Politica
Paesi Bassi e Ungheria premono per designare Antifa come organizzazione terroristica
I leader politici di Paesi Bassi e Ungheria stanno promuovendo proposte per classificare Antifa come gruppo terroristico, sulla scia delle indicazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha suggerito un’iniziativa simile negli Stati Uniti.
«Il Parlamento olandese vota a favore della proposta del mio partito di dichiarare Antifa un’organizzazione terroristica», ha dichiarato Thierry Baudet, fondatore del partito Forum voor Democratie (FvD), in un post del 19 settembre su X.
«Basta! L’organizzazione terroristica violenta e criminale Antifa, con sezioni in tutto il mondo, sarà finalmente messa fuorilegge nei Paesi Bassi. Questo è solo l’inizio».
JUST IN: Dutch Parliament votes in favour of my party’s proposition to declare Antifa a terrorist organisation. Enough is enough! The violent and criminal terrorist organisation that is Antifa, with chapters all over the world, will finally be OUTLAWED in the Netherlands. This… https://t.co/ZuOWd6msWh
— Thierry Baudet (@thierrybaudet) September 18, 2025
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In un post del 19 settembre, il membro della Camera dei rappresentanti dei Paesi Bassi, Geert Wilders, ha condiviso una richiesta presentata alla Camera per designare Antifa come organizzazione terroristica nel paese.
La richiesta evidenzia che gli Stati Uniti avrebbero già deciso in tal senso e avverte che le cellule del gruppo «sono attive anche nel nostro Paese, e si impegnano regolarmente in linguaggio scurrile, minacce, intimidazioni agli abitanti delle città e ai giornalisti, e non esitano a ricorrere alla violenza».
Il 19 settembre, Zoltan Kovacs, Segretario di Stato ungherese per la Comunicazione e le Relazioni Internazionali, ha pubblicato su X un video in cui il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán esprime il desiderio di classificare Antifa come gruppo terroristico.
«Sono soddisfatto della decisione del presidente degli Stati Uniti e prenderò l’iniziativa di fare lo stesso qui in Ungheria», ha detto Orban. «Antifa è un’organizzazione terroristica. Sono arrivati in Ungheria, hanno picchiato persone pacifiche per strada, ne hanno picchiate alcune a morte, e poi sono diventati eurodeputati, e da lì hanno fatto la predica all’Ungheria sullo stato di diritto.» «Eurodeputato» si riferisce a un membro del Parlamento europeo. Nel video non ha specificato l’affiliazione di alcun eurodeputato ad Antifa.
«Anche in Ungheria è giunto il momento che organizzazioni come Antifa vengano classificate come organizzazioni terroristiche, seguendo l’esempio americano», ha aggiunto Orban.
Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca del 15 settembre, a Trump è stato chiesto dell’assassinio del commentatore conservatore statunitense Charlie Kirk e se avrebbe definito Antifa un’organizzazione terroristica.
«È qualcosa che farei, sì, se avessi il sostegno della gente qui dietro», ha detto Trump, riferendosi ai funzionari presenti, tra cui il Procuratore Generale Pam Bondi. «Lo farei al 100%», ha aggiunto, definendo Antifa «terribile».
Secondo il governatore dello Utah Spencer Cox e il direttore dell’FBI Kash Patel, il sospettato dell’assassinio, Tyler Robinson, avrebbe aderito a ideologie di sinistra negli ultimi anni.
In un post del 18 settembre su Truth Social, Trump ha ribadito la sua posizione.
«Sono lieto di informare i nostri numerosi patrioti statunitensi che sto designando Antifa, un disastro malato, pericoloso e di estrema sinistra, come una delle principali organizzazioni terroristiche. Raccomanderò inoltre con forza che coloro che finanziano Antifa siano indagati a fondo, in conformità con i più elevati standard e prassi legali», ha scritto il presidente, in parte in stampatello.
Il 17 settembre, durante l’incontro di Trump con la famiglia reale britannica al Castello di Windsor, membri di Antifa si sono radunati fuori dal castello, scandendo lo slogan «Charlie’s in a box».
Nel frattempo, i legislatori democratici hanno annunciato l’intenzione di presentare il No Political Enemies (NOPE) Act per contrastare quello che hanno definito un attacco dell’amministrazione alla libertà di parola, secondo una dichiarazione del 18 settembre dell’ufficio della deputata democratica della Pennsylvania Chrissy Houlahan.
«L’annuncio fa seguito alle minacce del presidente Trump, del vicepresidente JD Vance, del procuratore generale Pam Bondi e del vice capo dello staff della Casa Bianca Stephen Miller di usare la tragica sparatoria di Charlie Kirk come giustificazione per usare come arma il governo federale per perseguire individui e organizzazioni di sinistra che non sono in linea con l’agenda politica di Trump», si legge nella dichiarazione.
«Questo disegno di legge riaffermerebbe il diritto alla libertà di parola, tutelato dalla Costituzione, e stabilirebbe tutele chiare e applicabili per scoraggiare gli abusi, dare potere a individui e organizzazioni di difendersi e creare una significativa responsabilità.»
A gennaio, la deputata americana della Georgia Marjorie Taylor Greene ha presentato una risoluzione alla Camera per designare Antifa come organizzazione terroristica nazionale.
Il disegno di legge invita il Dipartimento di Giustizia a «utilizzare tutti gli strumenti e le risorse disponibili» per contrastare la diffusione del terrorismo interno perpetrato da Antifa. Il provvedimento è stato deferito alla Commissione Giustizia della Camera.
Trump aveva già proposto di classificare Antifa come organizzazione terroristica nel 2020. Secondo l’ex procuratore generale William Barr, Antifa era presente in alcune delle proteste violente seguite alla morte di George Floyd.
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Immagine di Oompje via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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