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«Non c’è compagno di squadra migliore di Israele»: parla l’ammiraglio USA al vertice del Comando Centrale
L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ha elogiato Israele e gli stati arabi che ospitano basi americane, definendoli alleati «eccezionali» nella guerra contro l’Iran. Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui si parla di un possibile secondo round di colloqui di pace questa settimana, in vista della scadenza, prevista per mercoledì, della tregua di due settimane.
Durante una conferenza stampa con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth al Pentagono giovedì, Cooper ha elogiato Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti definendoli «compagni di squadra eccezionali».
«E non c’è stato compagno di squadra migliore di Israel», ha aggiunto Cooper. «Insieme, le quattro migliori forze aeree del mondo – l’aeronautica israeliana, l’aeronautica statunitense e le forze aeree della Marina e del Corpo dei Marines degli Stati Uniti – hanno raggiunto e superato ripetutamente i propri obiettivi militari», ha affermato Cooper.
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L’ammiraglio ha ricordato di aver incontrato il capo di stato maggiore israeliano, il tenente generale Eyal Zamir, alla fine del mese scorso per garantire che i due Paesi rimanessero «strettamente allineati».
Democratici e alcuni repubblicani, così come l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense Joe Kent, hanno sostenuto che il presidente americano Donald Trump sia stato pressato da Israele per lanciare la guerra contro l’Iran. Funzionari iraniani, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, hanno interpretato il conflitto come un tradimento da parte di Trump della sua agenda «America First» a favore di «Israel First».
Parlando al fianco di Cooper, Hegseth ha negato che la guerra fosse stata «imposta» a Trump da Israele. «Il presidente Trump prende le sue decisioni in merito agli interessi di questo Paese e alla loro difesa, e poi collabora con alleati e partner, in questo caso Israele, che ha molta volontà e molte capacità, di cui siamo grati», ha affermato.
Il Kent, che si è dimesso dal suo incarico il mese scorso per protestare contro la guerra, ha affermato che le agenzie di Intelligence non sono state in grado di confermare l’affermazione di Trump secondo cui l’Iran starebbe perseguendo lo sviluppo di armi nucleari.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Comunicato della Casa Generalizia FSSPX: il ricorso contro il decreto di scomunica prosegue a Roma
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Dirigente transessuale del New York Times accusata di maltrattamenti di minori prima di essere uccisa
Un dirigente transgender del New York Times, ucciso secondo le accuse dai suoceri lo scorso fine settimana in California, risultava denunciato per maltrattamenti su minori nel quadro di una aspra lite familiare, come emerge da atti giudiziari resi noti di recente.
Jonathan McKinsey, 40 anni, responsabile dell’ingegneria per NYT Games, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco sabato in un complesso sportivo a Est di San Francisco. La polizia ha fermato i suoceri, Shouyong Zhang e Shili Chen, entrambi settantenni, nei pressi della scena con l’accusa di omicidio.
I due sono in carcere senza cauzione e compariranno in udienza mercoledì. Le forze dell’ordine hanno detto che McKinsey è stato scelto come obiettivo in modo deliberato, senza però collegare l’omicidio alla controversia familiare.
I fatti sono accaduti una settimana prima di un’udienza già fissata nel contenzioso di divorzio e affidamento tra McKinsey e la moglie Candice Jang, secondo gli atti del tribunale citati dall’agenzia Associated Press.
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Il giornale sanfranciscano Mercury News, sulla base di documenti giudiziari, riporta che McKinsey ha effettuato la transizione da donna a uomo nel 2010. Gli stessi atti indicano che McKinsey e Jang erano già in una relazione intima mentre lui seguiva le cure mediche per la transizione. In seguito si sono sposati e hanno avuto tre figli.
Non risultano informazioni pubbliche su come la coppia abbia avuto i figli né su chi abbia portato avanti la gravidanza. Una coppia formata da un uomo transgender e una donna biologica avrebbe bisogno di sperma di donatore per concepire. A seconda dei casi, uno dei due potrebbe fornire l’ovulo e sostenere la gravidanza.
Lo scontro legale è stato segnato da accuse reciproche di abusi. Jang ha attribuito a McKinsey anni di violenze verso di lei e verso i figli. McKinsey è stato accusato di due reati minori di maltrattamento di minori per aver presumibilmente colpito in faccia il figlio di sei anni e per aver lasciato un altro bambino, allora di due anni, solo in casa mentre faceva la spesa. Si è dichiarato non colpevole di entrambe le imputazioni e ha chiesto l’ammissione a un programma di riabilitazione per problemi di salute mentale.
McKinsey, dal canto suo, ha chiesto un’ordinanza restrittiva contro Jang. Ha sostenuto che lei aveva tentato di rimuovere i tubi medici dal suo corpo dopo un intervento di transizione e che in seguito l’aveva colpita con una padella. Ha anche dichiarato che il suocero l’aveva presa a pugni mentre si stava riprendendo da una doppia mastectomia e che la suocera aveva rivolto insulti omofobi a lui e a uno dei figli.
Il caso si colloca in un più ampio mutamento dell’opinione pubblica statunitense sulle questioni transgender. Dopo il ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha revocato le tutele sull’identità di genere introdotte sotto Biden, ha disposto che il governo federale riconosca solo due sessi biologici e ha avviato lo smantellamento dei programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), anche se il New York Times ha mantenuto le proprie politiche in materia.
È cambiato anche il clima nell’opinione pubblica: un sondaggio Pew del 2025 ha registrato un crescente sostegno alle restrizioni per le persone transgender, pur restando maggioritario il favore per le tutele contro la discriminazione.
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Immagine di Haxorjoe via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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I tempi di consegna del petrolio saudita in Asia potrebbero raddoppiare
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