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Multe ai no-vax e frodi scientifiche: quale onestà per i ricercatori

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Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).

 

 

Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)

Parere (n. 27) sulle multe ai «no-vax», le frodi scientifiche, i dibattiti pubblici e l’onestà intellettuale dei ricercatori

 

In questi giorni politica e media fanno a gara per alimentare discordie e polemiche in merito al prospettato annullamento delle sanzioni pecuniarie a suo tempo comminate ai soggetti che avevano liberamente scelto di non assumere il cosiddetto vaccino anti-COVID, sanzioni palesemente in contrasto con le garanzie offerte dalla risoluzione n. 2361(2021) del 27 gennaio 2021 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa («Nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo affinché si vaccini, se non desidera farlo personalmente»), nonché dal regolamento n. 2021/953 del 14 giugno 2021 del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea («E’ necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate»).

 

Distratta in questo modo l’opinione pubblica, politica e media hanno buon gioco nel passare sotto silenzio altre notizie. Solo per fare alcuni esempi, può citarsi la situazione dei Paesi con il più alto tasso di persone «vaccinate», che sono anche quelli con il più alto tasso di mortalità in eccesso (+20% in Giappone, con una media di 3,1 dosi a persona; addirittura +40% in Cile, con una media di 3,4 dosi a persona) (1); o il rapporto del Congresso degli Stati Uniti d’America che denuncia l’origine artificiale del virus SARS-CoV-2 e l’inefficacia di misure restrittive tanto diffuse quanto prive di fondamento scientifico (distanziamento, lockdown, mascherine) (2); o ancora, in un contesto diverso ma ugualmente rilevante dal punto di vista bioetico, la notizia secondo cui il BOVAER – un additivo alimentare somministrato ai bovini per ridurne le flatulenze – produce sugli animali effetti avversi gravi e irreversibili, quali tumori e sterilità, potenzialmente trasmissibili all’uomo tramite gli alimenti derivati dagli animali in questione. (3)

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Chiunque operi in ambito accademico e scientifico sa bene che i dati citati sono tanto controversi quanto manipolabili e che gli stessi potrebbero essere stravolti, o semplicemente obliterati, in futuro e in altri contesti, in base alle esigenze degli stakeholders che controllano, allo stesso tempo, circuiti accademici, scientifici, culturali, tecnologici, industriali, commerciali, mediatici e politici, come nel caso delle aziende che producono, sponsorizzano, commercializzano e utilizzano – mediante filiere di aziende da esse controllate – il BOVAER.

 

Un certo livello di tendenziosità dei sistemi di comunicazione, tanto scientifica quanto politica, è fisiologico, perché insito nella natura e negli scopi stessi dei media, ma la crescita esponenziale di questo livello registratasi a partire dall’affaire COVID evidenzia chiaramente l’intento di teleguidare la società civile verso un appiattimento acritico e acefalo in nome dello «scientismo», la nuova religione fondata sul credere a ogni costo a ciò che gli scienziati dicono al di là e al di fuori di ogni evidenza, in base alle circostanze e, se del caso, contraddicendosi. 

 

La soluzione ai problemi richiamati presuppone e richiede un rinnovato approccio etico che – per coinvolgere utilmente politica e media – deve necessariamente partire dal rafforzamento dell’onestà intellettuale dei ricercatori. Occorre ricordare, in proposito, che la Convenzione di Oviedo sulla biomedicina del 1997, nonché le Dichiarazioni universali dell’UNESCO sul genoma umano del 1997 e sulla bioetica del 2005, pongono a carico dei medici/sperimentatori specifici doveri, quali il dovere di rispettare gli obblighi professionali e le regole di condotta ispirati al rigore, alla prudenza e all’integrità morale non solo nell’utilizzo delle migliori conoscenze disponibili e nella trasparenza delle decisioni adottate, ma anche nella presentazione dei risultati scientifici conseguiti. (4)

 

La Convenzione di Oviedo, inoltre, sollecita i governi nazionali a vigilare affinché le domande fondamentali poste dallo sviluppo della biologia e della medicina formino oggetto di un dibattito pubblico alla luce, in particolare, delle implicazioni mediche, sociali, economiche, etiche e giuridiche pertinenti (5): ed è ovvio che tale dibattito dovrebbe scaturire proprio dalla comunità scientifica che, invece, appare sempre più restia a svolgere quella funzione di analisi critica che costituisce la sua ragion d’essere. 

 

Non è questa la sede per investigare le cause di questa apatia, ma non si può fare a meno di segnalare due fattori determinanti: i mastodontici e non più mascherabili conflitti di interesse che condizionano il mondo scientifico e accademico, non solo in campo medico (6), e gli ostacoli alle carriere professionali di coloro che sollevano dubbi sulle narrazioni dominanti.

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In questa prospettiva, va ricordato che milioni di italiani hanno accettato di «vaccinarsi» affidandosi all’autorevolezza, alla credibilità e, quindi, all’onestà intellettuale di organismi tecnico-scientifici, scienziati e docenti universitari – come anche media, politici, istituzioni – che indicavano nella «vaccinazione» il solo e unico strumento in grado di evitare il diffondersi del contagio, quando già nell’ottobre 2022 la Pfizer aveva ammesso pubblicamente, in un’audizione innanzi il Parlamento europeo, che il cosiddetto vaccino non era mai stato testato contro la trasmissione della malattia (7), ammissione condivisa, nell’agosto 2024, dall’Agenzia Italiana del Farmaco (8)

 

Nella stessa prospettiva, la frase «Se non ti vaccini, ti ammali e muori oppure fai morire gli altri» resterà iconica di un certo modo di fare biopolitica.

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB sollecita ancora una volta i cittadini a prendere coscienza della varietà dei meccanismi e degli strumenti che i professionisti dell’informazione – in qualsiasi campo, sia essa mainstream o antisistema – utilizzano per occultare strategie e dinamiche che hanno il solo scopo di azzerare il pensiero critico e, con esso, diritti e libertà fondamentali.

 

CIEB

15 dicembre 2024

 

Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb

 

NOTE

1) Cfr. https://ourworldindata.org/ alla sezione Human Mortality Database (2024) e World Mortality Dataset (2024).

2) Cfr. https://oversight.house.gov/release/final-report-covid-select-concludes-2-year-investigation-issues-500-page-final-report-on-lessons-learned-and-the-path-forward/.

3) Cfr., da prospettive diametralmente opposte, https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-social-media-posts-about-cattle-feed-additive-bovaer/ e https://www.qualeformaggio.it/estero/28141-il-green-washing-di-arla-diventa-un-boomerang-il-popolo-dei-social-insorge/. Si vedano anche le singolari conclusioni del report scientifico che ha autorizzato l’uso del BOVAER in Scozia: https://www.food.gov.uk/sites/default/files/media/document/RP1059_3NOP_SafetyAssessment_Final SM.pdf.

4) Cfr. l’art. 4 della Convenzione di Oviedo, l’art. 13 della Dichiarazione universale dell’UNESCO del 1997 e l’art. 18 della Dichiarazione universale dell’UNESCO del 2005.

5) Cfr. l’art. 4 della Convenzione di Oviedo, l’art. 13 della Dichiarazione universale dell’UNESCO del 1997 e l’art. 18 della Dichiarazione universale dell’UNESCO del 2005.

6) Cfr., ad esempio, https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-nazionale/58004-bassetti-chiarisca-la-sua-condotta-tiboni-mic-come-puo-raccomandare-vaccini-avendo-rilevanti-conflitti-di-interesse-con-21-case-farmaceutiche

7) Cfr. https://www.iltempo.it/esteri/2022/10/11/news/covid-pfizer-janine-small-parlamento-ue-ammette-non-abbiamo-testato-vaccino-fermare-trasmissione-virus-33420706/.

8) Cfr. https://www.ilsussidiario.net/news/vaccini-covid-aifa-non-approvati-per-prevenire-infezione-obbligo-e-green-pass-inutili-contro-il-contagio/2741048/.

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Vaccini

La FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»

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La dottoressa Erica Schwartz è stata confermata mercoledì dal Senato come nuova direttrice dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Si tratta di un colpo duro per chi credeva che l’amministrazione Trump avrebbe affrontato l’abisso della tecnologia vaccinale.   «Mentre tutti erano concentrati su Fauci , MAHA [Make America Healthy Again, «rendi l’America di nuovo sana»] ha subito due GRAVI tradimenti», ha dichiarato Nicholas Hulscher, epidemiologo e amministratore della Fondazione McCullough. Secondo lo Hulscher, la Schwartz  «recentemente ha definito le iniezioni di mRNA “sicure ed efficaci”. È anche responsabile dell’obbligo vaccinale contro l’influenza, il vaiolo e l’antrace per le forze armate statunitensi, imposto quando era in servizio nell’esercito»   «È soprannominata la “Regina degli obblighi vaccinali” e ora è a capo del CDC» tuona il dottore.

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Non solo. Solo poche ore dopo, «la FDA ha approvato il nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna, nonostante il 75% dei partecipanti avesse manifestato reazioni avverse», ha affermato Hulscher.   Nei test che hanno portato all’approvazione del farmaco, il gruppo trattato con il vaccino a mRNA ha manifestato reazioni sistemiche quattro volte più gravi rispetto ai gruppi trattati con il vaccino antinfluenzale tradizionale, ha spiegato. «Quindi era molto più pericoloso.»   «È una delusione profonda, davvero profonda», ha detto lo Hulscher. Il movimento «MAHA è stata tradito ancora una volta».   Moderna – nome che con evidenza sta per «mode RNA» – prima del COVID non aveva mai venduto un singolo vaccino. Da allora si è dedicata, sempre utilizzando tecnologia mRNA, a una quantità di malattie, dall’AIDS all’aviaria al cancro della pelle al virus respiratorio sinciziale (RSV), proponendo anche un siero genico antinfluenzale combinato con l’anti-COVID. In uno sviluppo grottesco, Moderna sta preparando un vaccino mRNA contro gli infarti – quando è risaputo che la vaccinazione mRNA COVID ha prodotto quantità di miocarditi.   Non sempre tutto è filato liscio per l’azienda. In Gran Bretagna è emerso che Moderna potrebbe essere sospesa o espulsa da un organismo commerciale britannico dopo aver violato le norme del settore, tra cui l’offerta di danaro contante e orsacchiotti di peluche ai bambini per partecipare alle sperimentazioni del vaccino COVID.   Moderna si era dedicata ad un siero mRNA per l’RSV, ma ha interrotto la sperimentazione sui neonati dopo gravi effetti collaterali. Gli stessi azionisti della società fecero quindi causa alla stessa. Ad agosto 2024 le azioni di Moderna erano crollate del 12% dopo il taglio delle previsioni di vendita.   Poche settimane fa è emerso che ha avviato la sperimentazione per un vaccino antitumorale.   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Moderna si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Alta Corte di Londra ha stabilito che Pfizer ha violato il brevetto Moderna con il vaccino COVID-19.   Moderna nel 2022 aveva fatto causa a Pfizer per violazione di brevetto. La società era già in una lotta con il governo USA per il brevetto del vaccino mRNA. Parallelamente, esisterebbe un contratto stipulato dall’ente per le malattie infettive NIAID (quello diretto sino a poco fa da Anthony Fauci) che avrebbe obbligato il Pentagono ad acquistare 500 mila dosi del vaccino, per un totale di 9 miliardi di dollari.

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Come raccontato da Renovatio 21, il Bancel ha una storia speciale, con una strana coincidenza cosmica nel suo percorso professionale. Prima di Moderna, Stéphane Bancel fu CEO della società francese BioMérieux, posseduta da Alain Merieux, considerato amico personale di Xi Jinping, che visitò il laboratorio BSLM4 di BioMerieux a Lione nel 2014. Secondo quanto appreso, i cinesi avrebbero contattato i francesi per la costruzione del laboratorio di Wuhan, il primo BSL4 del Paese, nel 2004: si, stiamo parlando proprio di lui, il biolaboratorio del pipistrello cinese.   Il finanziere francese Patrick Degorce, fondatore di hedge fund e mentore dell’ex primo ministro britannico Rishi Sunak, fu nel 2011 uno dei primi investitori in quella piccola azienda farmaceutica chiamata Moderna (cioè «Mode» «RNA»), che all’epoca aveva circa dieci dipendenti e un modo di operare molto discreto.   La carriera del Bancel è quindi segnata dal coronavirus: prima nella società che aiuterà i cinesi a costruire il laboratorio di Wuhano, poi nel Massachusetts a inizio anni ’10 nella società che per il virus di Wuhano, in teoria, dovrebbe aver trovato il vaccino. I risultati di questa prestigiosa carriera sono quanto mai proficui. Secondo la rivista Forbes, disponendo dell’8% delle azioni di Moderna (che, ripetiamo, prima del COVID non aveva mai portato sul mercato un prodotto), Bancel è ora tecnicamente un billionaire, un miliardario. Secondo Business Insider, il fortunato francese ha dichiarato che darà via la maggior parte della sua fortuna, stimata in 4,1 miliardi di dollari.  

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Vaccini

Pfizer blocca i fondi del controllo del traffico aereo per la controversia con Polonia e Romania sul vaccino COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Una sentenza del tribunale di aprile ha imposto a Polonia e Romania di pagare a Pfizer circa 1,5 miliardi di dollari e 640 milioni di dollari, rispettivamente, oltre a interessi e commissioni, per le dosi aggiuntive di vaccino contro il COVID-19 che i due Paesi erano obbligati ad acquistare in base a un contratto firmato nel 2021 con la Commissione europea. I Paesi si sono rifiutati di ricevere ulteriori consegne di vaccino nel 2022, adducendo come motivazione il calo della domanda.

 

Una controversia contrattuale relativa a un vaccino tra Pfizer e l’Unione Europea (UE) ha portato Pfizer a congelare miliardi di dollari di fondi destinati al controllo del traffico aereo in Polonia e Romania.

 

Eurocontrol, un’organizzazione intergovernativa che coordina la gestione del controllo del traffico aereo in tutta Europa, ha notificato all’inizio di questo mese alle agenzie di controllo del traffico aereo di Polonia e Romania il congelamento dei fondi, a seguito dell’esecuzione da parte di Pfizer di una sentenza emessa ad aprile da un tribunale di Bruxelles.

 

La sentenza del 1° aprile impone a Polonia e Romania di pagare a Pfizer circa 1,5 miliardi di dollari e 640 milioni di dollari, rispettivamente, oltre a interessi e commissioni, per dosi aggiuntive di vaccino, in base a un contratto firmato nel 2021 tra la Commissione europea – l’organo esecutivo dell’UE – e Pfizer.

 

Secondo Bloomberg, la Polonia e la Romania hanno rifiutato ulteriori consegne di vaccini contro il COVID-19 nel 2022, adducendo come motivazione il calo della domanda. La Polonia ha anche citato le difficoltà finanziarie derivanti dall’accoglienza dei rifugiati in fuga dal conflitto in Ucraina.

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Secondo quanto riportato da Brussels Signal, la Polonia ha venduto o donato parte delle sue dosi di vaccino in eccesso. Secondo il politologo rumeno Dragos Moldovean, «la Romania era tra i Paesi europei con i tassi di vaccinazione contro il COVID-19 più bassi».

 

Queste azioni hanno indotto Pfizer a citare in giudizio i paesi nel 2023, culminando nella sentenza del 1° aprile.

 

In una dichiarazione rilasciata a The Defender, il Warsaw Enterprise Institute (WEI) ha affermato che il caso, tuttora in corso in attesa dell’appello dei due Paesi, viene discusso in Belgio perché il contratto dell’UE è regolato dalla legge belga.

 

Le autorità polacche e rumene hanno annunciato che presenteranno ricorso contro la sentenza. L’emittente pubblica polacca TVP World ha riferito che la Polonia aveva chiesto una sospensione dell’esecuzione della sentenza del 1° aprile in attesa dell’esito del ricorso, ma che il tribunale belga ha respinto la richiesta.

 

L’avvocata olandese Meike Terhorst, che non è coinvolta nella causa, ha definito le azioni di Pfizer «oltraggiose e non etiche», sostenendo che «potrebbero potenzialmente mettere a repentaglio la sicurezza dei voli da e per la Polonia e/o la Romania» privando le autorità di controllo del traffico aereo di quei Paesi dei finanziamenti necessari per le loro operazioni.

 

Łukasz Wojdyga, direttore del Centro di studi strategici del WEI, ha espresso un’opinione diversa. Ha affermato che, sebbene Pfizer stia esercitando i propri diritti previsti dalla legge, che le consentono di congelare i fondi contestati anche a fronte dei ricorsi previsti, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle lacune del contratto con l’UE. Ha dichiarato:

 

«Anche se questa forma di applicazione della legge è consentita dal diritto belga, colpire la principale fonte di finanziamento di un’istituzione responsabile della sicurezza del traffico aereo mi sembra sproporzionato e irresponsabile».

 

Allo stesso tempo, un creditore ha il diritto di far rispettare una sentenza del tribunale e di tutelare gli interessi dei propri azionisti con ogni mezzo lecito.

 

«Per questo motivo, l’attenzione principale non dovrebbe essere rivolta a incolpare Pfizer per aver portato avanti la sua rivendicazione. Dovrebbe invece concentrarsi su come il contratto è stato negoziato, approvato e firmato in primo luogo».

 

Alcuni esperti legali e politici interpellati da The Defender hanno suggerito che Pfizer avesse a disposizione altre opzioni oltre al congelamento immediato dei fondi dei due Paesi detenuti in Belgio. Altri esperti sostengono che il contratto tra l’UE e Pfizer sia di per sé invalido, in quanto firmato attraverso una procedura dubbia e potenzialmente illegale.

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L’UE non ha rivelato i messaggi di testo dell’amministratore delegato di Pfizer, nonostante la sentenza

Il contratto tra l’UE e Pfizer è da tempo oggetto di critiche. Per Wojdyga, la questione centrale non è se Pfizer abbia diritto a riscuotere quanto le è dovuto, bensì come le autorità europee e nazionali abbiano permesso la firma di un accordo così «ampio, costoso e unilaterale, lasciando ai contribuenti la maggior parte del rischio».

 

Secondo Brussels Signal, il contratto da 35 miliardi di euro tra l’UE e Pfizer «è stato uno dei più grandi nella storia degli appalti pubblici dell’UE». È stato firmato in un contesto di «accuse secondo cui l’UE potrebbe aver pagato fino a quindici volte il costo di produzione per dose, sollevando preoccupazioni sul fatto che miliardi di fondi pubblici siano stati versati in eccesso».

 

Sussistono inoltre interrogativi su come la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen abbia negoziato il contratto con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, e su potenziali conflitti di interesse tra le due parti.

 

Lo scorso anno, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la Commissione Europea ha violato il diritto dell’UE negando al New York Times la richiesta di visionare i messaggi di testo relativi al contratto tra von der Leyen e Bourla.

 

La Commissione Europea ha affermato di non essere in possesso dei messaggi di testo. Tuttavia, secondo la sentenza, la Commissione non ha fornito «spiegazioni plausibili» per giustificare «l’inesistenza o il mancato possesso» dei documenti. In precedenza, la Commissione aveva sostenuto che i messaggi non potevano essere considerati documenti, secondo quanto riportato da Politico.

 

Nel 2024, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la decisione della Commissione di oscurare in modo significativo parti cruciali dei contratti per i vaccini contro il COVID-19 stipulati con le aziende farmaceutiche durante la pandemia violava le norme sulla trasparenza.

 

Nel 2023, il Parlamento Europeo ha bloccato un tentativo di controinterrogare von der Leyen in merito ai messaggi di testo. L’anno precedente, Bourla si era rifiutato di testimoniare davanti al Parlamento europeo sui termini del contratto.

 

Secondo Brussels Signal, «l’attenzione si è concentrata su potenziali conflitti di interesse che coinvolgono la famiglia di von der Leyen», poiché suo marito Heiko «è il direttore medico di Orgenesisi, un’azienda biotecnologica che ha ricevuto finanziamenti dall’UE e ha collaborato con Pfizer».

 

Secondo l’attivista Frederic Baldan, CEO di CEBiz:

 

«Ursula von der Leyen, senza alcun mandato, scavalcò le commissioni e negoziò direttamente con Albert Bourla tramite messaggi Signal programmati per autodistruggersi. In questo modo eluse le garanzie anticorruzione della sua stessa Commissione. Il prezzo aumentò in modo inspiegabile e le quantità ordinate divennero folli».

 

Wojdyga ha osservato che la Commissione non ha impugnato in tempo la sentenza del 2025, «rendendola definitiva». Tuttavia, i messaggi di testo non sono ancora stati resi pubblici. Gheorghe Piperea, membro del Parlamento europeo, ha affermato che «il contenuto di quei messaggi rimane segreto tuttora».

 

Documenti trapelati nel 2022 hanno dimostrato che funzionari statunitensi ed europei hanno fatto pressioni sulle autorità di regolamentazione farmaceutica europee affinché accelerassero l’approvazione del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech, nonostante le preoccupazioni sulla sua sicurezza.

 

Secondo il politologo rumeno Dragos Moldoveanu, restano dei dubbi su come le parti abbiano determinato il numero di dosi che ciascun Paese avrebbe ricevuto in base all’accordo.

 

«La Romania ha ordinato 120 milioni di dosi di vaccino, basandosi su una “strategia adottata a livello UE”, nonostante la sua popolazione sia inferiore a 20 milioni di persone», ha affermato Moldoveanu.

 

Secondo Piperea, il contratto tra l’UE e Pfizer «non avrebbe mai dovuto esistere», perché l’UE si è arrogata poteri che non le competono in base ai trattati dell’Unione Europea.

 

«La Commissione ha violato il principio di sussidiarietà che disciplina le competenze condivise tra la Commissione e gli Stati membri. La politica sanitaria rientra nelle competenze degli Stati membri, non della Commissione. Gli Stati membri possono essere supportati in queste politiche sanitarie, ma non possono essere sostituiti dalla Commissione», ha affermato Piperea.

 

Ciò significa anche che, se Pfizer riteneva che i termini del contratto fossero stati violati, avrebbe dovuto chiedere un risarcimento danni all’UE, non a singoli Stati come la Romania e la Polonia.

 

Tuttavia, citare in giudizio l’UE avrebbe rivelato «che la cerchia estremamente ristretta di persone che ha condotto i negoziati — von der Leyen… insieme a due o tre direttori anonimi dell’Agenzia europea per i medicinali — non possedeva né la competenza né il mandato per vincolare gli Stati membri ai pagamenti», ha affermato Piperea.

 

Wojdyga ha affermato che tutti i 27 governi dell’UE erano rappresentati nel comitato direttivo, mentre il gruppo negoziale congiunto con Pfizer «comprendeva la Commissione e sette Stati membri, tra cui la Polonia».

 

Secondo i termini dell’accordo, gli Stati membri erano responsabili dell’effettuazione degli ordini, dei pagamenti e dell’accettazione delle consegne.

 

Tuttavia, «il processo decisionale è importante», ha affermato Wojdyga. «Una volta presentati i termini di un accordo, uno Stato membro aveva solo cinque giorni lavorativi per recedere», dopodiché la sua accettazione era considerata giuridicamente vincolante.

 

Ha aggiunto:

 

«In teoria, quindi, i governi avevano una scelta. In realtà, avevano solo pochi giorni per valutare impegni finanziari complessi e pluriennali nel bel mezzo di una pandemia, sotto un’intensa pressione politica e nel timore di una carenza di vaccini. Ciò ha sottoposto i governi nazionali a una notevole pressione temporale e ha limitato la loro capacità di effettuare una revisione completa dal punto di vista legale, finanziario e della salute pubblica».

 

Baldan, che nel 2023 ha avviato un procedimento penale contro Pfizer contestando il contratto, ha affermato che, in una seduta a porte chiuse, gli avvocati di Ungheria e Polonia hanno confermato di «non aver mai conferito alcun mandato negoziale a von der Leyen» e che gli ordini di vaccini erano stati effettuati a livello UE e risultavano «inspiegabili» ai loro occhi.

 

Baldan ha affermato che il caso ha portato a una relazione di 1.000 pagine redatta dall’unità anticorruzione della Polizia federale belga, la quale ha concluso che «vi sono elementi sufficienti per accertare i reati».

 

Tuttavia, la polizia belga ha affidato l’indagine alla Procura europea, che ha chiesto l’annullamento del procedimento.

 

«È questo che ha permesso a Pfizer di riprendere le sue azioni legali civili e ottenere sentenze contro gli Stati membri che si rifiutavano di pagare», ha affermato Baldan.

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Pfizer ha messo in pericolo il traffico aereo e la sicurezza pubblica in Polonia e Romania?

Rimangono dubbi sul fatto che il congelamento da parte di Pfizer dei fondi destinati al controllo del traffico aereo di Polonia e Romania, gestiti da Eurocontrol, possa mettere a rischio i viaggi aerei e la sicurezza pubblica.

 

Secondo TVP World, i fondi congelati «sono cruciali» perché costituiscono oltre l’80% delle entrate dell’agenzia polacca per il controllo del traffico aereo, la Polish Air Navigation Services Agency (PANSA, o PAZP).

 

Senza i fondi, l’agenzia «potrebbe perdere rapidamente liquidità finanziaria, rendendo impossibile pagare centinaia di controllori del traffico aereo, il cui lavoro è essenziale per ogni aereo passeggeri che decolla, atterra o sorvola in sicurezza lo spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal.

 

PANSA potrebbe inoltre perdere la capacità di mantenere infrastrutture critiche, tra cui installazioni radar e sistemi di comunicazione. «Per i cittadini comuni, ciò potrebbe significare voli cancellati e persino la chiusura dello spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal.

 

Secondo quanto riportato da Romania Insider, i fondi congelati equivalgono allo 0,2% del PIL, rappresentando «un onere significativo in un momento in cui il governo sta cercando di ridurre il deficit fiscale».

 

Piperea ha affermato che la sentenza di aprile «è giunta in un momento quanto mai inopportuno per la Romania, nel pieno di una recessione e di un grave deficit di bilancio».

 

«La Pfizer mette in pericolo la salute pubblica lasciando senza fondi l’agenzia di controllo del traffico aereo ROMATSA e il bilancio statale, già insufficiente e incapace di far fronte a pensioni, indennità, sussidi per le persone con disabilità e simili».

 

Wojdyga ha affermato che le azioni di Pfizer sono legali, ma sollevano dei dubbi.

 

«Non equiparerei automaticamente il congelamento dei fondi dovuti alle agenzie di navigazione aerea di Polonia e Romania a una minaccia immediata per la sicurezza dei passeggeri. Entrambe le agenzie sono ancora operative ed entrambi i governi hanno affermato che proteggeranno la loro stabilità finanziaria e manterranno i servizi attivi. Pfizer ha inoltre il diritto di far valere le proprie pretese attraverso mezzi legali».

 

«Detto questo, colpire la principale fonte di finanziamento delle agenzie responsabili della sicurezza del traffico aereo è destinato a sollevare preoccupazioni, soprattutto considerando che nessuna delle due agenzie era parte del contratto per i vaccini».

 

«È improbabile che Pfizer chiuda lo spazio aereo polacco. Tuttavia, prendendo di mira i ricavi di PAZP, ha dimostrato come un contratto pubblico mal concepito possa creare problemi che vanno ben oltre l’oggetto originario dell’accordo», ha scritto il WEI.

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 30luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Immagine di János Korom Dr. via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

 

 

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Padre australiano ha ricevuto un risarcimento di 4,5 milioni di dollari per danni causati dal vaccino anti-COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto, secondo quanto riportato da diversi media, il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai erogato in Australia: 4,5 milioni di dollari. Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica, una rara malattia neurologica autoimmune, in seguito alla sua prima dose del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, somministrata nel luglio 2021.   Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto quello che diversi media descrivono come il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai concesso in Australia, evidenziando sia la rarità di gravi lesioni correlate al vaccino, sia le continue preoccupazioni relative al processo di risarcimento nel Paese.   Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), una rara malattia neurologica autoimmune che colpisce i nervi periferici, in seguito alla sua prima somministrazione del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca nel luglio 2021.

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Secondo quanto riportato dai media australiani, la sua condizione è stata riconosciuta nell’ambito del programma federale di risarcimento per i vaccini anti-COVID-19, che prevede anni di valutazioni mediche e un’ampia documentazione prima che venga offerto un indennizzo.   Nemeth ha raccontato di aver dovuto reimparare a camminare dopo la malattia e ora necessita di continue infusioni di immunoglobuline.   La giornalista Aisling O’Loughlin ha recentemente riferito che l’accordo raggiunto da Nemeth ammontava a circa 6,5 ​​milioni di dollari australiani (4,5 milioni di dollari statunitensi), descrivendolo come il più grande risarcimento individuale noto nell’ambito del programma australiano di risarcimento per i vaccini contro il COVID-19.   Tuttavia, né Services Australia né il Dipartimento della Salute, della Disabilità e dell’Invecchiamento hanno confermato pubblicamente l’importo del risarcimento riportato.   L’Australia ha istituito il suo sistema di risarcimento senza colpa per i vaccini COVID-19 nel 2021 per compensare le persone che hanno subito gravi eventi avversi ritenuti probabilmente collegati alla vaccinazione contro il COVID-19.   Il programma ha chiuso le nuove domande a settembre 2024, ma continua a elaborare le richieste già presentate. Secondo l’Australian Broadcasting Corporation (ABC), sono state presentate quasi 5.000 richieste, di cui circa 560 hanno portato a un risarcimento totale di oltre 40 milioni di dollari australiani (28 milioni di dollari statunitensi), mentre centinaia di richieste rimangono ancora irrisolte.

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Il caso di Nemeth è diventato emblematico delle più ampie critiche che circondano il programma di risarcimento. Le indagini dell’ABC hanno documentato le testimonianze dei richiedenti riguardo ai lunghi ritardi, alle complesse procedure amministrative e alle notevoli difficoltà finanziarie ed emotive affrontate in attesa di una decisione.   Le autorità australiane hanno riconosciuto la necessità di valutare gli insegnamenti tratti dal programma attuato durante la pandemia di COVID-19, nell’ottica di un quadro normativo permanente più ampio per il risarcimento dei danni da vaccino senza colpa.   Sebbene le autorità sanitarie pubbliche continuino a concludere che gli eventi avversi gravi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 rimangono rari e che la vaccinazione ha apportato notevoli benefici alla salute pubblica durante la pandemia, il caso di Nemeth sottolinea l’importanza di mantenere sistemi di risarcimento trasparenti, efficienti e credibili per il piccolo numero di individui i cui danni vengono riconosciuti come correlati al vaccino.   Originariamente pubblicato da TrialSite News.   © 22luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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