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Il famoso chiosco Nathan’s Hot Dog viene venduto per 450 milioni di dollari: fu teatro dell’ascesa di Takeru Kobayashi
Nathan’s Famous, nata più di un secolo fa come semplice chiosco di hotdog a 5 centesimi a Coney Island, spiaggia nei pressi di Nuova York, è stata acquisita dal colosso della carne confezionata Smithfield Foods per 450 milioni di dollari in un’operazione interamente in contanti, hanno annunciato mercoledì le due società.
Smithfield, che dal 2014 detiene già i diritti di produzione e distribuzione dei prodotti Nathan’s negli Stati Uniti, in Canada e nei Sam’s Club in Messico, acquisterà tutte le azioni in circolazione di Nathan’s al prezzo di 102 dollari ciascuna.
Come gran parte delle aziende del settore alimentare, anche Nathan’s ha subito una forte pressione inflazionistica: nell’ultimo trimestre i costi dei prodotti a marchio Nathan’s sono aumentati del 27% rispetto all’anno precedente, secondo quanto riportato dall’azienda in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense. In particolare, il costo medio per libbra di hotdoggo è salito del 20%.
Nathan Handwerker aprì il primo chiosco Nathan’s a Coney Island nel 1916 grazie a un prestito di 300 dollari. Negli anni successivi la famiglia Handwerker aprì alcuni altri punti vendita a New York; nel 1987 l’attività fu ceduta a investitori esterni e il marchio si è poi sviluppato soprattutto in franchising. Il ristorante sorge esattamente nello stesso lotto dove Handwerker aprì il primo chiosco.
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Nell’anno fiscale 2025 Nathan’s ha riportato un utile netto di 24 milioni di dollari su un fatturato di circa 150 milioni di dollari. L’acquisizione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026.
Sebbene la prima gara ufficialmente registrata risalga al 1972, Nathan’s sostiene che competizioni informali abbiano avuto luogo fin dall’anno di apertura del chiosco, all’inizio del XX secolo. L’edizione del 2025 sarà quindi considerata la 103ª.
Secondo una delle spiegazioni, lo hot dog si chiama così perché il nome deriva dalla somiglianza del würstel con un cane bassotto (in tedesco dachshund) e dal fatto che viene servito «hot» (caldo); la versione più popolare racconta di un vignettista che, non sapendo scrivere «dachshund sausage», disegnò un bassotto nel panino, etichettandolo «hot dog».
Nathan’s Famous gode negli Stati Uniti di una presenza culturale enorme, legata sia alla sua lunga storia sia alla celebre – e discussa – gara annuale di mangiatori dello hotdog che si tiene ogni 4 luglio nel locale originario di Coney Island. Qui concorrenti da tutto il mondo si sfidano per vedere chi riesce a consumare più hotdog e panini in dieci minuti.
L’americano Joey Chestnut detiene il record attuale: lo scorso anno ha divorato 70,5 hotdogghi e panini. Chestnut ha vinto 17 delle ultime 19 edizioni, stabilendo il primato assoluto nel 2021 con 76 hotdogghi e panini consumati.
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Tuttavia la gara è nota anche come il teatro dell’ascesa del vero grande unico campione del competitive eating, l’insaziabile gastroatleta nipponico Takeru Kobayashi.
Il Kobayashi, nato il 15 marzo 1978 a Nagano, in Giappone, divenne una leggenda mondiale delle gare di cibo grazie alle sue straordinarie performanze alla Nathan’s Famous Hot Dog Eating Contest di Coney Island. Prima del 2001, la gara – disputata ogni 4 luglio a Brooklyn, New York – era dominata da mangiatori locali con record modesti: circa 20-25 hot dog in 12 minuti.
Il Kobayashi, allora 23enne studente universitario con poca esperienza internazionale, al suo debutto sconvolse l’intero ecosistema di mangiatori professionali di hotdogghi e non solo. Con una tecnica rivoluzionaria (spezzava i panini, immergeva nel liquido per ammorbidirli e usava rapidi movimenti di mascella), divorò 50 hotdogghi con relativi panini in soli 12 minuti, quasi raddoppiando il record precedente (25½ di Donald Wolf nel 1991).
Il pubblico neoeboraceno rimase sbalordito: gli organizzatori finirono i cartelli numerati. Quella vittoria segnò l’inizio di un dominio assoluto: Kobayashi vinse sei edizioni consecutive (2001-2006), alzando progressivamente l’asticella fino a 53¾ hot dog nel 2006.
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Kobe, come aveva preso a chiamarlo il pubblico adorante, si presentava ogni anni sempre più in forma, e con tecniche sempre più nuove, come il «kobayashi shake», una elegante mossa del torso per spingere il cibo giù per l’esofago e le budella intasate.
Gli americani, tuttavia, che da Paese più obeso del mondo volevano mantenere il primato nelle discipline della cibazione, reagirono alla supremazia del giapponese non sempre con onestà. In una sfida televisiva misero contro Kobayashi un terrificante orso grizzly, che ruggiva sotto la bandiera a stelle e strisce.
In un’edizione controversa della disputa hotdogga di Coney Island, a Kobe non fu permesso di gareggiare, nonostante la folla lo acclamasse e fu persino arrestato . «Let me eat» disse il campione mentre veniva portato via dalle forze di sicurezza.
La sua presenza trasformò la gara da evento folcloristico in fenomeno globale, attirando televisioni e sponsor. L’ascesa di Kobayashi non fu solo fisica, ma culturale: dimostrò che con allenamento estremo, tecnica e mentalità si potevano abbattere limiti ritenuti insuperabili. Anche dopo la fine del suo regno – fu battuto dal Chestnut, un americano medio senza tecniche speciali, nel 2007 – il suo record del 2001 rimane un punto di riferimento epocale nella storia delle competizioni mangerecce.
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Le sue capacità si estesero quindi alla pizza, che consumava con rapidità fulminea grazie a tecniche di piegamento derivate certamente dall’origami, nonché al caffelatte, al latte ai sandwicci, hamburgherri, tacos, alle uova e a tanti altri cibi.
I video dei suoi allenamenti in Hokkaido, con un cuoco che gli porta da mangiare pure un kakigori (tipo di gelato giapponese) fatto con un metro di neve, rimangono nella leggenda di questo grande, ineffabile, impareggiabile campione sportivo.
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Immagine Djoser via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Migliaia di brasiliani hanno votato «six-seven» alle ultime elezioni
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Pope Leo does the ‘67’ meme in new video. pic.twitter.com/nnaPtFa36L
— Pop Base (@PopBase) May 17, 2026
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Donna ebbra commette atti osceni autogeni in volo: indaga l’FBI
Una donna del Maryland è stata arrestata nel sud della Florida il mese scorso dopo essere stata sorpresa a masturbarsi su un volo in evidente stato di ebbrezza, secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo di Miami-Dade. Lo riporta la testata locale News 6.
In un rapporto sull’incidente gli agenti hanno affermato di essere stati chiamati per un «disturbo» su un aereo appena atterrato all’aeroporto internazionale di Miami la notte dell’11 settembre.
Secondo quanto riportato, il volo era decollato da Baltimora, ma circa 20 minuti dopo il decollo, un’assistente di volo ha appreso che una passeggera, identificata come una signora di 46 anni, si era tolta i pantaloni e aveva iniziato a masturbarsi emettendo quelli che sono stati definiti come «suoni inappropriati», che immaginiamo essere quelli collegati al sesso autogeno.
«L’addetto ha dichiarato di essersi avvicinato alla signora e di averle intimato di rimettersi i pantaloni, cosa che la signora Inzer ha fatto senza ulteriori incidenti», si legge nel rapporto.
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Secondo quanto riferito dagli agenti, la signora si è poi addormentata durante il resto del volo. Tuttavia, quando gli investigatori l’hanno interrogata, hanno scoperto che emanava un forte odore di alcol e aveva gli occhi iniettati di sangue, hanno riferito gli agenti.
La signora «ha dichiarato che il suo volo ha subito un ritardo di due ore a Baltimora e, di conseguenza, ha bevuto diversi drink prima di imbarcarsi», prosegue il rapporto. «La signora ha affermato di non ricordare cosa sia successo durante il volo perché si è addormentata».
L’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade ha dichiarato a News 6 che l’FBI ha preso in carico il caso, poiché l’incidente è avvenuto durante il volo.
Casi di masturbazione pubblica, condotti da persone non certificate come psicopatiche, sono in grande aumento, anche con esiti tristi ed infausti.
Il 1° luglio 2021 Christina Revels-Glick, residente a Savannah e all’epoca di 34 o 35 anni a seconda delle fonti, fu segnalata da altri bagnanti su una spiaggia di Tybee Island, in Georgia, che dicevano di averla vista masturbarsi con un vibratore.
La Revels-Glick fu arrestata per atti osceni e condotta disordinata, due reati minori, e rilasciata poco dopo. Nel video della bodycam, diffuso in seguito, disse di aver agito perché era stressata. Le immagini furono rilanciate da tabloid e social, e la donna finì al centro di una forte derisione pubblica
Why are women like this?
https://t.co/stq9LLEPVJ
— 9mmSMG (@9mmsmg) November 25, 2023
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Nel giugno 2024 un podcast di cronaca nera ne aveva annunciato il ritrovamento senza vita. Secondo i rapporti del medico legale, Christina è morta suicida (ferita d’arma da fuoco alla testa) mesi dopo l’arresto e la diffusione delle immagini.
Al di fuori di questi casi di atti pubblici, una gogna mediatica fatta di scherno ed oscenità non dissimile è quella che in Italia subì la giovane partenopea Tiziana Cantone, partita da video privati diffusi online divenuti infelicemente virali al punto da generare meme e perfino merchandising. La Cantone si suicidò per impiccagione nel settembre 2016. La famiglia ha lottato per anni per rimuovere i video da internet. La tragedia agì come incentivo per l’approvazione unanime dell’emendamento sul cosiddetto revenge porn (DDL n. S. 1200), altresì noto come «Codice rosso».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Donna si denuda in volo in un aereo di linea e commette «atti indecenti»
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L’episodio aeronautico può inquadrarsi nel fenomeno più ampio, diffusamente discusso da Renovatio 21, dell’uomonudismo, ossia la comparsa in luoghi pubblici di persone ignude – fenomeno certo aiutato, sulle strade italiane, dalla catastrofe migratoria, tanto più che è forse il caso di parlare di «anarconudismo». Renovatio 21 a breve sarà conto dei più sviluppi dell’uomonudismo sul territorio nazionale. SOSTIENI RENOVATIO 21 Immagine di Venkat Mangudi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 GenericWhy didn’t they duct tape her ass to a seat? Besides why is this a topic a year later? Deflecting much??
Woman strips naked in flight, performs ‘explicit, indecent’ acts in full view of other passengershttps://t.co/lrG3HyvA56 pic.twitter.com/MLKXS3aCjI — ꧁☘️𝓥𝓲𝓸𝓵𝓮𝓷𝓽𝓥𝓲𝔁𝓮𝓷29☘️꧂ (@ViolentVixen29) September 14, 2026
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