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L’ombra di Veronesi incombe sul Cattolicesimo?

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Il ferro va battuto finché è caldo dicono, e questo risulta quanto mai vero, poiché una volta raffreddatosi diventa difficilissimo raddrizzarlo.

 

Questo cappello è utile per introdurre le due righe che seguiranno, e che mai avrei pensato di dover scrivere per parlare dello spettro di Umberto Veronesi, il “luminare” che, a quanto pare, miete ancora vittime nel comun pensiero. Niente di nuovo: si sa di quanto il suo degradato scientismo, ovvero quella pseudo-religione che con presuntuosa ed adamantina certezza presume che la sola scienza e la sola tecnica siano i due veicoli fondamentali a cui consacrarsi per vivere felici, non esistendo altra realtà se non quella caduca e percepibile ai nostri sensi, abbia nel suo complesso devastato anche il solo buonsenso umano, creando voragini ormai insanabili, o almeno non con umana forza.

 

Certo è che l’insolita premura di dover spiegare queste cose ai cattolici, e per lo più di stampo tradizionalista, lascia assai perplessi: esiste la possibilità che il pensiero integralmente cattolico tolleri l’aura di Umberto Veronesi e della cricca che si porta appresso, continuando a svolgere onori di cattedra attraverso le sue fondazioni? Ebbene sì, esiste, con tanto di ragione al vecchio Sherlock Holmes il quale asseriva che “nulla è più imprevedibile dell’ovvio”.
Tracciare l’idea del Veronesi è quanto mai superfluo, esulando dai limiti della sopportazione che comporterebbe un riepilogo della sua vita ma, per intenderci, che potremmo riassumere con parole sue:
“Da quando Dio uscì dal mio orizzonte la mia vita si è indirizzata ad obiettivi etici diversi. Io dico sempre ai miei figli: ‘Abbandoniamo la famosa triade Dio, patria e famiglia, e sostituiamola con valori etici nuovi che sono libertà, solidarietà e tolleranza’. […] Dimentichiamoci della patria, dimentichiamoci di Dio, ma pensiamo all’uomo”.
 
Questo può bastare ed avanzare per essere in grado, ora, di affacciarsi al problema principale della questione.

 

Una certa fetta del mondo cattolico, dicevamo, tenta di compiere un’opera quanto mai pericolosa, in grado di insediare un pensiero totalmente erroneo e privo di connessione con la realtà effettiva delle cose; non sono pochi, infatti, coloro che vedono nella moderna medicina qualcosa di assolutamente “per bene”, perché in grado di garantire miglior salute all’uomo ottimizzando le proprie condizioni di vita.Questo è certamente vero ed innegabile,  a patto che non si cada nel tranello di ciò che è la presunta infallibilità della scienza e della ricerca, sostituendo questa oasi di miracolistica scientifica a ciò che invece – la salute soprattutto – dipende dalla volontà che Dio dispone per ciascuno, a seconda anche del libero arbitrio positivo che ogni essere umano eserciterà su se stesso.

 

Sarebbe inopportuno, poi, dimenticare ciò che nel Vangelo è scritto circa i “falsi profeti che avranno da venire”, e che nel nostro tempo odierno pullulano in ogni dove: Gesù parla di questi “falsi profeti” come individui assolutamente colmi di intellighenzia, capaci di scimmiottare persino la Divinità di Dio  sostituendola con il culto dell’uomo, operando nel medesimo tempo numerosi “miracoli”, i quali potrebbero essere definiti senza remore veri e propri “miracoli al contrario”. I patti col diavolo non sono favole, esistono e una gran parte di personaggi pubblici – in passato e pure al presente – ha dichiarato di averli fatti, vendendo l’anima in cambio di successo, fama, salute, scoperte e qualsivoglia attrazione personale.
Come prima cosa bisogna perciò fare attenzione a pensare la scienza, specie moderna, come qualcosa di assolutamente benevolo e correlato alla tutela che Dio ha verso l’uomo: Satana è astuto e si camuffa abilmente sotto ogni vestigia.

 

Pure questo discorso evidentemente funge da preambolo, per lasciare spazio a specifiche osservazioni su Umberto Veronesi, nonché alla visione che un buon cattolico deve avere di lui e di tutto il suo operato, checché ne dica il mondo laicista e radical-chic.
Parlando di rischi abbiamo menzionato quelli corrisposti alla medicina moderna, ma parlando del “luminare” dell’oncologia i dettagli aumentano, e questo non tanto per l’ammissione che si deve fare della cultura di morte che lui ha praticato e coltivato per tutta la vita, quanto invece per l’impossibilità di scindere questo suo assiduo e costante praticantato dalla professione e promulgazione pubblica che lui ne ha fatto. Questo per dire che non può esistere un Veronesi Medico – pubblico – ed un Veronesi uomo – privato -, giacché ciò che di buono o cattivo ha svolto lo ha fatto rendendolo noto ed appetibile in foro esterno.

 

Veronesi ha curato tante persone con la sua ricerca, così come ne ha fatte morire tante altre – molte di più – diffondendo la pratica abortista, sostenendo l’eutanasia, la fecondazione c.d. “assistita” (ossia la squallida fecondazione in vitro) e tutte le altre porcate di cui si conosce l’entità. Qual è il prezzo da pagare per queste scoperte scientifiche? Così agisce il Demonio, garantendo fama e successo in cambio di Male, della diffusione del Male e della morte, come l’opera-Veronesi ha impeccabilmente costituito. 
Un certo pensiero cattolico però cosa dice? Dice che aldilà di tutto Veronesi, con la sua squadra e la sua Fondazione ha permesso di guarire persone care, e questo sarebbe sufficiente a farne un “luminare” – repetita iuvant – della scienza, infallibile per i risultati ottenuti con le persone a cui vogliamo bene: e qui entriamo nell’errore degli errori, il quale sostituisce l’istinto alla retta ragione.

 

Punto primo: il fatto che un tumore possa essere stato guarito da un certo tipo di cura chemioterapica non fa di questa pratica un’assoluta certezza, essa funzionando diversamente e con diverse misure e risultati a seconda del caso e del soggetto.
Punto secondo: i parenti di coloro che non avessero avuto la “buona sorte” di guarire sotto il Veronesi-team potrebbero rivoltare allora il discorso, definendo lui e la sua coda di adepti come degli incompetenti, per il principio solito che se si comincia con le illazioni personali ogni conclusione è relativa al caso specifico.
Terzo punto, il peggiore: si abbandona la recta ratio per lasciare campo al più fallace personalismo, per il quale io attribuisco onori ad una persona che ha compiuto una caterva di errori (o meglio sarebbe dire orrori) solo perché ha guarito le persone a me più care. Questo genere di personalismo impernia i propri prodromi nella mentalità moderna prima ancora che in quella modernista, abbandonando la connessione reale delle cose per un vago sentimentalismo del caso, secondo cui il bene fatto ad un mio prossimo trascende il male procurato ad una collettività intera, avvelenando la società di un putrido ed irreversibile veleno scientista, che relega Dio per esaltare l’uomo.

 

Secondo questo gravissimo dispotismo moderno, di cui il Veronesi fu certamente instancabile collaboratore, la zizzania rischia di crescere copiosa anche nelle membra del Cattolicesimo, a quanto pare.
Va detto infatti che un ulteriore pericolo a cui già poc’anzi si è fatto riferimento, è quello secondo il quale ci sia libertà di scindere le due facoltà principali della persona di cui stiamo qui parlando, ciò risultando assurdo oltre che illogico, visto che la persona di Veronesi ha operato nel Veronesi medico per tutta la vita, a meno che non si voglia ricorrere ad un’etica totalmente idealista delle cose. L’oncologo non ha fatto delle sue idee qualcosa di privato e circoscritto a sue ricerche private, ma ha tutto sentenziato in foro esterno pubblicamente, esaltando il vizio e denigrando la virtù, esaltando l’omicidio e la sodomia così da porre un pubblico scandalo, degno di guadagnarsi ciò che, in tempi certamente più cristiani, sarebbe giustamente toccato a lui ed ai suoi prodi sostenitori.

 

Non c’è perciò spazio per le note di merito ad un tale modello, e questo per il buon cattolico deve risultare come ABC. Se una causa grave è riuscita ad ottenere un effetto migliorativo tramite una cura di Veronesi questo non offre il diritto di sbandierarlo, e di fare di un risultato buono (Deo gratias e non Veronesi gratias) una virtù con la quale esaltare il “luminare” della morte e del suicidio dell’etica. Che poi ancor più, un oncologo infarcito di diavolesche idee, debba esser preso in riferimento a tutti gli altri settori della medicina è altrettanto ridicolo, e questo è un altrettanto rischio che incorre nel mondo laicista, sicuramente, ma anche nel mondo cattolico.
Il Nostro era pure accanito sostenitore dei vaccini, sponsorizzati a squillo di tromba dalla Fondazione sua: e come stupirsi? Eppure ci sono prove ben precise che qualche vaccino abbia causato persino tumori che il suddetto curava a suon di scienza e ricerca, ma di questo nessuno parla, ed è ricompensato l’insabbiamento hic et nunc.

 

Per concludere, è curioso notare come spesso basti poco a rendere testimonianza della fragilità di un retto Cattolicesimo, richiesto ad ogni buon cattolico senza distinzione. Si parla e si disputa di Massoneria all’interno della Chiesa, di complottismi neri all’interno delle mura vaticane; di lobby, di cricche, di mondialismo… e poi appena il presupposto coinvolge una qualsivoglia esperienza personale, una convinzione resa in auge attraverso il personalismo più assoluto, tutto diventa rose e fiori, chiaroscienza ineluttabile.
Così avviene nel magico mondo del Veronesi-pensiero, che nonostante le collusioni con una visione del mondo atea e fermamente anti-cattolica, produrrebbe florilegi di medicina e di humanitas. Idem per coloro che si occupano della nostra “salute”, tutti santini da ringraziare per averci risparmiato l’influenza e il raffreddore. Chi se ne importa poi se vanno all’Inferno perché tutti approvatori di una legge sodomita, l’importante è che sia gente fidata, e che mi garantisca di morire bello, alto e magari pure sano. Al diavolo lo scandalo, quello non conta nulla e non ammorba.

 

Eppure, in mezzo a tutto questo ciarpame, tuona ponderosa come non mai l’ammonizione dell’Angelico Dottore, puntuale e retto, debellatore delle mezze verità le quali, in fondo, non sono altro che vere e proprie bugie: “Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu” (Summa Theologica, I-II, q. 71, a. 5, ad 2; II-II, q. 79, a. 3, ad 4).

 

Cristiano Lugli

 

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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