Politica
La Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisce che Trump ha l’immunità presidenziale
I presidenti americani godono di «immunità assoluta» per le loro azioni ufficiali, ha stabilito lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti, affrontando una serie di accuse contro l’ex presidente Donald Trump.
I procuratori federali hanno accusato Trump di quattro capi d’imputazione penali relativi alle elezioni presidenziali del 2020, sostenendo che aveva «cospirato» per ribaltare i risultati diffondendo «affermazioni consapevolmente false» di frode per ostacolare la raccolta, il conteggio e la certificazione dei risultati. La decisione del massimo organo giudiziario statunitense, attesa da tempo, mette a dura prova i piani del procuratore speciale Jack Smith di perseguire Trump presso la corte federale di Washington prima delle elezioni di novembre.
Il verdetto della Corte Suprema consente ai tribunali inferiori di tenere udienze probatorie per determinare quali azioni di Trump potrebbero essere state non ufficiali.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Sotto la nostra struttura costituzionale di poteri separati, la natura del potere presidenziale conferisce a un ex Presidente il diritto all’immunità assoluta da procedimenti penali per azioni nell’ambito della sua autorità costituzionale conclusiva e preclusiva», ha affermato la corte in una decisione 6-3. «E ha diritto almeno all’immunità presuntiva da procedimenti penali per tutti i suoi atti ufficiali. Non esiste immunità per atti non ufficiali».
Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha redatto l’opinione della maggioranza, che ha visto i sei giudici di orientamento conservatore contrapporsi ai tre liberali.
La decisione favorisce l’ex presidente in relazione ai suoi tweet al pubblico americano del 6 gennaio e alle conversazioni con l’allora vicepresidente Mike Pence in merito alla sua presidenza della certificazione dei risultati elettorali, poiché entrambi rientravano chiaramente nell’ambito dei doveri ufficiali.
Tuttavia, il verdetto consente ai tribunali inferiori di tenere udienze probatorie per determinare quali azioni di Trump potrebbero essere state non ufficiali, come quando ha contattato i funzionari elettorali statali e locali in merito al voto del 2020.
«Nel distinguere la condotta ufficiale da quella non ufficiale, i tribunali non possono indagare sulle motivazioni del Presidente», ha avvertito la corte.
La Corte Suprema ha riservato il caso di immunità per l’ultimo giorno del suo mandato.
Trump ha contestato le elezioni del 2020, caratterizzate da una serie di procedure insolite, apparentemente adottate a causa della pandemia di COVID-19, definendole irregolari e probabilmente macchiate da frodi, sottolineando i ritardi nello spoglio dei voti per corrispondenza, improvvisamente andati a favore del democratico Joe Biden dopo la chiusura delle urne in una manciata di Stati.
I democratici hanno insistito sul fatto che le elezioni sono state le più sicure e legittime di sempre e che qualsiasi messa in discussione del risultato costituisce un attacco alla democrazia.
In reazione alla sentenza, l’attuale presidente Joe Biden ha attaccato la Corte Suprema, esortando i cittadini americani a «dissentire» contro la sentenza secondo cui i presidenti americani hanno «immunità assoluta» per le loro azioni ufficiali.
In una decisione presa lunedì con 6 voti contro 3, la corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che, secondo «il nostro sistema di poteri separati, il Presidente non può essere perseguito per aver esercitato i suoi principali poteri costituzionali e ha diritto almeno all’immunità presuntiva dall’azione penale per i suoi atti ufficiali».
Biden critica la decisione in una breve dichiarazione, definendola «un principio fondamentalmente nuovo» e un «precedente pericoloso perché il potere dell’ufficio non sarà più limitato dalla legge».
Sostieni Renovatio 21
«Non ci sono re in America. Ognuno, ognuno di noi è uguale davanti alla legge. Nessuno, nessuno è al di sopra della legge, nemmeno il presidente degli Stati Uniti», ha affermato Biden, anche se la sentenza della Corte Suprema ha affermato specificamente che «il presidente non è al di sopra della legge» e che «non c’è immunità per atti non ufficiali».
Trump ha definito la sentenza, che mette a repentaglio i piani dei democratici di processarlo presso la corte federale di Washington prima delle elezioni di novembre, una «grande vittoria per la nostra costituzione e la nostra democrazia».
Biden ha messo in guardia gli americani su un possibile ritorno di Trump, affermando che «le persone devono decidere se vogliono affidare… la presidenza a Donald Trump, sapendo ora che sarà ancora più incoraggiato a fare ciò che vuole quando vuole».
Biden ha continuato citando il dissenso della giudice Sotomayor, che ha scritto che «in ogni uso del potere ufficiale, il presidente è ora un re al di sopra della legge. Con timore per la nostra democrazia, dissento».
«Quindi, se il popolo americano dovesse dissentire, io dissentirei», ha aggiunto Biden, concludendo il suo discorso preparato e non rispondendo alle domande della stampa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Economia
Crolla una banca, si dimette il presidente paraguagio. Quando avverrà lo stesso in Italia?
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
Trovato morto il ministro dell’economia bavarese anti-COVID
Il vice primo ministro e ministro dell’Economia bavarese Hubert Aiwanger è stato trovato morto in un hotel di Berlino all’età di 55 anni, secondo quanto riportato dai media tedeschi, che citano fonti di polizia e governative.
Il politico conservatore, che presiedeva anche il partito Freie Wähler («Elettori Liberi»), è stato trovato senza vita nella sua stanza all’hotel Neuer Fritz, nel centro di Berlino, mercoledì, secondo quanto riportato dal giornale Bild. La sua morte è stata successivamente confermata da dpa e da altri organi di stampa tedeschi.
Aiwanger avrebbe dovuto tenere un discorso all’inaugurazione della nuova sede del suo partito a Berlino quello stesso giorno, ma secondo quanto riferito avrebbe annullato la sua partecipazione a causa di un malore. Rimase in albergo e fu successivamente trovato morto dopo essere diventato irreperibile.
La causa della sua morte non è ancora stata accertata, ma secondo il Tagesspiegel la polizia non ha trovato alcun indizio di omicidio.
Aiwanger ha ricoperto la carica di ministro dell’economia e vice primo ministro della Baviera dal 2018, anno in cui il suo partito, i Liberi Elettori, ha formato una coalizione di governo con l’Unione Cristiano-Sociale (CSU) guidata da Markus Söder. Aveva guidato la sezione bavarese del partito dal 2006 e la sua organizzazione nazionale dal 2010. Lascia la compagna di lunga data, la politica Tanja Schweiger, e i loro due figli.
Noto per le sue critiche esplicite alle politiche dell’UE, Aiwanger ha spesso contestato Berlino e Bruxelles in merito alle normative economiche e alla politica energetica. Nel 2019 ha visitato la Russia per promuovere la cooperazione economica, opponendosi alle sanzioni che danneggiavano i rapporti commerciali.
Era anche un acceso oppositore dell’immigrazione incontrollata, chiedendo controlli alle frontiere più severi e politiche di espulsione più rigide. Nei suoi ultimi giorni attribuì i disordini che stavano sconvolgendo l’Europa occidentale in parte alle comunità di migranti scarsamente integrate e agli estremisti di sinistra, accusando i politici di chiudere un occhio sugli attacchi alla polizia. Il 31 ottobre condannò la situazione a Berlino, dove i negozianti avevano sbarrato le vetrine per timore di rivolte e saccheggi, chiedendo pene più severe per i responsabili.
Il politico bavarese in passato si era pronunciato a favore di una liberalizzazione del diritto di possedere armi e, con una certa decisione, si era opposto all’obbligo di vaccinazione. Dopo aver espresso pubblicamente dubbi riguardo all’efficacia e ai possibili effetti collaterali della vaccinazione contro il COVID-19, nel novembre 2021 ha dichiarato, tuttavia, di essersi vaccinato. In precedenza il suo scetticismo verso i vaccini aveva causato tensioni con la CSU.
Aiwanger era critico verso la cultura della cosiddetta political correctness, accusando soprattutto i Verdi di perseguire un’ideologia elitista politicamente corretta, lontana dai valori dei «cittadini normali». La sua retorica è stata criticata per una supposta vicinanza al populismo del partito Alternative für Deutschland.
Nell’agosto 2023, poche settimane prima delle elezioni statali bavaresi, il quotidiano Süddeutsche Zeitung affermò che Aiwanger, da studente diciassettenne, aveva scritto un pamphlet che banalizzava il regime nazista e chiedeva l’uccisione dei cosiddetti «traditori della patria» ad Auschwitz. Aiwanger negò immediatamente la paternità del documento, attribuendo la paternità di quel testo al suo fratello.
Il primo ministro bavarese Markus Söder pretese un chiarimento completo delle accuse e condannò fermamente il contenuto del documento. L’opposizione ne chiese le dimissioni, ma Söder lo confermò in carica. Il partito dei Liberi Elettori ottenne il 15,8% dei voti, in aumento rispetto all’11,6% del 2018, incrementando la propria rappresentanza da 27 a 37 seggi.
Nonostante rimanga la seconda forza politica della Baviera, il partito dei Liberi Elettori non è riuscito a entrare nel Bundestag alle elezioni federali del 2025, ottenendo solo l’1,5% dei voti a livello nazionale.
Immagine Stefan Brending CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine Stefan Brending CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
Politica
Vance: elezioni perse a causa della guerra in Iran
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Spirito2 settimane faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Vaccini2 settimane faGates e Bourla sotto processo nei Paesi Bassi, accusati del piano del «Grande Reset» nell’ambito dell’udienza sui danni da vaccino
-



Salute2 settimane faI vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.
-



Necrocultura7 giorni faHalloween, la festa di sangue è di nuovo qui
-



Arte2 settimane faStelle del cinema e tute alari. Renovatio 21 intervista il decano degli stuntmen italiani Claudio Pacifico
-



Spirito2 settimane fa«Scomunicati senza processo». Mons. Viganò ai fedeli Summorum Pontificum respinti dalla Basilica di San Pietro
-



Vaccini1 settimana faVaccino COVID, Londra era a conoscenza del rischio fatale di coaguli, ma ha permesso la sperimentazione sui bambini














