Geopolitica
Trump: il leader saudita «mi sta baciando il culo»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è vantato del fatto che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, leader di fatto del Paese, gli stia «baciando il sedere» e debba quindi «essere gentile» con gli Stati Uniti.
Trump ha rilasciato queste dichiarazioni venerdì al forum annuale del fondo sovrano saudita a Miami, nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha scatenato ritorsioni in cui sono state prese di mira le infrastrutture saudite.
Durante il suo discorso, Trump ha ricordato il suo legame con il re saudita novantenne Salman bin Abdulaziz Al Saud. «Io… amo il re dell’Arabia Saudita. Che uomo straordinario. Quando ero lì, abbiamo stretto un forte legame», ha detto, ricordando che una volta il re gli afferrò il braccio per aiutarlo ad alzarsi.
«Hanno detto che quella è stata l’unica volta in cui ha afferrato qualcuno… Ho detto: “Credo di piacergli”. E gli piacevo, e gli piaccio ancora, ed è una persona fantastica a cui salutare. È un brav’uomo con un figlio fantastico», ha detto.
🤣🇸🇦🇺🇸🇮🇷 Trump talking about Saudi Crown Prince Mohammed Bin Salman:
“He didn’t think he would be kissing my ass, he really didn’t. And now he has to be nice to me. He better be nice to me” pic.twitter.com/ILnTU2hI6c
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) March 28, 2026
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Passando poi a parlare dei rapporti con Mohammed bin Salman, ha affermato che il principe ereditario gli aveva detto che gli Stati Uniti erano «un paese morto» solo un anno prima, ma che ora sono «il Paese più dinamico del mondo».
«Non pensava che sarebbe successo. Non pensava che mi avrebbe baciato il culo… Pensava che sarebbe stato solo un altro presidente americano perdente, in un momento in cui il Paese stava andando a rotoli. Ma ora deve essere gentile con me», ha detto Trump.
Ciò avviene dopo che Trump, all’inizio di questa settimana, aveva suggerito che bin Salman stesse incoraggiando un’azione statunitense contro l’Iran. «È un guerriero. Tra l’altro, sta combattendo con noi», aveva affermato.
Martedì, il New York Times ha riportato che bin Salman aveva esortato privatamente Trump a proseguire la campagna congiunta USA-Israele contro l’Iran, definendola un’«opportunità storica» per ridisegnare il Medio Oriente. Citando alcune fonti, il NYT ha affermato che il principe ereditario ha sostenuto che il governo iraniano può essere eliminato solo attraverso un cambio di regime.
Riyadh ha smentito questa affermazione, dichiarando di aver «sempre sostenuto una soluzione pacifica a questo conflitto, ancor prima che iniziasse».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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