Militaria
L’Iran definisce gli eserciti dell’UE come «organizzazioni terroristiche»
Il parlamento iraniano ha classificato le forze armate degli Stati membri dell’Unione Europea come «organizzazioni terroristiche», in una mossa che ricalca la recente decisione del blocco di inserire nella lista nera il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran (detto anche «i pasdaran»).
A dicembre sono esplose proteste di massa in tutta la Repubblica Islamica, inizialmente motivate da ragioni economiche, che si sono rapidamente trasformate in violente sommosse accompagnate da richieste politiche. Teheran ha accusato Stati Uniti e Israele di aver orchestrato e alimentato la violenza letale nelle strade, ormai in gran parte rientrata.
Domenica, intervenendo pubblicamente, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf ha dichiarato che, etichettando la Guardia Rivoluzionaria come organizzazione terroristica, l’UE intendeva solo compiacere il suo «padrone», gli Stati Uniti, in un inutile tentativo di dissuaderlo dal mettere a rischio l’integrità territoriale dei suoi Stati membri, chiaro riferimento alle recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump di annettere la Groenlandia.
In un messaggio pubblicato giovedì su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato Bruxelles di «alimentare le fiamme» di una guerra totale nella regione. Il capo della diplomazia ha definito la designazione dei pasdarani come organizzazione terroristica da parte dell’UE «un altro grave errore strategico» e una mera «operazione di propaganda».
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Le sue parole sono arrivate dopo la dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, che ha annunciato: «I ministri degli Esteri dell’UE hanno appena adottato la decisione cruciale di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica», in risposta al modo in cui Teheran ha gestito le recenti proteste.
La formalizzazione della misura è attesa nei prossimi giorni. Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso soddisfazione per la decisione, insieme all’«accordo politico su nuove sanzioni contro» la Repubblica islamica, che colpiscono 15 persone e sei entità con il congelamento dei beni, il divieto di ingresso e altre misure restrittive.
La Guardia Rivoluzionaria è già considerato un’organizzazione terroristica da Stati Uniti, Israele, Canada, Australia, Arabia Saudita e Bahrein.
Nelle scorse settimane il presidente Trump ha più volte minacciato l’Irano con un intervento militare, dichiarando di aver dispiegato nella regione una «imponente» e «bellissima armata». Al contempo, ha lasciato trapelare che Washington sta ancora considerando la possibilità di una soluzione diplomatica.
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Militaria
Generale tedesco al vertice della NATO
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Militaria
Mosca contro Tokyo per il dispiegamento di missili USA
La Russia ha chiesto al Giappone di ritirare dal proprio territorio i sistemi missilistici a medio raggio Typhon statunitensi, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, definendo il dispiegamento inaccettabile e una minaccia alla sicurezza nazionale e alla stabilità regionale.
In una nota pubblicata venerdì dal Ministero degli Esteri, Zakharova ha riferito che Mosca ha inviato a Tokyo una protesta formale il 3 settembre, dopo che gli Stati Uniti avevano schierato i lanciatori sull’isola sud-occidentale di Kyushu, a 1.300 km dalla città di Vladivostok.
«Alla parte giapponese è stato intimato di interrompere questa pratica e di rimuovere i suddetti sistemi dal proprio territorio», ha affermato, aggiungendo che Mosca si oppone a questi dispiegamenti indipendentemente dalla loro durata.
A giugno l’esercito statunitense ha trasferito i sistemi Typhon alla base aerea di Kanoya, nella prefettura di Kagoshima, in Giappone, per l’esercitazione Valiant Shield, e li ha lasciati sul posto per un’altra esercitazione prevista questo mese. I lanciatori dovrebbero lasciare Kanoya a metà ottobre, ma si prevede che saranno stoccati in altre strutture militari statunitensi in Giappone. Durante il dispiegamento non sono previste esercitazioni di tiro a fuoco.
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Il Typhon è in grado di lanciare missili SM-6 e missili da crociera Tomahawk per attacco terrestre, con una gittata di circa 1.600 km. Gli Stati Uniti hanno sviluppato il Typhon dopo essersi ritirati dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF), che vietava i missili terrestri e da crociera statunitensi e sovietici con gittata compresa tra 500 e 5.500 km.
La Zakharova ha osservato che la Cina ha recentemente presentato una protesta analoga al Giappone in merito alla sua rimilitarizzazione.
La disputa si inserisce in un nuovo quadro di tensioni tra Russia e Giappone sulle quattro isole Curili più meridionali, incorporate nell’Unione Sovietica dopo la sconfitta di Tokyo nella Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone rivendica tuttora le isole di Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, che definisce Territori Settentrionali.
Il mese scorso la prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha protestato contro la prima visita del presidente Vladimir Putin a Iturup, definendo il viaggio «assolutamente inaccettabile».
Pochi giorni dopo la Russia ha condotto esercitazioni missilistiche vicino alle isole Curili meridionali, coinvolgendo l’incrociatore Varyag, il sottomarino a propulsione nucleare Omsk e un sistema missilistico costiero Bastion, provocando un’ulteriore protesta da parte di Tokyo.
La controversia sulle isole Curili ha rappresentato un ostacolo alla firma di un trattato di pace tra Russia e Giappone. Mosca ha sospeso i negoziati nel marzo 2022 dopo che Tokyo ha aderito alle sanzioni occidentali imposte alla Russia per il conflitto in Ucraina.
La Costituzione giapponese del 1947, promulgata sotto l’occupazione alleata dopo la Seconda guerra mondiale, è celebre soprattutto per l’articolo 9, pietra angolare del suo carattere pacifista. Questo articolo stabilisce che il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
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Il secondo comma aggiunge che, per raggiungere tale scopo, non saranno mantenute forze di terra, di mare e dell’aria, né altro potenziale bellico, e che il diritto di belligeranza dello Stato non sarà riconosciuto.
Nella pratica, il Giappone ha comunque sviluppato le Forze di Autodifesa (Jieitai), giustificate come strumento difensivo e non come vero e proprio esercito offensivo, generando un dibattito giuridico e politico mai sopito.
Negli ultimi decenni la portata dell’articolo 9 è stata progressivamente reinterpretata: nel 2015 una riforma legislativa ha ampliato le possibilità di intervento delle forze armate anche in scenari di autodifesa collettiva, alleata soprattutto agli Stati Uniti.
Diverse forze politiche nipponiche, in particolare il Partito Liberal Democratico, propongono da tempo una revisione formale dell’articolo, mentre movimenti pacifisti e parte dell’opinione pubblica difendono il testo originale come simbolo identitario del Giappone postbellico.
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Militaria
Tucker Carlson: fermiamo il trasferimento di bombe da USA a Israele
According to an informed federal official, in the coming months the Trump administration plans to send a total of 40,000 Mark 84 and Blu-117 bombs to the government of Israel. Each bomb weighs 2,000 pounds. This appears to be the largest transfer of conventional explosive…
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) September 15, 2026
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