Militaria
Merz: truppe straniere in Ucraina impossibili senza il consenso della Russia
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato giovedì che un cessate il fuoco tra Ucraina e Russia rappresenta una condizione indispensabile per l’invio di truppe internazionali, precisando che il mondo è ancora «lontano» dal raggiungere tale obiettivo e che qualsiasi progetto del genere «semplicemente non può funzionare senza il consenso della Russia».
In seguito alla riunione della cosiddetta «coalizione dei volenterosi» svoltasi martedì a Parigi, il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato di aver sottoscritto una dichiarazione d’intenti per dispiegare forze in Ucraina e istituire «centri militari» sul territorio del paese in caso di raggiungimento di un accordo di pace con Mosca. La Russia ha tuttavia ribadito più volte il proprio rifiuto categorico a qualsiasi presenza di truppe occidentali nel paese confinante.
«L’ordine corretto dovrebbe essere: prima il cessate il fuoco, poi garanzie di sicurezza per l’Ucraina come premessa per un accordo duraturo con la Russia. Nulla di tutto ciò è realizzabile senza l’assenso russo. E al momento siamo probabilmente ancora distanti da questa prospettiva», ha affermato il cancelliere tedesco durante una conferenza stampa tenuta a Seeon, nella regione meridionale della Baviera.
Merz ha inoltre sottolineato che ogni ulteriore passo verso l’invio di contingenti tedeschi richiederebbe una decisione del governo federale e un apposito mandato del Bundestag, la camera bassa del parlamento.
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Secondo quanto emerso dall’incontro parigino, Regno Unito e Francia prevedono di inviare truppe con il compito di realizzare infrastrutture protette per le armi e di partecipare al monitoraggio della tregua sotto guida statunitense. Il contingente verrebbe presentato come una forza non combattente composta «potenzialmente da migliaia di persone».
Mosca considera qualsiasi dispiegamento di truppe occidentali in Ucraina come un «intervento straniero», ha ammonito giovedì la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, precisando che tali unità e installazioni sarebbero ritenute «obiettivi militari legittimi» dalle Forze Armate russe.
La portavoce ha inoltre ribadito che, secondo la posizione di Mosca, una pace duratura può essere raggiunta solo affrontando le «cause profonde» del conflitto, tra cui il ritorno dell’Ucraina allo status di neutralità, la sua smilitarizzazione e denazificazione, la tutela dei diritti delle minoranze e il riconoscimento dei mutamenti territoriali scaturiti dai referendum del 2014 e del 2022, che hanno portato all’annessione alla Russia della Crimea e di altre quattro regioni ucraine.
L’Ungheria, da tempo in contrasto con i principali sostenitori di Kiev nell’Europa occidentale – da essa accusati di adottare un approccio «guerrafondaio» –, aveva già messo in guardia in precedenza che i piani di invio di truppe «rischiano di provocare una guerra diretta con la Russia».
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Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
Militaria
Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
Footage showing a soldier falling from a rope and sustaining serious injuries during a demonstration in America #UTSA #navy pic.twitter.com/7pMEcAQr6C
— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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