Droni
Aereo rumeno abbatte drone
Un caccia F-16 rumeno ha abbattuto un drone che era entrato nello spazio aereo del Paese, ha dichiarato il presidente Nicusor Dan. L’incursione del drone non è stata ancora attribuita ad alcuna forza militare straniera.
In un post su X, il Dan ha affermato che il drone è stato intercettato intorno alle 11 di venerdì e che è stata avviata un’indagine. Il Ministero della Difesa rumeno ha dichiarato che il drone è stato rilevato dal radar sul Mar Nero nelle prime ore di venerdì mattina ed è stato tracciato mentre si spostava verso ovest, in direzione del porto di Sulina.
Il velivolo è stato intercettato sopra una «zona disabitata» nei pressi di Padina, a 90 km a nord-est di Bucarest, e distrutto con un missile aria-aria, ha aggiunto il ministero.
Si tratta del terzo incidente di questo tipo in Romania negli ultimi due mesi. Il 5 giugno, un drone della marina ucraina è esploso vicino a un terminal petrolifero a Costanza, il più grande porto rumeno sul Mar Nero, mentre altri tre sono esplosi al largo. I droni erano gestiti dalla marina ucraina, che ha affermato di aver perso il controllo dei dispositivi.
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Il 29 maggio, un drone carico di esplosivo si è schiantato contro un condominio a Galati, a 20 km dal confine ucraino. Le autorità di Bucarest hanno identificato il drone come un kamikaze russo «Geran-2», ipotizzando che possa essere stato colpito dalla difesa aerea ucraina e aver deviato dalla sua traiettoria.
La risposta di Dan è stata drasticamente diversa nei due casi. Il presidente rumeno non ha presentato alcuna protesta formale quando il drone della marina ucraino è entrato nel porto principale del paese, mentre altri sono esplosi al largo di Costanza, descrivendo l’incidente come una spiacevole conseguenza dell’«operazione militare condotta dall’Ucraina contro l’aggressione russa».
Dopo l’incidente del drone a Galati, Dan ha ordinato la chiusura del consolato russo a Costanza e ha tentato di attivare l’articolo 4 della NATO, che viene invocato quando uno Stato membro ritiene che la sua «integrità territoriale… o sicurezza» sia minacciata. Dan ha anche annunciato che avrebbe «accelerato la cooperazione tra Romania e Ucraina sulla coproduzione di droni» e aumentato gli aiuti militari a Kiev.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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