Geopolitica
Rissa tra serbi e inglesi agli Europei 2024: forse coinvolto anche il figlio del presidente Vucic
Sette serbi e un cittadino britannico stanno affrontando accuse penali e divieti di tornei a seguito di una rissa di massa domenica a Gelsenkirchen, in Germania, ha riferito il Guardian citando la polizia locale.
La rissa è avvenuta prima della partita di apertura Serbia-Inghilterra della fase a gironi di Euro 2024.
Secondo il rapporto, la violenza è scoppiata dopo che i tifosi inglesi hanno tentato di entrare in un ristorante dove i tifosi serbi stavano cenando prima della partita, ma la polizia ha detto che non è chiaro quale squadra abbia effettivamente tirato il primo pugno.
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I video ripresi dagli spettatori e pubblicati online mostravano sedie e tavoli ribaltati, bottiglie lanciate e persone che si rincorrevano e si picchiavano per strada.
Secondo le stime della polizia, nella rissa sono state coinvolte circa 150 persone. I media riferiscono che circa 200 agenti antisommossa tedeschi sono stati portati d’urgenza sul posto per sedare la brutale mischia.
Diversi tifosi e almeno un agente di polizia hanno riportato ferite gravi a seguito dello scontro, e le riprese mostravano almeno due persone portate via in ambulanza con la testa pesantemente fasciata.
Alcuni resoconti dei media hanno citato testimoni che affermano che un gruppo di circa 30 uomini con passamontagna si è precipitato nel bar in quello che sembrava un attacco premeditato.
Altri hanno affermato che i cittadini albanesi che indossavano magliette dell’Inghilterra avevano istigato la rissa.
‼️‼️
The chaos of the English and Serbs sweeps Germany ????????????????????????????
Clashes between English and Serbian fans in the German city of Gelsenkirchen before England’s match against Serbia in the European Championship 2024…and the German police intervene to resolve the clashes. pic.twitter.com/OhZdVW4o0H
— ❀ N ✿ (@8zal) June 16, 2024
England vs Serbia ???????????????????????????????????????? pic.twitter.com/MEYXP4SvZv
— Football Fights (@footbalIfights) June 16, 2024
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Tuttavia, le autorità di Gelsenkirchen hanno successivamente sottolineato che erano coinvolti solo i tifosi inglesi e serbi, entrambi considerati «ad alto rischio» a causa della reputazione dei loro tifosi.
«Il gruppo di tifosi serbi era già nel ristorante… e poi anche un gruppo più numeroso di tifosi inglesi ha cercato di entrare in questo ristorante… Quando hanno cercato di entrare nel pub, c’è stato un immediato alterco fisico» ha dichiarato Peter Both, capo della polizia di Gelsenkirchen in una conferenza stampa lo scorso lunedì, aggiungendo di non poter dire con certezza se gli inglesi abbiano provocato i serbi o viceversa.
Albania, Serbia and England clashing in Gelsenkirchen earlier today pic.twitter.com/xVNiICfUv2
— Casual Chaps ???????? (@CasualChaps) June 16, 2024
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Entrambi hanno confermato che otto tifosi sono stati presi in custodia e stanno affrontando accuse penali. Ha aggiunto che consiglierà alla UEFA di vietare a coloro che hanno preso parte alla rissa di partecipare al prossimo torneo europeo di calcio.
Immagini circolanti mostrano che a fine partite un gruppo di tifosi serbi è stato scortato fuori dallo stadio mentre cantava «il Kosovo è il cuore della Serbia».
Serbian hooligans crying “Kosovo is heart of Serbia” escorted by Police on their way to the game vs England. pic.twitter.com/i0JcL1USsn
— Xhemajl Rexha (@xhemajl_rexha) June 16, 2024
Alcuni articoli sostengono che tra i partecipanti alla rissa ci fosse anche Danilo Vucic, figlio del presidente serbo Aleksandar Vucic. Il presunto filmato del giovane Vucic mostrava tre presunte guardie del corpo che lo trattenevano mentre cercava di tuffarsi nella mischia appena fuori dal ristorante dove sono scoppiati gli scontri.
Il 26enne è un noto tifoso di calcio e si dice che abbia legami con una banda di hooligani del calcio serbo. Le autorità serbe non hanno confermato il coinvolgimento di Vucic nell’incidente.
Domenica la squadra inglese si è assicurata una vittoria per 1-0 contro la Serbia e tornerà a Gelsenkirchen alla fine del mese se vincerà le restanti partite del proprio girone.
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Immagine screenshot da Twitter
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Geopolitica
Rubio: Trump non ha ancora deciso se effettuare nuovi attacchi contro l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora deciso se colpire nuovamente l’Iran, nonostante i colloqui di pace siano ancora in una fase di stallo, ha dichiarato sabato il segretario di Stato americano Marco Rubio.
«Possiamo raggiungere gli obiettivi militari se ci impegniamo», ha dichiarato Rubio ai giornalisti durante una conferenza stampa ad Atlanta, in Georgia, dove ospitava i ministri degli esteri del G20 per una riunione di due giorni.
Tuttavia, ha sottolineato che Trump «non ha preso una decisione» su ulteriori azioni militari, in un contesto di notizie secondo cui Washington potrebbe riprendere gli attacchi dopo le elezioni di metà mandato statunitensi di martedì.
«Non ho alcun annuncio da farvi oggi a riguardo, e non prendiamo la questione alla leggera», ha detto Rubio.
Il segretario ha accusato Teheran di prendere di mira «attivamente e apertamente» navi mercantili, ma ha sottolineato che Trump preferisce una soluzione diplomatica. Si è rifiutato di valutare lo stato di avanzamento dei negoziati o di fornire una tempistica per un possibile accordo.
«Non intendo descrivere i progressi di questi colloqui né le tempistiche previste, se non per dire che, qualora si giungesse a una soluzione diplomatica, saremmo aperti ad essa», ha affermato Rubio.
Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani tenevano colloqui con i mediatori del Qatar a Doha sabato, nel tentativo di prevenire una ripresa delle ostilità, ha riferito Reuters, citando una fonte a conoscenza delle discussioni.
L’incontro ha fatto seguito a oltre 12 ore di negoziati tra funzionari iraniani e qatariani a Teheran, venerdì. Secondo la fonte, gli sforzi diplomatici sono stati coordinati attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato ad Al Jazeera che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance e ha descritto il tentativo di Washington di riaprire il dialogo come un «passo positivo».
«Il mio collaboratore si trova attualmente in Qatar per proseguire le consultazioni», ha dichiarato Araghchi, confermando la partecipazione di una delegazione iraniana agli sforzi di mediazione.
La lettera, presumibilmente inviata a un alto funzionario della sicurezza iraniana all’inizio di questa settimana, è stata interpretata come un tentativo di esplorare la possibilità di riavviare i negoziati. Trump, tuttavia, ne ha minimizzato l’importanza, affermando di aver autorizzato discussioni riguardanti la fornitura di materiale medico all’Iran.
Secondo Reuters, il Qatar ha proposto un piano di sette giorni che prevede misure reciproche di rafforzamento della fiducia tra Washington e Teheran in vista di negoziati di pace più ampi. I funzionari iraniani avrebbero ritenuto la proposta insoddisfacente.
Teheran ha invece proposto un proprio piano, che richiederebbe a Washington di revocare il blocco dei porti iraniani, sbloccare i beni congelati e approvare un accordo di navigazione sostenuto dall’Iran attraverso lo Stretto di Hormuz prima che la strategica via navigabile possa essere riaperta.
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha messo in guardia Washington e Israele dal lanciare ulteriori attacchi, ordinando alle forze armate del Paese di prepararsi a una risposta immediata.
In una dichiarazione pubblicata sabato dal suo ufficio, Khamenei ha richiesto la «massima deterrenza» attraverso la preparazione a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse nuovamente attaccato.
Trump, che insieme a Israele ha lanciato la campagna militare contro l’Iran a febbraio, ha ripetutamente suggerito che Washington potrebbe riprendere gli attacchi. Di recente ha affermato di stare valutando se «dare il colpo di grazia», alimentando le speculazioni su una ripresa delle azioni militari dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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