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Mosca chiede all’ente atomico internazionale di intervenire dopo l’assassinio di un ingegnere nucleare di Zaporiggia

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Mosca attende una risposta esplicita dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) dopo l’uccisione di un ingegnere di alto livello presso la centrale nucleare di Zaporiggia  (ZNPP) da parte del regime di Kiev, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

 

La più grande centrale nucleare d’Europa è stata oggetto di attacchi da parte dell’Ucraina in più occasioni da quando la Russia ne ha assunto il controllo nel marzo 2022. Mercoledì, la società nucleare statale russa Rosatom ha reso noto che un drone ucraino ha colpito un veicolo di servizio della centrale nucleare di Zaporiggia  ai margini del sito industriale vicino alla città di Energodar, uccidendo l’ingegnere capo Aleksandr Yakovlev e l’autista Dmitrij Filippov.

 

L’amministratore delegato di Rosatom, Aleksey Likhachev, ha definito l’attacco un «atto terroristico deliberato» del «regime di Kiev», sottolineando che Yakovlev aveva dedicato la sua vita all’industria nucleare ed è «morto, in sostanza, sul posto di lavoro». Likhachev ha aggiunto che attacchi analoghi negli ultimi due mesi e mezzo hanno provocato 13 morti e 48 feriti, avvertendo che rappresentano una «reale minaccia di un incidente nucleare di vasta portata» che potrebbe interessare parti della Russia, dell’Ucraina e dell’UE.

 

Reagendo all’attacco, Zakharova ha sostenuto che esso dovrebbe finalmente spingere il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, a riconoscere il «crimine del regime di Kiev» e a rilasciare una chiara dichiarazione pubblica. Grossi «è obbligato a vedere finalmente questo crimine», ha detto, aggiungendo che Mosca si aspetta che l’agenzia emetta una condanna inequivocabile.

 

Mercoledì, in tarda serata, l’AIEA ha dichiarato su X che la Russia l’aveva informata degli omicidi e che Grossi aveva condannato l’accaduto, definendolo un «attacco inaccettabile all’impianto e alla sua dirigenza» che «minaccia seriamente la sicurezza nucleare». L’agenzia ha ribadito il suo appello per la «cessazione immediata di tutti gli attacchi contro o in prossimità di siti nucleari e del loro personale».

 

La Russia ha ripetutamente esortato l’AIEA a rispondere con maggiore fermezza agli attacchi ucraini contro l’impianto. Likhachev aveva già avvertito che «le radiazioni non conoscono confini e non riconoscono passaporti», sostenendo che qualsiasi incidente nucleare rappresenterebbe una minaccia a lungo termine per diversi Paesi.

 

Negli ultimi mesi, secondo quanto riferito da funzionari russi, Kiev ha preso di mira con frequenza crescente le infrastrutture legate alla centrale e alla vicina città di Energodar. Asili, scuole, strade, aziende di trasporto e veicoli che consegnano rifornimenti alla comunità locale sono stati tutti oggetto di attacchi, ha dichiarato Mosca.

 

L’AIEA, che mantiene una squadra permanente di esperti presso la centrale nucleare di ZNPP, ha ripetutamente confermato che l’impianto e le aree circostanti sono stati oggetto di attacchi, ma non ha ancora attribuito la responsabilità degli stessi.

 

La centrale nucleare di ZNPP è gestita da Rosatom dall’autunno del 2022, dopo che le regioni di Zaporiggia e Kherson, insieme alle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, hanno votato in referendum per l’annessione alla Russia. Mosca ha sostenuto che gli attacchi alla centrale e al suo personale costituiscono non solo atti di terrorismo, ma anche una sfida diretta alle norme internazionali sulla sicurezza nucleare, che l’AIEA non può permettersi di ignorare.

 

Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa l’AIEA aveva mediato un cessate il fuoco locale tra le forze russe e ucraine nelle vicinanze della centrale nucleare, permettendo interventi essenziali di riparazione sulle linee elettriche che alimentano l’impianto.

 

Un attacco da parte di un drone ucraino si era avuto due mesi fa.

Come riportato da Renovatio 21, le forze ucraine hanno bombardato la centrale atomica di Zaporiggia prima del vertice in Alaska tra Putin e Trump.

 

La centrale di Zaporiggia – che costituisce il più grande impianto di produzione di energia atomica in Europa – si trova sotto sanzioni del dipartimento del Tesoro USA.

 

La centrale di Energodar è stata subito conquistata dalle forze russe ad inizio conflitto, che hanno epperò lasciato a lavorare il personale ucraino. Da allora è stata oggetto di attacchi continui, persino durante le visite degli ispettori dell’agenzia nucleare ONU AIEA, i quali due anni fa dissero peraltro di aver rinvenuto in loco mine antiuomo.

 

La Rosatom tre anni fa dichiarò che a Zaporiggia vi era il vero e proprio «rischio di catastrofe nucleare». L’anno scorso un’autobomba aveva ucciso un lavoratore della centrale facente parte della gerarchia, con esultanza da parte di Kiev.

 

Come riportato da Renovatio 21, mesi fa attacchi ucraini a Kherson e Zaporiggia avevano provocato un blackout nell’area.

 

Le regioni di Kherson e Zaporiggia, insieme alle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, sono entrate formalmente a far parte della Russia in seguito ai referendum tenutisi nell’autunno del 2022.

 

Come riportato da Renovatio 21, a fine 2025 i servizi russi del SVR avevano dichiarato che l’Occidente pianificava un grande sabotaggio alla centrale nucleare di Zaporiggia.

 

Pochi giorni fa Putin ha affermato, durante un incontro con leader aziendali, che Washington è interessata a utilizzare l’energia prodotta dalla centrale nucleare di Zaporiggia per operazioni di cryptomining.

 

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Immagine di IAEA Imagebank via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

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