Intelligenza Artificiale

Musk definisce i vertici di OpenAI «stronzi inaffidabili»

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Il miliardario del settore tecnologico Elon Musk ha definito i dirigenti di OpenAI «idioti totalmente inaffidabili» dopo che l’azienda ha annunciato l’intenzione di ritirare i propri modelli di intelligenza artificiale da Cursor in seguito all’acquisizione della piattaforma di programmazione da parte di SpaceX.

 

Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015 insieme all’attuale CEO Sam Altman, al presidente Greg Brockman e ad altri sviluppatori e ricercatori, ha abbandonato la società tre anni dopo a causa della sua linea e da allora è impegnato in un’aspra controversia pubblica e legale con la dirigenza.

 

All’inizio di questo mese, SpaceX ha perfezionato l’acquisto di Anysphere, la società che ha realizzato Cursor, per 60 miliardi di dollari: si tratta di un software che consente ai programmatori di accedere a modelli di iItelligenza Artificiale di diverse aziende.

 

Venerdì, OpenAI ha comunicato all’improvviso l’intenzione di sospendere l’accesso degli utenti di Cursor ai propri modelli, con una «data di chiusura proposta» fissata al 12 novembre. L’azienda ha spiegato di non poter garantire che «SpaceX utilizzerà la nostra tecnologia nel rispetto dei nostri termini di servizio, in base alla nostra esperienza con le società di Elon Musk che hanno violato i contratti».

 

«Non me ne potrebbe importare di meno. Altman e Greg Stockman sono due idioti assolutamente inaffidabili che hanno rubato un’organizzazione no-profit open source», ha scritto Musk su X sabato.

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Secondo il co-fondatore Michael Truell, i modelli OpenAI rappresentano circa il 5% del traffico utenti di Cursor e l’azienda è in trattative con OpenAI per risolvere la controversia. Truell ha evidenziato che Cursor è stata una delle prime società clienti di OpenAI e che si è fidata della piattaforma dell’azienda, considerandola un’infrastruttura «neutrale» per la propria attività.

 

OpenAI ha dichiarato che l’accordo con Cursor le consente di recedere dal contratto entro un periodo limitato in caso di cambio di controllo, pur non avendo accusato la piattaforma stessa di aver violato i termini dell’intesa.

 

Anthropic, uno dei principali concorrenti di OpenAI, ha immediatamente colto l’occasione per sfruttare la disputa, annunciando che avrebbe incrementato la capacità di calcolo per supportare i propri modelli Claude su Cursor dopo l’annuncio del blocco.

 

Musk, che in origine aveva investito circa 38 milioni di dollari nell’iniziativa, ha citato in giudizio OpenAI nel 2024, sostenendo di essere stato indotto in errore e di aver finanziato l’azienda nella convinzione che sarebbe rimasta un’organizzazione senza scopo di lucro. La società, che oggi ha una capitalizzazione di mercato di circa 850 miliardi di dollari, si è nel frattempo ristrutturata: la società madre senza scopo di lucro mantiene il controllo e una partecipazione nella divisione a scopo di lucro che gestisce ChatGPT.

 

Durante il procedimento giudiziario, Musk ha accusato OpenAI di aver violato l’impegno fondante adottando un modello orientato al profitto e stringendo una stretta alleanza con Microsoft, una partnership che, secondo le testimonianze, è costata a Microsoft oltre 100 miliardi di dollari in infrastrutture e finanziamenti diretti. Il miliardario ha ripetutamente accusato Altman di aver «rubato un ente di beneficenza» e si è definito uno «sciocco» per aver fornito all’azienda un sostegno finanziario iniziale.

 

A maggio, una giuria federale statunitense ha respinto le pretese di Musk, ritenendo che avesse atteso troppo a lungo prima di intentare causa e che avesse superato i termini di legge. Musk ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la sentenza. La causa di due anni fa citava «profondi rischi per la società e l’umanità».

 

Altman, oggetto dei suoi strali (lo chiama «Scum Altman», ossia «fregatura Altman»), è stato accusato anche altrove di essere un «megalomane».

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Elone aveva presentato con un consorzio di investitori un‘offerta da 97,4 miliardi di dollari per acquisire OpenAI.

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L’idea di Musk per superare la concorrenza, e i problemi che sorgeranno con la costruzione di immani data-center, è quella di sfruttare le capacità spaziali di SpaceX (la cui fusione con l’azienda di IA muskiana xAI) e piazzare in orbita satelliti che compiano calcoli di Intelligenza Artificiale sfruttando il freddo siderale e l’energia solare presente ad abundatiam.

 

L’idea di Musk è quella di spostare i data center – ingombranti ed energivori – nello spazio, dove non solo c’è spazio, senza rischi ambientali (i colossi che stanno costruendo centrali IA stanno incontrando resistenze da parte dei locali e delle autorità ambientali), ma soprattutto c’è energia, data dal sole senza la schermatura dell’atmosfera.

 

Tale prospettiva, chiamata orbital compute, è perseguita anche dal miliardario patron di Amazon – e di Blue Origin, altra azienda che compie voli spaziali con razzi riutilizzabili – Jeff Bezos, che la ha annunciata ad un incontro a Torino anni fa.

 

Per la costruzione di tali infrastrutture orbitali Musk pare ora stia puntando anche alla Luna, dove intende costruire potenti lanciatori di massa (mass driver) in grado di sparare nello spazio strutture e risorse dal nostro satellite.

 

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Immaigine di Steve Jurvetson via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

 

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