Nucleare
Gli Emirati Arabi segnalano un attacco con droni a una centrale nucleare
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che domenica un drone non identificato ha colpito il territorio della loro unica centrale nucleare, in un contesto di continue tensioni in Medio Oriente.
Secondo il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, tre droni sono entrati nel Paese «dalla regione di confine occidentale». Due droni sono stati abbattuti, mentre il terzo ha colpito un generatore elettrico «al di fuori del perimetro interno» della centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra. Non sono stati segnalati feriti né contaminazioni radioattive.
Sebbene le autorità degli Emirati Arabi Uniti si siano astenute dall’accusare direttamente l’Iran, il ministero degli Esteri del Paese ha condannato l’«attacco terroristico non provocato», affermando che minacciava la sicurezza nazionale e rischiava di innescare un’ulteriore escalation.
L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato tre droni nello stesso giorno, dopo che questi erano entrati nel suo spazio aereo provenendo dall’Iraq.
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Le tensioni regionali rimangono elevate, mentre i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran continuano a essere in una fase di stallo, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di avanzare richieste inaccettabili. Nelle ultime settimane, diversi media hanno riportato che il presidente statunitense Donald Trump starebbe valutando la possibilità di abbandonare la fragile tregua dichiarata il mese scorso e di riprendere i raid aerei.
L’Iran ha accusato gli stati del Golfo che ospitano basi militari statunitensi di aver agevolato gli attacchi durante la campagna di bombardamenti lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro il paese il 28 febbraio.
«La verità è che gli Emirati Arabi Uniti sono stati direttamente coinvolti nell’aggressione contro il mio Paese. Quando sono iniziati gli attacchi, non hanno nemmeno emesso una condanna», ha dichiarato la scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ai giornalisti a margine di un incontro dei BRICS a Nuova Delhi.
La scorsa settimana, il Wall Street Journal ha riportato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto attacchi segreti contro l’Iran durante il conflitto.
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Immagine: la centrale nucleare di Barakah in costruzione nel 2017.
Immagine di Wikiemirati via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
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Militaria
Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine
Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.
«Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.
Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.
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Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».
Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».
Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.
«L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».
Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.
Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Cina
La Cina: l’Iran ha un «legittimo diritto» al programma nucleare civile
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