Geopolitica
Orban: il conflitto in Ucraina potrebbe essere «più lungo e più brutale»
Il conflitto in Ucraina potrebbe protrarsi e diventare ancora più brutale, ha avvertito il Primo Ministro ungherese Viktor Orban.
Il premier magiaro citato una profonda frattura tra Stati Uniti e Unione Europea su come porvi fine. Le recenti attività militari suggeriscono un’escalation piuttosto che una spinta verso la pace, ha aggiunto.
Mosca e Kiev hanno tenuto due round di colloqui di pace diretti nelle ultime tre settimane, che hanno portato a diversi accordi, come lo scambio di prigionieri su larga scala. Tuttavia, i colloqui sono stati seguiti da intensi attacchi di droni ucraini, che secondo la Russia miravano a sabotare gli sforzi di pace. La Russia ha risposto con attacchi di ritorsione contro obiettivi infrastrutturali militari in Ucraina.
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«Le azioni militari degli ultimi giorni indicano che la guerra sarà più lunga e brutale», ha dichiarato Orban in un post sui social media lunedì. Ha affermato che le divisioni all’interno della NATO stanno peggiorando la situazione, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che spinge per la pace e i «falchi della guerra» dell’UE che vogliono che il conflitto continui.
«Dobbiamo affrontare il fatto che l’unità transatlantica si è disgregata», ha affermato Orban, sostenendo che «non c’è mai stato un divario così grande» tra le forze pro-pace e quelle pro-guerra all’interno del blocco militare.
Orban ha affermato che l’Ungheria respinge l’approccio militarista dell’UE e «resterà dalla parte della pace», anche se ciò dovesse portare a «un dibattito più acceso con i burocrati di Bruxelles, intenzionati a continuare la guerra».
L’Ungheria si è ripetutamente scontrata con Bruxelles sulla politica ucraina dell’UE. Orban ha condannato il sostegno finanziario e bellico dell’Unione a Kiev, e ha promosso iniziative di pace indipendenti. Ha anche espresso un forte sostegno agli sforzi di Trump per mediare tra Kiev e Mosca. In un post separato di lunedì, Orban ha suggerito che solo un accordo tra Stati Uniti e Russia potrebbe portare alla pace.
«È un errore pensare che la pace possa arrivare come risultato di un negoziato russo-ucraino. Non accadrà mai», ha dichiarato Orbán. «L’unico modo per fare la pace è un accordo russo-americano. E non solo sul conflitto… ma su commercio, energia, investimenti».
Come riportato da Renovatio 21, Orban si è schierato contro l’ingresso dell’Ucraina nella UE, affermando che ciò non farebbbe altro che prolungare le ostilità tra Mosca e Kiev e rischierebbe di trascinare l’Unione nel conflitto, sottolineando che l’Occidente ha di fatto perso la guerra per procura contro Mosca.
Come riportato da Renovatio 21, Orban aveva dichiarato che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno fornito oltre 300 miliardi di dollari in aiuti finanziari e assistenza militare a Kiev dall’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha rivelato che la leadership ucraina ha rifiutato una richiesta di telefonata da parte di Orban e lo ha fatto in un modo che è «del tutto senza precedenti nella diplomazia».
Il primo ministro magiaro, che da mesi chiede un cessate il fuoco e l’avvio di processi di pace venendo respinto dalla UE, ha definito il piano ucraino «più che terrificante». L’Orban ha dichiarato che la UE potrebbe fermare il conflitto ucraino in 24 ore, ma vi è una guerra per procura dell’Occidente alla Russia per impadronirsi delle sue risorse.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa un consigliere omonimo di Orban ha dichiarato che il piano di Zelens’kyj è «la via più rapida per una guerra mondiale».
Negli scorsi mesi Kiev e Budapest si sono scambiate accuse di spionaggio.
Russia e Ucraina si sono scambiate memorandum proponendo soluzioni per la risoluzione del conflitto durante il secondo round di colloqui di lunedì, sebbene, secondo i testi pubblicati online, le loro richieste chiave rimangano in disaccordo. Entrambe le parti stanno ora esaminando le rispettive proposte.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0), immagine tagliata.
Geopolitica
Ministro israeliano sionista chiede l’annessione del Libano meridionale
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In a documentary produced by Arte TV channel, Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich advocates for a Jewish state and says it is written that “the future of Jerusalem is to expand to Damascus”#WARonHUMANITY pic.twitter.com/ADdeyokH8i
— TRT World (@trtworld) October 10, 2024
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Geopolitica
l’Iran vorrebbe il cattolico JD Vance come negoziatore statunitense al posto degli ebrei Witkoff e Kushner
Secondo quanto riportato dalla CNN, che cita alcune fonti, l’Iran avrebbe comunicato agli Stati Uniti di non voler collaborare con l’inviato speciale Steve Witkoff e con il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, preferendo invece colloqui con il vicepresidente JD Vance.
Secondo la CNN, l’Iran ha espresso diffidenza nei confronti di Witkoff e Kushner a causa del fallimento dei precedenti contatti prima dell’inizio dell’operazione militare israelo-americana. Vance, a sua volta, sarebbe considerato dall’Iran un politico interessato a raggiungere un cessate il fuoco.
Lunedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi negli ultimi due giorni. Ha aggiunto di aver dato istruzioni al Pentagono di rinviare di cinque giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
Il ministero degli Esteri iraniano ha negato che i colloqui abbiano avuto luogo, affermando di aver ricevuto solo messaggi in cui Washington esprimeva la volontà di avviare un dialogo.
JD Vance è un cattolico convertito. Cresciuto in una famiglia di origini scozzesi-irlandesi con influenze protestanti evangeliche e un’infanzia segnata dal caos familiare, da giovane si dichiarò ateo, influenzato da autori come Christopher Hitchens e Sam Harris.
Durante gli studi di legge iniziò un percorso di ricerca spirituale. Fu attratto dal cattolicesimo grazie alle letture di Sant’Agostino, René Girard (il filosofo del sacrificio, maestro del suo mentore nel Venture Capital, Peter Thiel) e a conversazioni con frati domenicani. Nel 2019, a 35 anni, ha ricevuto il battesimo e la prima comunione nella chiesa domenicana di St. Gertrude a Cincinnati.
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Come riportato da Renovatio 21, il vicepresidente Vance l’anno passato criticò papa Francesco per le restrizione alla Messa in Latino. A inizio anno, dinanzi alle masse della March for Life, ha paragonato l’aborto al sacrifizio umano pagano, una posizione che aveva ribadito anche mesi prima.
Vance ha descritto la conversione come «entrare nella resistenza», un approdo intellettuale e morale che lo ha aiutato a gestire la rabbia, perdonare e dare priorità alla famiglia. La moglie Usha, di fede induista, lo ha sostenuto in questo cammino. Secondo alcuni oggi la sua fede cattolica influenza profondamente il suo pensiero politico, con enfasi sulla dottrina sociale della Chiesa e sul bene comune.
Jared Kushner e Steve Witkoff sono entrambi ebrei. Kushner proviene da una famiglia di ebrei ortodossi moderni. Cresciuto osservante, ha frequentato una yeshiva (una scuola rabbinica), mantiene una casa kosher e osserva lo Shabbat. Ha sposato Ivanka Trump, figlia prediletta del presidente USA, che si è convertita all’ebraismo ortodosso prima del matrimonio.
Steve Witkoff è pure ebreo di nascita, figlio di genitori ebrei. Si definisce ebreo più in senso spirituale e culturale che strettamente religioso, pur essendo un forte sostenitore di Israele. Ha partecipato a eventi ebraici e ha donato per cause pro-Israele. Secondo il racconto pubblico, la sua vita è stata fortemente segnata dalla morte del figlio per overdose.
Entrambi rappresentano figure chiave nell’amministrazione Trump con radici ebraiche.
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Cuba si prepara ad una possibile invasione statunitense
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