Cina
Il premier Li Keqiang: la ripresa economica cinese non è solida
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
L’economia cinese fatica a riprendersi dai recenti lockdown per il Covid-19. Li annuncia più riforme e aperture. Le previsioni per il Pil nazionale sono però sotto le aspettative. Pronto un piano d’investimenti interni da quasi 74 miliardi di euro. Intanto continua la fuga di capitali stranieri dal Paese.
L’economia cinese è in ripresa, ma i suoi fondamentali non sono «solidi». È quanto ha dichiarato ieri il premier Li Keqiang durante un incontro con i leader di Shanghai e delle province del Guangdong, Fujian, Jiangsu e Zhejiang: i motori economici del Paese.
La Cina tenta di riprendersi dagli shock causati dai duri lockdown imposti negli ultimi mesi per contenere una recrudescenza del COVID-19. Il pericolo pandemia rimane per il Paese, mentre emergono nuovi focolai d’infezione; ad aggravare il quadro ci sono poi gli effetti della guerra in Ucraina sulle catene globali di approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime.
Fino ad aprile Li ha avuto in larga parte un ruolo secondario, scavalcato dal presidente Xi Jinping anche sulle questioni economiche, che nel sistema di potere cinese sono di solito prerogativa del premier.
Scelte discutibili prese da Xi, come quelle sulla lotta alla pandemia (politica «zero-Covid»), sul controllo delle imprese tecnologiche e sulle restrizioni ai giganti immobiliari hanno riportato Li alla ribalta, e con lui un approccio economico più in linea con il libero mercato.
Nel suo discorso ai dirigenti provinciali, Li ha sottolineato che la Cina continuerà a promuovere riforme, a migliorare l’ambiente per gli affari e ad aprirsi ai mercati internazionali.
A fine maggio il governo ha approvato un pacchetto di 33 interventi economici, tra cui spiccano ulteriori tagli fiscali per 140 miliardi di yuan (20,6 miliardi di euro). Secondo quanto riporta Reuters è pronto anche un piano di investimenti infrastrutturali da 500 miliardi di yuan (73,7 miliardi di euro).
Tutto ciò potrebbe non bastare per raggiungere l’obiettivo di crescita annuale, fissato dal governo al 5,5%, e le parole di Li lo confermerebbero.
er un gruppo di economisti citati dal portale Yicai, nel secondo trimestre dell’anno l’economia cinese è cresciuta solo dello 0,9%, con una proiezione di crescita a fine anno del 4,3% – esperti sentiti da Nikkei Asia abbassano il dato al 4,1%.
La ripresa cinese è rallentata dall’aumento della disoccupazione e da deboli investimenti immobiliari. Tengono invece la spesa in infrastrutture, l’export e si prevede un leggero incremento dei consumi.
Un segnale indiretto che la situazione economica in Cina è difficile è la continua fuga di capitali all’estero.
L’Institute of International Finance riporta che a giugno gli investitori stranieri si sono liberati di bond cinesi per un valore netto di 2,5 miliardi di euro: il maggior spostamento di fondi esteri dal Paese negli ultimi sette anni.
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Immagine di Friends of Europe via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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