Politica
Giappone, al voto in soli 16 giorni: le elezioni lampo di Sanae Takaichi
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La premier ha confermato lo scioglimento anticipato della Camera bassa eletta nell’ottobre 2024 e l’8 febbraio come data per le urne. Richiesta esplicita all’elettorato di un mandato forte per il suo governo. Primi sondaggi contrastanti: metà dei giapponesi non voleva questa accelerazione, ma pochi ritengono un serio sfidante il nuovo partito centrista formato dall’unione tra due principali forze di opposizione.
Appena 16 giorni di campagna elettorale per un voto che si profila essenzialmente come un referendum su di lei. In una mossa che era ormai ampiamente attesa la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato ufficialmente oggi in una conferenza stampa che venerdì 23 gennaio, nel giorno di apertura della sessione ordinaria di quest’anno, scioglierà la Camera bassa del parlamento giapponese per portare il Paese a elezioni anticipate che si terranno l’8 febbraio.
Sostieni Renovatio 21
Giunta alla guida del governo il 21 ottobre scorso, prima donna premier della storia del Paese, Takaichi conta su elezioni lampo per rafforzare la coalizione che vede insieme il Partito Liberal Democratico (LPD) – di cui ha assunto la leadership dopo l’uscita di scena del predecessore Shigeru Ishiba – e Nippon Ishin (il Partito dell’Innovazione del Giappone), forze che attualmente possono contare su una maggioranza risicatissima nella Camera bassa della Dieta, il parlamento nipponico. Takaichi punta, dunque, con elezioni lampo a capitalizzare il consenso personale che le attribuiscono i sondaggi per rafforzare il suo governo.
«Vorrei chiedere ai cittadini di esprimere un giudizio diretto sull’opportunità di affidarmi la guida della nazione», ha aggiunto, citando il sistema parlamentare giapponese in cui gli elettori non possono eleggere direttamente il primo ministro.
Considerata una «colomba» sul fronte fiscale, la premier ha promesso di porre fine a un’«austerità eccessiva», sottolineando al contempo il suo impegno per la sostenibilità a lungo termine del Giappone, affermando che stabilirà «parametri chiari e oggettivi» per rafforzare la fiducia dei mercati nelle finanze pubbliche. Ha proposto inoltre un’esenzione di due anni dall’imposta sui consumi per i generi alimentari, in modo da alleviare l’aumento del costo della vita.
Le elezioni anticipate si terranno a meno di un anno e mezzo dalle precedenti elezioni della Camera bassa dell’ottobre 2024. In base alla Costituzione giapponese, i membri della Camera bassa restano in carica per quattro anni, salvo scioglimento anticipato.
Il periodo di 16 giorni tra lo scioglimento della Camera bassa e il giorno del voto sarà il più breve dell’era postbellica, un fatto questo aspramente criticato dalle opposizioni che accusano Takaichi di anteporre i propri interessi politici alle priorità del Paese. Le campagne elettorali sempre più brevi sono peraltro una tendenza netta degli ultimi anni in Giappone: nel 2017 il periodo tra lo scioglimento e il giorno del voto fu di 24 giorni, 17 giorni nel 2021 e 18 giorni nel 2024.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le prime reazioni dell’elettorato giapponese alla mossa di Takaichi appaiono comunque contrastanti: in un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Asahi Shimbun metà degli interpellati si dice contrario allo scioglimento della Camera bassa e alla convocazione di elezioni anticipate, anche se nel voto fissato per l’8 febbraio il 52% desidera che la coalizione di governo mantenga la maggioranza. Circa il 69% degli intervistati non considera l’Alleanza di Riforma Centrista, il nuovo partito di opposizione centrista formato dal Partito Democratico Costituzionale del Giappone e dal Komeito, un serio sfidante per il governo Takaichi.
I giovani costituiscono una parte significativa del 36% che sostiene lo scioglimento della Camera in questo momento: due terzi degli intervistati tra i 18 e i 29 anni sono favorevoli. Ma il consenso diminuisce con l’età, scendendo al 20% tra gli over 70. Alla domanda su quale partito voterebbero nella quota proporzionale se si votasse ora, il 34% ha scelto il Partito Liberal Democratico, dato invariato rispetto a novembre scorso. Ma prima delle elezioni dell’ottobre 2024, l’LDP era dato al 36%. Numeri che sembrerebbero mostrare che l’estensione all’intero partito del consenso personale di Takaichi non sia affatto automatica.
Per quanto riguarda le misure contro l’inflazione, il 39% degli intervistati approva la risposta di Takaichi, in calo dal 46% di dicembre. Sul fronte diplomatico, invece, il 68% degli intervistati valuta positivamente l’operato del governo, segnato negli ultimi mesi dallo scontro a distanza con Pechino.
Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne.
Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di 内閣広報室|Cabinet Public Affairs Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
Il principe Ranucci e i grembiuletti rossi: favola dell’estate
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
Sostieni Renovatio 21
«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
Aiuta Renovatio 21
Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Politica
Trump: l’Irlanda sarà riunificata
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini1 settimana faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Vaccini3 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Misteri1 settimana faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica1 settimana fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Persecuzioni2 settimane faL’UE potrebbe ordinare alla Chiesa cattolica la cancellazione dei registri battesimali
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faRicercatore AI avverte: «sistemi sovrumani che acquisiscono potere e risorse reali»
-



Salute1 settimana fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi













