Vaccini
Bourla dei vaccini e sindrome di Stoccolma
Renovatio 21 pubblica il comunicato con il parere n.16 del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).
Tra l’indifferenza dei media mainstream, e conseguentemente di larga parte dell’opinione pubblica, il tempio della religione vaccinale comincia a mostrare segni di rapido declino.
Il 15 ottobre 2022, a distanza di un anno e mezzo dalla notizia diffusa dal New York Times secondo cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato della Pfizer Albert Bourla avevano negoziato mediante «chiamate e SMS» una fornitura di 1,8 miliardi di dosi del cosiddetto vaccino anti-COVID (1), e dopo che per mesi il Mediatore europeo aveva cercato invano di fare luce sulla vicenda, l’Ufficio del Procuratore Europeo – responsabile delle indagini e del perseguimento di reati finanziari quali frode e corruzione – ha aperto un’indagine sull’acquisto del predetto vaccino da parte dell’Unione. (2)
Qualche giorno prima, il 10 ottobre, in una audizione resa alla commissione sul COVIDdel Parlamento europeo – cui lo stesso Bourla, pur invitato, aveva ritenuto di non presentarsi (3) – la presidente della sezione Mercati Internazionali Sviluppati della Pfizer, Janine Small, aveva ammesso che l’azienda farmaceutica non ha mai testato la capacità del vaccino da essa prodotto di fermare la trasmissione del virus SARS-CoV-2. (4)
In realtà, che il cosiddetto vaccino anti-COVID avesse natura sperimentale era noto, fin dall’inizio della scellerata campagna vaccinale, a chiunque conoscesse la normativa europea sull’immissione in commercio del vaccino medesimo, normativa chiaramente lesiva di principi generali dello stesso ordinamento dell’Unione – con particolare riferimento al principio di precauzione – inaccettabile dal punto di vista bioetico e oggetto di numerosi pareri del CIEB. (5)
Semmai, colpisce di più che la registrazione delle dichiarazioni rese dalla responsabile dei mercati internazionali della Pfizer al Parlamento europeo sia chiaramente intellegibile in lingua inglese, ma – inspiegabilmente – non lo sia altrettanto nella traduzione italiana, a conferma di quello che ormai sembra essere un piano espressamente preordinato a manipolare e distorcere, in modo strutturale e sistematico, l’opinione pubblica italiana. (6)
Nonostante queste palmari evidenze della mala fede di quanti hanno gestito, a livelli diversi, l’affaire COVID, i cittadini italiani continuano a dimostrare apatia e rassegnazione – talvolta perfino solidarietà e approvazione – nei confronti non solo dei meccanismi e degli strumenti che, posti in essere allo scopo apparente di gestire la cosiddetta emergenza sanitaria, si sono rapidamente tradotti in restrizioni di diritti e libertà fondamentali riconosciuti a livello costituzionale, ma anche di quei soggetti che, occupando posizioni di vertice sul piano politico-gestionale, hanno ideato, promosso o avallato l’adozione di meccanismi e strumenti siffatti.
L’apatia e la rassegnazione degli italiani in queste settimane traspare anche di fronte agli ingiustificabili ritardi nella formazione del nuovo governo da parte della coalizione di partiti vincitrice delle elezioni politiche, ritardi che potrebbero riportare in auge governi «tecnici» in grado non solo di preservare, se del caso, la verginità politica della coalizione vincitrice, ma anche di portare avanti senza soluzione di continuità le politiche di distruzione del tessuto economico, sociale e costituzionale italiano, chiaramente funzionali agli interessi globalisti.
Tale condizione di aperta catatonia sociale appare ancora più grave se si pensa che molti invocano da tempo l’estensione delle restrizioni introdotte in forza del COVID alle più recenti emergenze climatico-energetiche: restrizioni, come noto, fondate sui principi dell’economia comportamentale e finalizzate a imporre logiche di soggiogamento ispirate al modello di credito sociale già consolidato in altri Paesi, come la Cina.
In proposito possono citarsi le dichiarazioni da cui traspare in modo evidente la natura strumentale della crisi energetica e della connessa crisi strategico-militare rispetto ai controversi obiettivi della cosiddetta transizione ecologica.
È questo il caso delle dichiarazioni che definiscono la guerra in Ucraina una «benedizione» per la transizione suddetta (7), di quelle che invocano la crescita dei prezzi energetici «per raggiungere i nostri (sic!) obiettivi di lungo termine nella transizione climatica» (8) e di quelle che auspicano la «militarizzazione» della società per fronteggiare la stessa crisi energetica (9), dichiarazioni tutte funzionali all’imposizione neo-paternalistica di presunti comportamenti virtuosi in grado di spingere più o meno gentilmente le masse verso obiettivi preordinati dalle élite finanziarie, tecnologiche e industriali.
In questo contesto viene replicato, anche sul piano comunicativo, il modello sperimentato con il COVID e vengono presentati come inevitabili – secondo l’abietta logica del «whatever it takes» – quegli effetti collaterali consistenti nella distruzione sistematica del tessuto produttivo nazionale, nell’eliminazione mirata delle piccole e medie imprese, nel collasso generalizzato dei lavoratori autonomi e nello scivolamento verso la soglia di povertà di una porzione sempre più ampia di cittadini.
Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:
- Auspica che gli italiani vogliano affrancarsi dalla sindrome di Stoccolma che sembra attanagliarli e che spinge una parte cospicua della società civile ad accettare acriticamente, in cambio di un intervallo di apparente normalità tra una emergenza e l’altra, la trasformazione in graziose concessioni governative di ciò che fino a poco tempo fa costituiva il nucleo essenziale e inalienabile di diritti e libertà fondamentali;
- Richiama l’attenzione sul fatto che i prossimi stati di emergenza climatica, ambientale, energetica e strategico-militare, orchestrati dalle élite sopra richiamate e finora gestiti da governi «tecnici», apriranno la strada a situazioni di conflittualità sociale e a rischi per la sicurezza e la democrazia maggiori e più pervasivi di quelli ingegnerizzati per ottenere una popolazione assuefatta e docile – il vero «effetto gregge» – durante la cosiddetta pandemia.
CIEB
17 ottobre 2022
NOTE
2) Cfr. https://europa.today.it/attualita/procura-europea-indagine-vaccini-von-der-leyen.html.
3) Cfr. https://europa.today.it/attualita/Bourla-pfizer-assente-parlamento-europeo-von-der-Leyen.html.
4) Cfr. https://www.iltempo.it/esteri/2022/10/11/news/covid-pfizer-janine-small-parlamento-ue-ammette-non-abbiamo-testato-vaccino-fermare-trasmissione-virus-33420706/, nonché https://twitter.com/i/status/1579759795225198593.
5) La normativa in questione è costituita dal regolamento della Commissione europea n. 507/2006 del 29 marzo 2006, relativo all’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dei medicinali per uso umano (in Guue n. L92 del 30 marzo 2006), che si applica espressamente ai «medicinali» rispetto ai quali «non siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia» (cfr. l’art. 4, n. 1).
6) Cfr. https://www.laverita.info/giallo-audio-distorto-audizione-pfizer-2658452776.html.
8) Cfr. https://www.laverita.info/il-caro-bollette-fa-bene-al-mercato-bankitalia-vorrebbe-un-paese-al-gelo-2658421348.html.
La versione originale del Parere è pubblicata sul sito: www.ecsel.org/cieb
Immagine screenshot da YouTube
Salute
I vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Migliaia di persone hanno segnalato a V-safe problemi di salute mentale, tra cui almeno due suicidi e tre tentativi di suicidio, dopo aver ricevuto i vaccini contro il COVID-19 durante la pandemia. Numerosi studi confermano un legame tra i vaccini e i problemi di salute mentale, tra cui psicosi, depressione, ansia e insonnia.
Migliaia di persone hanno segnalato a V-safe problemi di salute mentale, tra cui almeno due suicidi e tre tentativi di suicidio, dopo aver ricevuto i vaccini contro il COVID-19 durante la pandemia.
Nel dicembre 2020, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno lanciato l’app V-safe per consentire al pubblico di segnalare le reazioni avverse ai vaccini contro il COVID-19.
I dati analizzati da The Defender includono segnalazioni di sicurezza del vaccino da parte di persone che, prima della vaccinazione, soffrivano di problemi di salute mentale e che hanno riferito un significativo peggioramento di tali problemi dopo la vaccinazione.
Altre segnalazioni provengono da persone che, dopo la vaccinazione, hanno manifestato per la prima volta pensieri suicidi o di autolesionismo.
I dati includono anche le segnalazioni di persone che hanno affermato che le lesioni fisiche correlate ai vaccini contro il COVID-19 hanno avuto un impatto negativo sulla loro salute mentale.
La scorsa settimana, il National Institutes of Health (NIH) ha inaugurato una clinica per studiare e curare i danni da vaccino, meno di un mese dopo che React19, un gruppo di sostegno per le persone danneggiate dai vaccini, ha pubblicato un’analisi dei dati presenti su V-safe, che includeva numerose richieste di aiuto.
L’analisi di React19 ha rilevato un numero simile di persone che esprimevano intenti suicidi o un desiderio di morte (344 partecipanti) e 8.193 «richieste di aiuto» da parte di 1.468 persone.
Lo psicoterapeuta Joseph Sansone, Ph.D., ha dichiarato al The Defender che esistono prove che il COVID e le iniezioni di mRNA siano «associati ad ansia, depressione, insonnia, annebbiamento mentale, vertigini, psicosi, mania e altri problemi di salute mentale».
Sansone, autore di Psychopathic Authoritarianism: A Disease of the Soul («Autoritarismo psicopatico: una malattia dell’anima»), ha affermato che i problemi di salute mentale possono derivare anche dal dolore fisico persistente causato dai danni da vaccino. Tali danni possono portare a «conseguenti lutti e perdite», ha aggiunto.
«Molte vittime che lottano con problemi di salute fisica devono affrontare il dolore e la perdita legati alle loro malattie. A questo dolore si aggiunge, però, il senso di tradimento e di violazione», ha affermato Sansone.
«Il vaccino contro il Covid mi sta rovinando la vita»
Il CDC ha pubblicato i dati relativi al vaccino V-Safe in 12 tranche tra il 14 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2022, in seguito a una richiesta presentata ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) dall’Informed Consent Action Network (ICAN).
I dati contengono oltre 7,5 milioni di risposte provenienti da quasi 3,5 milioni di persone.
L’analisi dei dati condotta dal Defender ha individuato almeno 300 segnalazioni relative a suicidi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19, tra cui due suicidi portati a termine.
«Nostro figlio di 18 anni si è suicidato il 6 aprile 2021 ed è deceduto il 7 aprile 2021», si legge in un rapporto. Un altro rapporto affermava: «Si è suicidato a causa dell’insonnia».
Almeno tre segnalazioni descrivono tentativi di suicidio. Una di queste riguarda una persona danneggiata dal vaccino che «ha sviluppato la celiachia e la sindrome da spondiloartrite assiale e ha tentato il suicidio per 3 volte».
Un altro rapporto affermava: «peggioramento della depressione con ideazione suicidaria, che ha portato a un tentativo di suicidio il 26 dicembre 2021. Ho assunto una dose eccessiva di 47 farmaci su prescrizione (Risperidone, Lamictal, Strattera) e sono stato ricoverato d’urgenza al SJH il 26/12/2021. Ho dolore a entrambe le gambe».
Decine di segnalazioni descrivevano pensieri suicidari, insieme ad altre problematiche relative alla salute mentale e fisica. Le segnalazioni includevano:
- «Piangevo tutti i giorni, e nel periodo in cui avevo la febbre dopo il vaccino ho avuto pensieri suicidi. Sono cose molto insolite per me, credo che fossero collegate al vaccino».
- «La depressione, iniziata con ondate di tristezza e una lieve depressione con alcuni pensieri suicidi, sta peggiorando. Non riesco a uscire da quest’ultima fase depressiva. Non informare i consumatori di questo rischio può essere fatale».
- «Soffrivo di depressione, avevo problemi di sonno e pensieri suicidi e omicidi. Il vaccino contro il Covid mi sta rovinando la vita. Quando conosci il tuo corpo e sei in sintonia con esso, ti accorgi quando c’è uno squilibrio».
- «A volte non riesco a concentrarmi. Mi sento stanco più spesso. Ho una paura tremenda dei potenziali effetti collaterali dei vaccini e dei richiami, a causa della mancata divulgazione da parte del governo della vera situazione delle persone che hanno avuto reazioni avverse. Penso più spesso al suicidio».
- «Non ho precedenti di malattie mentali, ma la mia prima dose del vaccino Moderna mi ha causato una grave crisi maniacale seguita da una depressione con tendenze suicide».
Alcuni rapporti descrivono pazienti che hanno richiesto aiuto psichiatrico o medico:
- «Pensieri suicidi con un piano. Ricoverato in un reparto di psichiatria pediatrica».
- «Per tendenze suicide. È stato ricoverato in un ospedale psichiatrico per 3 settimane».
- «Depressione, pensieri suicidi, rabbia | Prevenzione del suicidio».
- «Ricoverato in una struttura psichiatrica per ideazione suicidaria attiva. La diagnosi è depressione grave senza caratteristiche psicotiche ed episodi ricorrenti di disturbo da stress post-traumatico».
- «Il vaccino potrebbe avermi reso incline al suicidio? Non ne ho la certezza, ma la mia depressione è peggiorata notevolmente poco dopo la seconda dose. Mi sembra di aver letto di un caso clinico in cui si parlava di un raro effetto collaterale. I medici mi stanno aiutando, ma volevo comunque segnalarlo».
Per molti, l’aiuto non è arrivato. «Acutizzarsi dei problemi cutanei/del disturbo ossessivo-compulsivo è ESORBITANTE! Ho chiamato il CDC molte volte prima della seconda dose e quando ho implorato qualcuno di aiutarmi dicendo che se il vaccino avesse peggiorato il mio disturbo ossessivo-compulsivo sarei diventata suicida, mi ha riattaccato il telefono in faccia. Vi prego, annullate questo effetto. AIUTO! Vi prego, risolvete questo problema!», si legge in una segnalazione.
L’analisi dei dati di V-safe condotta da React19 ha rilevato che le agenzie sanitarie federali hanno ignorato le richieste di aiuto provenienti dalle vittime di danni da vaccino e dai loro familiari.
«Molti hanno continuato a scrivere per settimane o mesi. I loro messaggi descrivono promesse di richiamate mai arrivate, richieste di aiuto rimaste senza risposta e ripetute domande sul fatto che qualcuno li leggesse davvero».
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«Se una persona soffre di una qualsiasi malattia mentale, questa iniezione la aggraverà»
Alcuni studi hanno descritto un peggioramento di problemi di salute mentale preesistenti in seguito alla vaccinazione:
- «Soffro di disturbo depressivo maggiore e negli ultimi 3 giorni ho avuto un forte aumento dei sintomi depressivi e dei pensieri suicidi».
- «Incredibile calo dell’umore, depressione, ideazione suicidaria il secondo giorno dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Soffro di disturbo bipolare di tipo 2, ma il giorno in cui ho ricevuto la seconda dose del vaccino contro il COVID il mio umore era eccellente».
- «Sono molto triste da due giorni. Soffro di depressione e sono in terapia con antidepressivi da 30 anni, con risultati stabili. Non mi sentivo così emotivamente e triste da decenni! Non ho pensieri suicidi, ma è una sensazione strana per me».
- «Se una persona soffre di una qualsiasi malattia mentale, questa iniezione la aggraverà».
Altri studi hanno descritto possibili interazioni tra il vaccino contro il COVID-19 e i farmaci antidepressivi:
- «Il Prozac ha smesso di fare effetto. Ho avuto un piccolo crollo nervoso e ho dovuto prendermi un periodo di congedo dal lavoro perché la distanza tra il bagno e il mio ufficio era tale da farmi passare da uno stato di completa lucidità a un pianto inconsolabile, spingendomi a cercare informazioni su cosa succede dopo un tentativo di suicidio».
- «Ho ancora una paralisi parziale al braccio e ora anche una forte depressione. Mi chiedo se il vaccino abbia interagito con il Lexapro. È la prima volta in mesi che ho pensieri suicidi».
I danni alla salute riproduttiva hanno contribuito ai problemi di salute mentale
Alcuni studi hanno inoltre descritto difficoltà legate alla salute riproduttiva in seguito alla vaccinazione, che hanno contribuito a un peggioramento dello stato mentale.
«Il mio ciclo mestruale era in ritardo di 4 giorni e durante la sindrome premestruale ho avuto terribili pensieri depressivi e suicidi», si legge in una segnalazione.
Un’altra ha dichiarato: «non ho ancora avuto le mestruazioni da quando mi sono vaccinata e soffro di ansia e pensieri suicidi, oltre a una grave depressione».
Naomi Wolf, Ph.D., CEO di DailyClout e autrice di The Pfizer Papers: Pfizer’s Crimes Against Humanity («I documenti Pfizer: i crimini contro l’umanità della Pfizer»), ha affermato che la «potenziale connessione» tra gli ingredienti del vaccino contro il COVID-19, come le nanoparticelle lipidiche, i rischi per la salute riproduttiva e gli impatti sulla salute mentale, «deve essere ulteriormente studiata».
«I sintomi a carico della salute mentale e quelli a carico dell’apparato riproduttivo… non mi sorprendono, poiché si spiegano facilmente, almeno in parte, con l’azione delle nanoparticelle lipidiche. Queste sostanze grasse sono progettate per attraversare la barriera emato-encefalica, quindi, per definizione, possono causare infiammazione cerebrale e persino danni cerebrali» ha detto la Wolf.
Ha affermato che «i documenti della Pfizer» hanno rivelato che le nanoparticelle lipidiche «si accumulano anche nelle ovaie e ostruiscono le tube di Falloppio, oltre a provocare sanguinamento e persino lo sfaldamento del rivestimento uterino, causando gravi danni al ciclo mestruale e all’apparato riproduttivo».
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Alcuni studi collegano i vaccini anti-COVID a psicosi, insonnia, ansia e altro ancora.
Una revisione del 2022 su PubMed ha individuato numerosi studi sottoposti a revisione paritaria che collegano i vaccini contro il COVID-19 a disturbi psichiatrici, tra cui psicosi, insonnia, allucinazioni e mania, soprattutto in adulti giovani o di mezza età.
Un ampio studio condotto sulla popolazione di Seul, in Corea del Sud, ha individuato un aumento del rischio di depressione, ansia, disturbi dissociativi, disturbi legati allo stress, disturbi somatoformi e disturbi del sonno.
Uno studio di caso del 2025 pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha identificato tre casi di donne, di età compresa tra 55 e 73 anni, che hanno riferito di aver sviluppato sintomi di ansia e depressione dopo aver ricevuto il vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech.
Una revisione del 2024 pubblicata sulla rivista Osong Public Health and Research Perspectives nella Repubblica di Corea ha individuato sette studi che riportavano disturbi del sonno come narcolessia e insonnia. Due studi documentavano casi di ansia, mentre attacchi di panico, agitazione e annebbiamento mentale sono stati riportati ciascuno in un singolo studio.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 13 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Rivista medica ritira l’articolo sul vaccino contro il COVID: «dati falsificati»
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Vaccini
Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.
I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.
In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.
In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.
I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.
Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.
La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il 1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.
La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.
Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.
Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».
I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.
Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.
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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.
Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:
«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».
L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».
Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.
Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.
La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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