Droni
Attacco massivo di droni ucraini contro una raffineria russa
Un massiccio attacco di droni ha colpito una raffineria di petrolio nella città russa di Yaroslavl, provocando un incendio e ferendo due operai. Si tratta del più grande attacco di questo tipo mai registrato nella regione, ha dichiarato il governatore Mikhail Evraev.
Le unità russe di difesa aerea e di guerra elettronica hanno contrastato 124 droni in arrivo durante la notte, ha dichiarato Evraev in un comunicato stampa martedì. L’attacco ha danneggiato infrastrutture critiche presso la raffineria, mentre i detriti dei droni caduti hanno colpito case e veicoli nelle vicinanze.
«In totale 124 droni. L’infrastruttura della raffineria è stata danneggiata. I servizi di emergenza stanno lavorando per spegnere l’incendio», ha scritto il governatore sul suo canale ufficiale.
🇺🇦🇷🇺 Russia says it shot down 856 Ukrainian drones overnight, but at least one still found a refinery.
The oil refinery in Yaroslavl, about 250 km northeast of Moscow, was damaged in the attack, the local governor said, with 2 workers injured and firefighters battling a blaze at…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) November 3, 2026
🚨 Les forces armées ukrainiennes ont attaqué une raffinerie dans la région de Yaroslavl.
Des drones ukrainiens ont attaqué une zone industrielle à Yaroslavl. En conséquence de l’impact, un important incendie s’est déclaré sur le site, embrasant les installations de production.… pic.twitter.com/qjHyhodpdn
— Camille Moscow 🇷🇺 🌿 ☦️ (@camille_moscow) November 3, 2026
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Due operai della raffineria sono rimasti feriti da schegge e sono stati trasportati d’urgenza in ospedale. Secondo Evraev, i detriti provenienti da droni intercettati hanno anche mandato in frantumi le finestre di palazzi e case private e danneggiato le auto parcheggiate. L’entità completa della distruzione non è ancora chiara.
L’attacco notturno ha innescato ampie misure di sicurezza. Le autorità hanno chiuso l’aeroporto di Yaroslavl, bloccato l’importante autostrada che collega la città a Mosca e deviato i trasporti pubblici. È stato anche brevemente dichiarato un allarme missilistico. Le restrizioni sono state revocate in mattinata, una volta che la minaccia dei droni si è attenuata.
Secondo quanto riportato da Kommersant, il raid rappresenta il più pesante attacco con droni nella regione di Yaroslavl dall’inizio del conflitto in Ucraina. Il precedente record risaliva ad agosto, quando furono intercettati 93 droni. Quattro persone rimasero ferite in quell’attacco, che provocò anche incendi nei serbatoi di stoccaggio di una raffineria e in diverse abitazioni.
La stessa raffineria è stata nuovamente presa di mira a settembre, quando, secondo quanto riferito, 65 droni hanno attaccato l’impianto, danneggiando le infrastrutture e le proprietà residenziali circostanti.
L’ultimo attacco giunge nonostante l’annuncio fatto a settembre dal presidente statunitense Donald Trump, secondo cui «l’Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi russi nel settore energetico», e nonostante Mosca si sia impegnata ad astenersi anch’essa da tali attacchi.
In precedenza Trump aveva esortato Zelens’kyj a smettere di colpire le raffinerie russe, avvertendo che gli attacchi stavano facendo aumentare i prezzi globali del gasolio. «Deve smetterla di distruggere le forniture di gasolio in Russia», ha detto Trump.
Tuttavia lo Zelens’kyj, presidente dell’Ucraina, ha subordinato la sospensione degli attacchi alle raffinerie alla fornitura da parte di Washington di missili intercettori Patriot a Kiev. «Se non vogliamo che attacchiamo le loro raffinerie, dateci un pacchetto di un mese», ha dichiarato lunedì a Fox News, aggiungendo che l’Ucraina era pronta a pagare per i missili.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri russo Sergio Lavrov ha dichiarato in settimana che Kiev di fatto ignora Trump.
L’attacco si verifica mentre Mosca e Washington portano avanti un accordo sulla fornitura di gasolio volto ad attenuare l’impennata dei prezzi del carburante negli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito, la Russia ha già iniziato le spedizioni previste dall’accordo, con ulteriori consegne programmate nonostante i ripetuti attacchi ucraini alle sue raffinerie. L’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha insistito sul fatto che Mosca rispetterà l’accordo, mentre lo Zelens’kyj ha criticato l’allentamento delle sanzioni di Washington sul carburante russo.
Alcuni, come Tucker Carlson, ipotizzano che l’attacco alle raffinerie, impianti costosissimi e di lunga costruzione, fa parte di un piano per ridurre la popolazione mondiale partendo con la distruzione delle economie e delle società di Stati Uniti e Europa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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