti cattolici che votavano la morte dei nascituri. Bernardin fu intimo di Theodore McCarrick, che alla sua morte lo definì “sacerdote buono e santo” e “caro amico”, fu tra i primi a essere avvertito delle lettere che preannunciavano lo scandalo di McCarrick e ne condivise l’ambiente. A queste amicizie si aggiungono le accuse di aggressione sessuale mosse da James Grein, vittima dello stesso McCarrick, relative a un episodio del 1977 sul lago di Ginevra, nonché le testimonianze e i documenti interni che lo indicano coinvolto in pratiche sataniste, con rito di profanazione dell’Eucarestia e abusi rituali. Tutto questo viene omesso o taciuto mentre si propone Bernardin come modello. La stessa logica presiede alla canonizzazione informale di altri personaggi non meno turpi. Si pensi a don Lorenzo Milani, elevato a icona della pedagogia progressista e della disobbedienza selettiva. Le sue lettere — quelle che un certo linguaggio “franco e crudo” non riesce a riscattare — contengono espressioni di una indecente volgarità e di una ambiguità che rivelano la corruzione della volontà e dei costumi: frasi in cui l’“amore” per i ragazzi viene declinato con riferimenti espliciti, mascherate da paradosso o da iperbole. Questo è il sintomo di un intelletto pervertito che la chiesa conciliare e sinodale ha preferito elevare a maestro piuttosto che condannare. La chiesa conciliare e sinodale si riconosce precisamente da questi “santi” che si sceglie: non i martiri e i confessori della Fede, ma i promotori dell’errore, i complici delle reti di abuso, i maestri di una pedagogia che dissolve l’autorità e la purezza. Invece di condannare l’iniquità, la celebra e la istituzionalizza. Quando l’autorità visibile eleva a modello chi ha operato contro il Depositum fidei e contro la legge naturale, essa cessa di trattenere il mistero dell’iniquità e ne diventa il principale veicolo. Non ratifichiamo questa operazione dell’errore. Rimaniamo saldi nella Tradizione che i veri Santi hanno custodito, e che i falsi santi hanno tradito. https://t.co/q7imr2rVQ0 — Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) October 20, 2026
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Spirito
La suora nominata da Leone XIV ribadisce che le donne «potrebbero sentire la chiamata al sacerdozio»
Suor Mary Teresa Barron, NSA, che papa Leone XIV ha recentemente nominato segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha nuovamente suggerito che le donne potrebbero essere chiamate ad essere «ordinate» come sacerdoti, contraddicendo l’insegnamento cattolico. Lo riporta LifeSite.
La suora, attualmente superiora generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, durante un’intervista rilasciata a EWTN News il 20 ottobre, ha ribadito le precedenti affermazioni errate fatte durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024, secondo cui le donne «possono sentire la chiamata al sacerdozio». Suor Barron ha anche falsamente affermato che alcune sante avrebbero sentito questa «chiamata» al sacerdozio.
«Chi sono io per dire se la porta è aperta o chiusa (alle “donne sacerdotesse”)?» ha detto la suora a EWTN News. «Oggi le donne possono sentire la chiamata al sacerdozio. Anche alcune delle grandi sante hanno sentito quella chiamata. Quindi, per me, la domanda è: come possiamo noi, all’interno della Chiesa, facilitare questo discernimento?»
«Cosa facciamo come Chiesa per accompagnare questo discernimento e capire se, sì, è questa la chiamata dello Spirito a tutta la Chiesa in questo momento?», ha aggiunto. Poi, «nel discernimento, alla fine c’è sempre una scelta. O sì o no».
Nella sua lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis del 1994, papa Giovanni Paolo II ha ribadito il perenne insegnamento della Chiesa secondo cui è impossibile per le donne ricevere validamente il sacramento dell’Ordine sacro: «Pertanto, affinché ogni dubbio sia dissipato riguardo a una questione di grande importanza, che riguarda la costituzione divina stessa della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermazione dei fratelli (cfr. Lc 22,32) dichiaro che la Chiesa non ha alcuna autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne e che questo giudizio deve essere definitivamente accettato da tutti i fedeli della Chiesa».
Durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024 nella Città del Vaticano, suor Barron ha affermato che non dovremmo considerare la questione dell’ordinazione delle donne in termini di possibilità di ordinazione «da un punto di vista teologico o canonico».
«Credo che dobbiamo affrontare la questione soprattutto dal punto di vista dello Spirito. “Lo Spirito sta chiamando le donne?” Perché alcune donne sentono una chiamata al sacerdozio o al diaconato», ha affermato, secondo quanto riportato da EWTN News.
«Credo che uno degli appelli di questo sinodo sia quello di condividere le possibilità che si aprono alle donne per quanto riguarda la governance e i ruoli di leadership all’interno della Chiesa, e ci sono molte buone pratiche in tutto il mondo», ha dichiarato a un giornalista all’epoca. «Ma noi cattolici siamo molto ignari delle possibilità che esistono».
La suora assumerà il suo nuovo incarico di segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione il 4 gennaio 2027. In questo ruolo, la Barron sarà presidente delle Pontificie Opere Missionarie.
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Spirito
Hong Kong, confermata in appello la condanna del cardinale Zen
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