Cina
«L’economia cinese supererà quella USA entro il 2030»
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews.
È la previsione di Justin Lin Yifu, ex vice presidente della Banca mondiale. Gli effetti della guerra in Ucraina colpiranno la Cina come gli USA. Per Lin, l’economia cinese ha ancora un forte potenziale inespresso. Però investitori stranieri hanno appena venduto bond cinesi per 10,6 miliardi di dollari.
L’invasione russa dell’Ucraina non impedirà alla Cina di diventare entro il 2030 la prima economia mondiale, superando gli Stati Uniti. Ne è convinto Justin Lin Yifu, ex vice presidente della Banca mondiale.
Ora docente all’università di Pechino e consigliere economico del governo, Lin lo ha dichiarato durante un incontro con i legislatori cinesi, riuniti in questi giorni per le «due sessioni» (Lianghui): la convocazione annuale congiunta dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Politica Consultiva del popolo cinese, chiamate a formalizzare decisioni già prese dal presidente Xi Jinping e dalla leadership del Partito comunista cinese.
Secondo Lin, la guerra in Ucraina avrà un impatto sull’economia cinese, ma anche su quella statunitense. Il problema maggiore sarà l’inflazione, con il prezzo delle materie prime in costante crescita dopo l’imposizione sulla Russia di pesanti sanzioni da parte dell’Occidente.
La previsione di Lin anticipa i tempi calcolati dalle autorità cinesi. Il Centro di ricerca sullo sviluppo, un organo del Consiglio di Stato, ha fissato al 2032 l’anno del probabile sorpasso a danno degli Stati Uniti.
Secondo un recente studio del Japan Center for Economic Research di Tokyo, la Cina diventerà la prima economia al mondo nel 2033.
Alla base dell’ottimistica previsione di Lin vi è la valutazione che Pechino ha ancora un grande potenziale economico inespresso, che le potrebbe far guadagnare 2-3 punti percentuali di Pil in più rispetto agli USA nei prossimi anni.
L’accademico sostiene da tempo che il gigante cinese possa crescere dell’8% all’anno fino al 2035; l’obiettivo stabilito dal governo per il 2022 è però un +5,5%, comunque superiore alla previsione di un +4,8% del Fondo Monetario Internazionale.
Oltre agli effetti recessivi del COVID-19, a danneggiare il potenziale di crescita cinese è soprattutto la normativa anti-monopolio imposta da Xi sui giganti nazionali dell’hi-tech e su altri grandi gruppi privati: una stretta che si stima rallenterà la crescita della produttività lavorativa in Cina.
Sulla crescita del PIL peseranno anche gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nella lotta ai cambiamenti climatici.
Ciò si aggiunge il pericolo bancarotta per colossi immobiliari come Evergrande e le restrizioni finanziare introdotte dal governo per contenere gli investimenti nell’edilizia, un settore finora trainante dell’economia nazionale.
Tra gli operatori finanziari in Cina ha destato poi una certa preoccupazione la vendita da parte di investitori stranieri di obbligazioni cinesi per un totale di 10,6 miliardi di dollari. Il disimpegno è avvenuto lo scorso mese in coincidenza con lo scoppio del conflitto russo-ucraino.
Esperti non escludono che la mossa sia stata compiuta da banche russe in cerca di liquidità: in risposta all’aggressione russa dell’Ucraina, USA ed Europa hanno congelato buona parte delle riserve in valuta estera della Banca centrale russa.
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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