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La rete elettrica cubana collassa per la seconda volta in una settimana
L’intera Cuba è rimasta senza elettricità per la seconda volta in una settimana, a causa dell’embargo petrolifero statunitense che sta portando la rete elettrica nazionale al collasso.
«Alle 18:32 si è verificata una disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale. Continueremo a fornire aggiornamenti», ha dichiarato la compagnia elettrica statale Union Electrica sui social media.
Si tratta del terzo blackout di questo mese. La maggior parte del sistema è andata fuori servizio il 4 marzo, e poi l’intera rete è andata in tilt lunedì, per ragioni ancora da chiarire. Sebbene le interruzioni di corrente siano frequenti a Cuba, non si erano mai verificati due blackout totali in una settimana.
Il presidente Trump ha imposto un embargo petrolifero a Cuba dopo aver deposto il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
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Il Venezuela era stato il principale fornitore di petrolio e sostenitore di Cuba in America Latina.
Il Venezuela, su indicazione del presidente Trump, ha interrotto le forniture di petrolio a Cuba, e altre nazioni latinoamericane, tra cui il Messico, hanno seguito l’esempio a causa della minaccia di dazi punitivi, sospendendo anche altre forme di aiuti umanitari.
Il presidente Trump ha inoltre incluso disposizioni per impedire alla Russia di fornire petrolio a Cuba. Sebbene le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo siano state temporaneamente revocate a seguito dell’impennata dei prezzi, restano in vigore le sanzioni sulle transazioni con Cuba, così come con la Corea del Nord e la Crimea.
Alti funzionari dell’amministrazione Trump, così come lo stesso Trump, hanno manifestato l’intenzione di rovesciare il regime comunista che governa Cuba dagli anni Cinquanta.
Il segretario di Stato Marco Rubio, a sua volta figlio di esuli cubani, ha espresso chiaramente il suo sostegno al cambio di regime, e il Presidente Trump ha ribadito il suo appello per un’«acquisizione amichevole» dell’isola, prima di aggiungere: «Potrebbe non essere un’acquisizione amichevole».
Sebbene il regime cubano abbia avviato colloqui con gli Stati Uniti, ha ribadito che lo status del Presidente non è oggetto di negoziazione.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata
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Squalo sulle strade alluvionate di una città
Shark 🦈 on the Streets of Atlantic City New Jersey 😳 pic.twitter.com/vtMFT6OZt6
— Wake Up NJ 🇺🇸 New Jersey (@wakeupnj) September 27, 2026
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Torna Chunk, l’orso ciccione
Sono iniziate martedì le votazioni online per l’edizione 2026 della Fat Bear Week (la «settimana dell’orso grasso»), competizione annuale organizzata dal Parco Nazionale e Riserva di Katmai, in Alaska, giunta alla sua dodicesima edizione. L’iniziativa, nata nel 2014, celebra la resilienza dei circa 2.200 orsi bruni che popolano la riserva sulla penisola dell’Alaska, dall’angolo sud-ovest dello stato fino alle isole Aleutine.
Il torneo, a eliminazione diretta, coinvolge quest’anno 16 esemplari. Tra i favoriti figura il Chunk (Bear 32), vincitore dell’edizione 2025 con un peso stimato di circa 544 kg, che dovrà vedersela con avversari come il Gully (Bear 903), figlio del due volte campione Grazer. Le votazioni si svolgono sul sito ufficiale dell’evento e il vincitore sarà proclamato il 29 settembre; nel frattempo il pubblico può seguire gli orsi in diretta streaminga.
La competizione premia la capacità degli orsi di accumulare riserve di grasso nutrendosi dei salmoni che risalgono il fiume Brooks a partire da fine giugno, arrivando a consumarne fino a 30 al giorno. In piena estate i maschi adulti pesano in media tra i 270 e i 410 kg, ma in vista del letargo i più grandi possono superare i 454 kg; le femmine sono generalmente più piccole di circa un terzo. Durante l’inverno gli orsi non si alimentano e perdono fino a un terzo del peso corporeo.
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Gli animali non vengono pesati fisicamente: i partecipanti al voto confrontano fotografie scattate a inizio e fine estate, scegliendo il proprio favorito anche in base all’aspetto o alla storia personale dell’esemplare. Per concorrere, gli orsi devono frequentare abitualmente l’area del fiume.
L’edizione 2024 era stata segnata da un episodio drammatico, ripreso dalle telecamere di Brooks Falls: il cucciolo dell’orsa Grazer era scivolato nella cascata finendo nel punto di pesca occupato da Chunk, che lo aveva attaccato ferendolo mortalmente nonostante il tentativo di difesa della madre. L’episodio aveva spinto i votanti ad assegnare il titolo a Grazer, prima che Chunk tornasse a vincere nel 2025.
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Come riportato da Renovatio 21, il peso di Chunk è stato stimato in circa 550 kg dagli organizzatori. Anche se gli orsi non vengono pesati durante la gara per motivi di sicurezza, in passato Chunk e altri sono stati sottoposti a scansioni di densità con tecnologia laser LIDAR per validare le stime del peso.
La competizione gode di grande popolarità. Quest’anno ha raccolto oltre 1,5 milioni di voti da parte dei fan, che hanno osservato gli orsi rimpinzarsi di salmoni autunnali in una stagione record nel fiume Brooks, a circa 483 chilometri da Anchorage.
Nell’edizione 2025 i punti di pesca a Brooks Falls erano spesso deserti, con gli orsi che cacciavano a monte e a valle. C’era spazio anche per gli umani: una telecamera aveva mostrato due persone pescare tranquillamente lungo il fiume, mentre gli orsi bruni si muovevano lentamente nelle vicinanze.
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Immagine screenshot da YouTube
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