Militaria
Putin non esclude di colpire l’industria militare britannica
Durante una lunga conferenza stampa svoltasi il giorno prima, al termine dell’incontro dei paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), il presidente russo Vladimir Putin ha risposto a numerose domande dei giornalisti.
Riguardo al peso e al potenziale dell’organizzazione, Putin l’ha definita «una delle strutture regionali più potenti», sottolineando che rappresenta «più della metà della popolazione mondiale, o credo circa un terzo del PIL mondiale», con «riserve colossali di risorse naturali» e una logistica che ha definito «pazzesca», arrivando a dire che è «metà del mondo». Sul motivo del suo fascino, ha spiegato: «è attraente perché tutto viene deciso per consenso e sulla base di accordi», definendola «una piattaforma per lo sviluppo di decisioni comuni che dovrebbero avvantaggiare tutti i paesi partecipanti», e concludendo di ritenere che «abbia buone prospettive».
Passando al tema delle armi britanniche impiegate nel conflitto contro la Russia, Putin ha ribadito: «Posso confermare ancora una volta: qualsiasi installazione militare in Ucraina, britannica o di qualsiasi altra provenienza, è un nostro obiettivo legittimo».
Alla domanda se anche l’industria militare situata direttamente in territorio britannico potesse rientrare tra i possibili obiettivi, Putin non ha né confermato né smentito, rispondendo soltanto: «Questo è un segreto, un segreto militare» — una risposta che, si racconta, avrebbe fatto rabbrividire Londra.
Sul fronte degli attacchi alle imbarcazioni ucraine, Putin ha voluto precisare che non erano mai stati casuali, ma indirizzati solo verso navi che trasportavano armi o munizioni, evidenziando che «le esplosioni secondarie successive agli attacchi hanno confermato che effettivamente trasportavano munizioni», concludendo: «Abbiamo effettuato attacchi di precisione contro alcune navi, ma sono stati davvero selettivi».
Infine, interrogato sul crescente sentimento anti-russo manifestato dalla Germania, Putin ha risposto: «credo che ciò sia dovuto principalmente alla situazione politica interna. La posizione del cancelliere è difficile a livello nazionale; non gode della fiducia dei suoi cittadini, ed è comprensibile il perché: non tutela gli interessi nazionali (…) le imprese chiudono, le persone perdono il lavoro, il tenore di vita cala. Non è chiaro il motivo di tutto ciò. C’è una sola spiegazione: che sia necessario resistere alla “Russia aggressiva”… Credo sia un altro errore, una gaffe, e a mio parere è chiaramente contrario agli interessi del popolo tedesco».
Come riportato da Renovatio 21, sempre dallo SCO Putin ha dichiarato che non possono esserci «negoziati con i terroristi», rispondendo alla minaccia del leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj contro l’aviazione civile nello spazio aereo russo.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
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Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.
Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.
Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».
Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.
«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.
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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».
«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.
L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.
Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.
Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Kiev non ha più intercettori Patriot
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