Militaria
La Corea del Nord mostra il suo primo sottomarino nucleare
Pyongyang ha diffuso nuove immagini del suo primo sottomarino missilistico strategico a propulsione nucleare, ormai quasi ultimato, mentre il leader nordcoreano Kim Jong Un ne effettuava un’ispezione personale.
Kim ha definito la costruzione della nave un «cambiamento cruciale e epocale», ha riportato giovedì l’agenzia Korean Central News Agency (KCNA).
Durante la visita, Kim ha seguito da vicino i lavori sul sottomarino missilistico strategico da 8.700 tonnellate e ha assicurato che proseguirà l’equipaggiamento della marina della RPDC con armamenti nucleari.
Kim ha motivato la necessità di potenziare la capacità offensiva del Paese con il recente via libera statunitense al progetto sudcoreano di sviluppare un sottomarino nucleare. Il leader nordcoreano ha sostenuto che i piani di Seul rappresentano una violazione della sicurezza e della sovranità marittima di Pyongyang.
Supreme Leader of North Korea Kim Jong Un personally supervised the on-site construction of the new 8,700-ton nuclear-powered strategic guided missile submarine. pic.twitter.com/0h1giivkPy
— OSINTWarfare (@OSINTWarfare) December 25, 2025
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Il vertice nordcoreano messo in guardia i nemici della Corea del Nord, affermando che saranno «costretti a pagare un caro prezzo quando violano la sicurezza della sovranità strategica della RPDC» e dovranno fronteggiare un «attacco di rappresaglia spietato se cercano di scegliere un’opzione militare». La KCNA ha riferito che Kim è stato aggiornato anche sullo stato di avanzamento della ricerca e dello sviluppo di nuove «armi segrete sottomarine».
Lo sviluppo del nuovo sottomarino si inserisce in un contesto di tensioni crescenti nella penisola coreana, con Pyongyang che accusa Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone di compromettere la propria sicurezza nazionale e di destabilizzare la regione tentando di creare una «versione asiatica della NATO» attraverso esercitazioni militari congiunte.
Seul e Washington hanno ribadito più volte l’obiettivo della denuclearizzazione della penisola. A ottobre, anche il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha invitato Pechino a svolgere un «ruolo costruttivo» per ripristinare la pace e trovare «una soluzione sostanziale alla questione nucleare della penisola coreana».
Pyongyang, dal canto suo, ha dichiarato che le sue forze armate nucleari «esisteranno per sempre» come strumento di difesa della sovranità, dell’integrità territoriale e degli interessi fondamentali del Paese, definendo la denuclearizzazione un «sogno irrealizzabile».
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Immagine da Twitter
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Gli Stati Uniti ritirano improvvisamente tutti i bombardieri da Fairford in Inghilterra
Nel fine settimana l’aeronautica militare statunitense ha ritirato una dozzina di bombardieri B-1B dalla base RAF di Fairford. Lo riporta il New York Times.
Il quotidiano neoeboraceno ha definito «insolita» la rapidità dell’evacuazione: «il ritiro è stato estremamente insolito: raramente si verificano mosse così rapide da una base aerea alleata in un Paese in tempo di pace, a migliaia di chilometri da una zona di combattimento».
Secondo il NYT, lo spostamento improvviso di tanti bombardieri, con così poco preavviso, è avvenuto in tempi talmente stretti che l’aeronautica stava ancora organizzando il rifornimento in volo mentre gli aerei decollavano per rientrare negli Stati Uniti.
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Il ritiro è seguito a giorni di minacce del presidente Trump, che aveva detto di temere di poter ordinare la ripresa di importanti operazioni militari contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre. Il ridispiegamento sarebbe avvenuto in risposta a nuove informazioni su una minaccia imminente dall’Iran.
Né il Comando Europeo degli Stati Uniti, che si è limitato a confermare il rientro dei bombardieri, né il governo britannico hanno commentato.
Domenica funzionari americani si sono rifiutati di precisare la natura delle nuove informazioni che hanno portato al rapido ritiro, anche se alcuni aerei erano arrivati solo la settimana precedente nell’ambito di una normale rotazione delle forze, secondo il NYT. Un funzionario statunitense ha detto che le nuove informazioni rientravano negli stessi avvisi di minaccia emersi tre settimane prima, ma che i dettagli e il senso di urgenza erano cresciuti nelle ultime 24 ore, allarmando i comandanti.
Una settimana prima la polizia britannica aveva arrestato cinque uomini nel cuore della notte nelle immediate vicinanze della base di Fairford, con l’accusa di coinvolgimento in un complotto terroristico. Il primo ministro britannico Andy Burnham aveva poi cercato di collegare l’episodio all’Iran. Il 3 ottobre la polizia ha arrestato un altro uomo, descritto come cittadino con doppia cittadinanza britannica e iraniana, sospettato di far parte del complotto. Tutti e sei sono stati comunque rilasciati su cauzione in attesa della conclusione delle indagini.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Marine USA arrestato per l’omicidio di una donna a Okinawa. La catena dell’orrore continua
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