Militaria
Alle truppe statunitensi è stato ordinato di non filmare gli attacchi iraniani
L’esercito statunitense ha avvertito le truppe in Medio Oriente di non filmare le conseguenze degli attacchi con droni e missili iraniani e, secondo alcune fonti, ad alcuni militari in Giordania sarebbe stato comunicato che i loro telefoni cellulari potrebbero presto essere confiscati per rafforzare la «sicurezza operativa».
Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’ammiraglio Brad Cooper, ha affermato in una lettera del 28 luglio ottenuta da Reuters che le foto e i video pubblicati dai militari americani stavano aiutando Teheran a migliorare la precisione dei suoi attacchi.
Cooper si è lamentato del fatto che giornalisti e ricercatori di «intelligence open-source» online stessero di fatto conducendo valutazioni dei danni bellici per Teheran.
«L’Iran sa che i colpi sono stati sparati; tuttavia, le sue forze non sanno se hanno mancato il bersaglio di 50 metri, colpito una pista d’atterraggio vuota o centrato un edificio affollato», ha scritto Cooper. «Elenchi dettagliati, descrizioni e analisi di ciò che è stato colpito, pubblicati apertamente dai media, di fatto svolgono per loro la Valutazione dei Danni di Battaglia (BDA), gratuitamente».
Video captures the moment that several Iranian medium to intermediate-range ballistic missiles struck Muwaffaq Salti Air Base in Jordan overnight, killing at least two and injuring several other American Servicemembers. pic.twitter.com/cJz39E1LvP
— OSINTdefender (@sentdefender) July 18, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Uno dei video citati da Cooper è stato registrato utilizzando gli occhiali intelligenti Meta durante un micidiale attacco missilistico e con droni iraniano contro la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania, il 17 luglio. Il filmato mostrava soldati statunitensi che correvano a cercare riparo ed entravano in un bunker mentre risuonavano le sirene d’allarme.
Filmati separati ripresi a distanza ravvicinata la stessa notte sembrano aver immortalato diversi missili balistici che hanno colpito direttamente la struttura giordana. Il Pentagono ha poi confermato che tre militari americani erano rimasti uccisi nell’attacco.
Due fonti hanno riferito a Reuters che le truppe di stanza in Giordania erano state informate che i loro telefoni cellulari sarebbero stati confiscati nei prossimi giorni. Una terza fonte ha affermato che si stavano valutando restrizioni più ampie in tutta la regione, sebbene il CENTCOM abbia descritto la lettera di Cooper come un semplice promemoria generale sulla sicurezza.
Sebbene la preoccupazione dichiarata del Pentagono sia che l’Iran possa trarre vantaggio dai filmati, le restrizioni renderebbero anche considerevolmente più difficile per il pubblico valutare in modo indipendente il vero impatto degli attacchi iraniani.
L’eventuale sequestro dei telefoni darebbe a Washington un maggiore controllo sul flusso di informazioni. Il CENTCOM pubblica regolarmente brevi filmati, accuratamente selezionati, di aerei americani in fase di decollo, missili in fase di lancio e obiettivi iraniani colpiti.
Nel frattempo, le riprese dirette degli attacchi iraniani sono rare, poiché anche gli alleati che ospitano basi statunitensi nella regione hanno imposto severi divieti di ripresa e sanzioni per le violazioni. Tali video contraddicono il quadro limitato presentato nelle dichiarazioni ufficiali, che di solito enfatizzano le intercettazioni riuscite o descrivono gli attacchi iraniani come falliti, senza fornire dettagli su danni, vittime o perdite di equipaggiamento.
Le preoccupazioni sulla trasparenza sono aumentate da quando il dipartimento della Guerra statunitense ha aggiornato silenziosamente il suo database nel fine settimana, rivelando che 18 militari sono stati uccisi e 624 feriti dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. I legislatori hanno chiesto maggiori informazioni sui danni ai sistemi radar, agli hangar per aerei, alle caserme e ad altre infrastrutture nelle basi statunitensi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Netanyahu sta facendo pressioni su Trump per bombardare l’Iran subito dopo le elezioni midterm
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Lo Yemen sostenuto dall’Arabia Saudita: fermata l’avanzata Houthi
Lo Yemen ha dichiarato che il proprio esercito è riuscito a bloccare un’avanzata dei miliziani Houthi nel sud-ovest del Paese.
Gli scontri tra lo Yemen e i suoi alleati della coalizione e il movimento degli Houthi (detto ufficialmente Ansar Allah), sostenuto dall’Iran, si sono intensificati a settembre, quando il gruppo sciita ha preso il controllo delle città portuali strategicamente importanti di Mocha e Dhubab sul Mar Rosso, nonché dell’isola di Perim nello stretto di Bab el-Mandeb. Da allora gli Houthi hanno anche circondato Taiz, la terza città più grande del Paese, isolando al suo interno le forze fedeli al governo riconosciuto a livello internazionale.
Secondo il quotidiano Asharq Al-Awsat, che si ritiene abbia stretti legami con la famiglia reale saudita, venerdì gli Houthi hanno lanciato un’offensiva lungo il confine tra i governatorati di Lahij e Taiz. Tuttavia, secondo quanto riferito, le truppe sostenute dall’Arabia Saudita hanno respinto l’avanzata dei militanti, con attacchi aerei e colpi di artiglieria che hanno interrotto le linee di rifornimento degli Houthi, e hanno avviato una controffensiva.
I combattimenti sono proseguiti anche intorno alla città assediata di Taiz. Nel fine settimana sono arrivate notizie contrastanti sulla situazione nel nord dello Yemen.
Sabato il governo riconosciuto a livello internazionale ha annunciato che le sue truppe avevano riconquistato posizioni nel governatorato settentrionale di al-Jawf, al confine con l’Arabia Saudita. Gli Houthi, a loro volta, hanno affermato di aver respinto le avanzate nello stesso governatorato e nella vicina Marib.
Nelle ultime settimane gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità di numerosi attacchi missilistici e con droni contro obiettivi strategici in Arabia Saudita, tra cui la raffineria di petrolio di Ras Tanura, l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad e l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, nonché un’installazione militare nella regione di Najran.
In una dichiarazione pubblicata su X lo scorso sabato, il portavoce del gruppo sciita, Yahya Saree, ha sottolineato che gli Houthi stavano conducendo tali attacchi in rappresaglia per i raid aerei sauditi sullo Yemen. Il rappresentante di Ansar Allah ha avvertito che gli attacchi sul territorio saudita sarebbero continuati finché Riad non avesse posto fine alla sua «aggressione» e revocato il blocco imposto al Paese vicino.
Come riportato da Renovatio 21, gli attacchi Houthi hanno colpito non solo gli aeroporti internazionale ma anche le infrastrutture del colosso petrolifero Saudi ARAMCO.
Dopo che gli Houthi si sono impadroniti di ampi tratti della costa yemenita del Mar Rosso e del territorio intorno allo stretto di Bab el-Mandeb a settembre, le truppe governative hanno lanciato una controffensiva, affermando di aver riconquistato posizioni chiave vicino alla vitale rotta marittima che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.
Nel frattempo Riad ha intensificato il supporto aereo, aumentando gli attacchi sui territori controllati dagli Houthi.
Lo Yemen è dilaniato da una guerra civile dal 2014, situazione ulteriormente aggravata dall’intervento guidato dall’Arabia Saudita l’anno successivo. I combattimenti su larga scala si sono in gran parte attenuati in seguito a una tregua mediata dalle Nazioni Unite nel 2022, ma sono ripresi a luglio dopo che le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita hanno attaccato l’aeroporto di Sana’a, controllato dagli Houthi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Alan Hunter, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Militaria
Il Pentagono licenzia il capo della pianificazione militare
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faChiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
-



Politica6 giorni faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Persecuzioni2 settimane faVescovo mette a tacere famoso esorcista
-



Spirito1 settimana faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Geopolitica2 settimane faL’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
-



Vaccini1 settimana faGates e Bourla sotto processo nei Paesi Bassi, accusati del piano del «Grande Reset» nell’ambito dell’udienza sui danni da vaccino
-



Salute1 settimana faI vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.
-



Salute2 settimane faI malori della 43ª settimana 2026














