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Leone nomina studiosi antritradizionisti Commissione Teologica Internazionale

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Papa Leone XIV ha nominato 24 nuovi membri in un importante organo consultivo teologico vaticano, tra cui teologi che hanno contestato gli insegnamenti tradizionali sul battesimo, attaccato la Fraternità Sacerdotale San Pio X e promosso approcci progressisti alla dottrina cattolica. Lo riporta LifeSite.

 

Il 19 ottobre, la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato la nomina di 24 nuovi membri alla Commissione Teologica Internazionale per il quinquennio 2026-2031. I nuovi membri sono stati selezionati da una lista presentata dal Cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e includono il dogmatico austriaco Jan-Heiner Tück, la specialista di dialogo islamico Anne-Sophie Vivier-Muresan e teologi progressisti come i padri Khaled Anatolios e Tiago de Fraga Gomes.

 

«È possibile mantenere così rigidamente l’antica dottrina della necessità del battesimo per la salvezza dopo la Shoah e il Concilio Vaticano II? Si può invocare la preoccupazione per la perdita eterna della salvezza come argomento teologico per preservare il canone che permette di battezzare i bambini in pericolo di morte contro la volontà dei genitori?», si chiedeva il professor Jan-Heiner Tück in un’intervista del 2023.

 

L’8 settembre 2023, il professor Jan-Heiner Tück ha esortato pubblicamente papa Francesco a rivedere il canone 868 §2 del Codice di Diritto Canonico, che afferma esplicitamente che «un neonato di genitori cattolici o anche di genitori non cattolici viene battezzato lecitamente in pericolo di morte anche contro la volontà dei genitori».

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Allineandosi alla critica liberale ed ebraica, secondo la quale il consenso è moralmente superiore al significato dei sacramenti, Tück ha apertamente messo in dubbio la possibilità per la Chiesa cattolica di continuare a insegnare, dopo il Concilio Vaticano II, che il battesimo sia strettamente necessario per la salvezza eterna. Ha esortato Roma ad abbandonare il dogma sacramentale tradizionale per evitare di offendere la sensibilità dei non cattolici.

 

Tück condusse anche una campagna contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Definì pubblicamente la posizione canonica della FSSPX un « atto scismatico » e una « chiesa parallela », chiedendo al Vaticano di imporre ai tradizionalisti una sottomissione incondizionata ai decreti del Concilio Vaticano II su ecumenismo, libertà religiosa e dialogo interreligioso. Rifiutando qualsiasi riconoscimento parziale del Concilio, Tück mise in guardia contro una « permeabilità osmotica » tra gli ambienti tradizionalisti e i gruppi politici di destra.

 

I media spesso descrivono Tück come un teologo «conservatore» perché ha difeso l’ordinazione riservata ai soli uomini contro le proposte radicali del Cammino sinodale tedesco, si è opposto alla riabilitazione postuma del noto eretico (mai condannato dalla Santa Sede) Hans Küng e ha criticato la mancanza di chiarezza nelle risposte di papa Francesco ai ben noti dubbi sollevati dai cardinali Walter Brandmüller, Raymond Burke, Juan Sandoval Íñiguez, Robert Sarah e Joseph Zen.

 

Tuttavia, le posizioni teologiche di Tück suggeriscono che ciò che oggi viene definito «conservatorismo» non è altro che un’etichetta vuota applicata a forme di progressismo semplicemente passate di moda. Pur mantenendo una parvenza di terminologia tradizionale su singoli punti istituzionali, Tück abbraccia pienamente i principi cardine del neomodernismo: esige la sottomissione assoluta all’ecumenismo del Concilio Vaticano II, attacca la Messa tradizionale in latino, cerca di modificare il diritto canonico e respinge i difensori del dogma morale cattolico.

 

Un’altra nomina problematica riguarda Anne-Sophie Vivier-Muresan, decana della Facoltà di Teologia dell’Institut catholique de Paris. È la prima decana laica del Theologicum locale ed è una fervente sostenitrice del dialogo interreligioso con l’Islam e le confessioni non cattoliche orientali. Dopo aver diretto l’Istituto per l’incontro islamico e gli studi ecumenici dell’Università, le pubblicazioni accademiche di Vivier-Muresan si concentrano sull’«apertura all’altro credente» e sulla promozione del governo sinodale, sostituendo attivamente la conversione missionaria cattolica con il dialogo interreligioso.

 

Padre Khaled Anatolios, sacerdote greco-cattolico melchita e professore di teologia all’Università di Notre Dame, ha elogiato pubblicamente l’« ermeneutica della misericordia» di Papa Francesco come la sua eredità più costruttiva.

 

Anatolios sosteneva che la compassione pastorale dovesse prevalere sulle norme morali oggettive, fornendo una giustificazione accademica per la sistematica diluizione della teologia morale cattolica sotto le spoglie dell’accompagnamento pastorale. «Anche coloro che criticherebbero [papa Francesco] per quelle che considerano applicazioni errate di questa ermeneutica dovrebbero riconoscergli il merito della sua appassionata articolazione», affermava.

 

Il teologo spagnolo padre Ángel Cordovilla Pérez ha celebrato la nuova nomina come un’opportunità per sancire la sinodalità, l’ecologia integrale e il decimo anniversario di Amoris laetitia nei documenti papali ufficiali.

 

In un progetto di ricerca accademica del 2025, il padre brasiliano Tiago de Fraga Gomes ha esplicitamente promosso la « nouvelle théologie », la cosmologia evoluzionista eterodossa del gesuita Pierre Teilhard de Chardin, e un paradigma pastorale «misericordioso» che sostituisce la legge naturale fissa con il discernimento soggettivo per le coppie in unioni «irregolari», riporta LifeSite.

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«Un movimento teologico fondamentale che ha preceduto il Concilio Vaticano II è stata la nouvelle théologie , di cui i teologi francesi sono stati i principali rappresentanti, tra cui Jean Daniélou, Henri de Lubac, Maurice Blondel e Pierre Teilhard de Chardin, considerati… come fonti di ispirazione», si legge nella ricerca di Gomes. In particolare, «Pierre Teilhard de Chardin ha tentato di conciliare fede e scienza; con una visione evoluzionistica del mondo e dell’umanità, ha ispirato una nuova e più ampia intelligibilità della condizione umana, anche nella sua dimensione religiosa».

 

Parlando di Amoris laetitia e della disponibilità di Francesco a introdurre alla Santa Comunione le coppie divorziate e risposate, la ricerca afferma inoltre: «La logica che il Papa comprende è quella della capacità ecclesiale di adottare la misericordia come unico ed essenziale paradigma pastorale, poiché la sua fonte è il Vangelo e la pratica di Gesù. D’altra parte, è vero che accanto a questo paradigma… c’è anche quello di una cura pastorale più rigorosa, fondata su una serie di risposte convincenti e oggettive ai drammi umani, frutto di una fredda morale d’ufficio… Qui sta la possibilità di integrazione nella vita ecclesiale, sia attraverso la partecipazione a gruppi e attività, sia anche sacramentalmente. È necessario guardare alla soggettività della persona, per avvicinarla, e mai allontanarla, dalla salvezza in Cristo».

 

Istituita da Papa Paolo VI nel 1969 per istituzionalizzare la collaborazione tra vescovi e teologi a seguito del Concilio Vaticano II, la Commissione Teologica Internazionale è composta da un massimo di 30 studiosi nominati per mandati quinquennali per svolgere studi specialistici per il Papa e il Dicastero per la Dottrina della Fede.

 

Lungi dal salvaguardare la dottrina e la morale cattolica tradizionale, la commissione ha ripetutamente agito da motore di innovazione dottrinale. In particolare, il 21 agosto 2026, la commissione ha pubblicato «Prendersi cura della nostra casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», un documento teologico che legittimava l’evoluzionismo teilhardiano e il «panenteismo», la credenza eretica secondo cui Dio e l’universo creato si compenetrano e si evolvono insieme.

 

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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

 

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Mons. Viganò: ecco la perversione della chiesa sinodale

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Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò scritto su X. Sua Eccellenza torna sulla questione della gerarchia corrotta e sul caso di Don Milani, che monsignore aveva già trattato in precedenza. Sulla figura di Don Milani, che scriveva di avere pulsioni indicibili, Renovatio 21 ha scritto molto in tutti questi anni in cui, invece che essere svelata ed accusata dalla chiesa e dalla società, è stata, forse neanche tanto misteriosamente, sempre più celebrata ed osannata. Le opinioni degli scritti pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La chiesa sinodale si riconosce dai «santi» che si sceglie.   Nel fine settimana appena trascorso, tra Tonadico, Primiero, Rovereto e Trento, la gerarchia post-bergogliana ha celebrato con solennità il trentesimo anniversario della morte del cardinale Joseph Bernardin, esaltandolo – per voce del suo successore a Chicago, Blase Cupich, e attraverso gli organi ufficiali della Santa Sede – come «esempio attuale per la Chiesa e il mondo».   Non è un episodio isolato: è la prosecuzione, in mille maniere, dell’esaltazione sistematica di quei figuri del postconcilio i quali, pervertiti nell’intelletto e corrotti nella volontà e nei costumi, hanno contribuito a demolire la Fede e la morale cattolica. Bernardin fu l’architetto della cosiddetta «etica coerente della vita», quella tunica inconsutile che equipara l’aborto ad altre questioni sociali, fornendo per decenni copertura ai politici sedicenti cattolici che votavano la morte dei nascituri.   Bernardin fu intimo di Theodore McCarrick, che alla sua morte lo definì «sacerdote buono e santo» e «caro amico», fu tra i primi a essere avvertito delle lettere che preannunciavano lo scandalo di McCarrick e ne condivise l’ambiente. A queste amicizie si aggiungono le accuse di aggressione sessuale mosse da James Grein, vittima dello stesso McCarrick, relative a un episodio del 1977 sul lago di Ginevra, nonché le testimonianze e i documenti interni che lo indicano coinvolto in pratiche sataniste, con rito di profanazione dell’Eucarestia e abusi rituali.   Tutto questo viene omesso o taciuto mentre si propone Bernardin come modello.   La stessa logica presiede alla canonizzazione informale di altri personaggi non meno turpi. Si pensi a don Lorenzo Milani, elevato a icona della pedagogia progressista e della disobbedienza selettiva. Le sue lettere – quelle che un certo linguaggio «franco e crudo» non riesce a riscattare – contengono espressioni di una indecente volgarità e di una ambiguità che rivelano la corruzione della volontà e dei costumi: frasi in cui l’«amore» per i ragazzi viene declinato con riferimenti espliciti, mascherate da paradosso o da iperbole.   Questo è il sintomo di un intelletto pervertito che la chiesa conciliare e sinodale ha preferito elevare a maestro piuttosto che condannare.   La chiesa conciliare e sinodale si riconosce precisamente da questi «santi» che si sceglie: non i martiri e i confessori della Fede, ma i promotori dell’errore, i complici delle reti di abuso, i maestri di una pedagogia che dissolve l’autorità e la purezza. Invece di condannare l’iniquità, la celebra e la istituzionalizza.   Quando l’autorità visibile eleva a modello chi ha operato contro il Depositum fidei e contro la legge naturale, essa cessa di trattenere il mistero dell’iniquità e ne diventa il principale veicolo.   Non ratifichiamo questa operazione dell’errore. Rimaniamo saldi nella Tradizione che i veri Santi hanno custodito, e che i falsi santi hanno tradito.   + Carlo Maria Viganò Arcivescovo   Renovatio 21 offre questa lettera di monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Immagine: don Lorenzo Milani ritratto da Olivero Toscani, L’Espresso, 1963. Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
 
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La suora nominata da Leone XIV ribadisce che le donne «potrebbero sentire la chiamata al sacerdozio»

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Suor Mary Teresa Barron, NSA, che papa Leone XIV ha recentemente nominato segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha nuovamente suggerito che le donne potrebbero essere chiamate ad essere «ordinate» come sacerdoti, contraddicendo l’insegnamento cattolico. Lo riporta LifeSite.

 

La suora, attualmente superiora generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, durante un’intervista rilasciata a EWTN News il 20 ottobre, ha ribadito le precedenti affermazioni errate fatte durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024, secondo cui le donne «possono sentire la chiamata al sacerdozio». Suor Barron ha anche falsamente affermato che alcune sante avrebbero sentito questa «chiamata» al sacerdozio.

 

«Chi sono io per dire se la porta è aperta o chiusa (alle “donne sacerdotesse”)?» ha detto la suora a EWTN News. «Oggi le donne possono sentire la chiamata al sacerdozio. Anche alcune delle grandi sante hanno sentito quella chiamata. Quindi, per me, la domanda è: come possiamo noi, all’interno della Chiesa, facilitare questo discernimento?»

 

«Cosa facciamo come Chiesa per accompagnare questo discernimento e capire se, sì, è questa la chiamata dello Spirito a tutta la Chiesa in questo momento?», ha aggiunto. Poi, «nel discernimento, alla fine c’è sempre una scelta. O sì o no».

Nella sua lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis del 1994, papa Giovanni Paolo II ha ribadito il perenne insegnamento della Chiesa secondo cui è impossibile per le donne ricevere validamente il sacramento dell’Ordine sacro: «Pertanto, affinché ogni dubbio sia dissipato riguardo a una questione di grande importanza, che riguarda la costituzione divina stessa della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermazione dei fratelli (cfr. Lc 22,32) dichiaro che la Chiesa non ha alcuna autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne e che questo giudizio deve essere definitivamente accettato da tutti i fedeli della Chiesa».

 

Durante un’assemblea del Sinodo sulla Sinodalità del 2024 nella Città del Vaticano, suor Barron ha affermato che non dovremmo considerare la questione dell’ordinazione delle donne in termini di possibilità di ordinazione «da un punto di vista teologico o canonico».

 

«Credo che dobbiamo affrontare la questione soprattutto dal punto di vista dello Spirito. “Lo Spirito sta chiamando le donne?” Perché alcune donne sentono una chiamata al sacerdozio o al diaconato», ha affermato, secondo quanto riportato da EWTN News.

 

«Credo che uno degli appelli di questo sinodo sia quello di condividere le possibilità che si aprono alle donne per quanto riguarda la governance e i ruoli di leadership all’interno della Chiesa, e ci sono molte buone pratiche in tutto il mondo», ha dichiarato a un giornalista all’epoca. «Ma noi cattolici siamo molto ignari delle possibilità che esistono».

 

La suora assumerà il suo nuovo incarico di segretaria aggiunta del Dicastero per l’Evangelizzazione il 4 gennaio 2027. In questo ruolo, la Barron sarà presidente delle Pontificie Opere Missionarie.

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Hong Kong, confermata in appello la condanna del cardinale Zen

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Il 3 settembre 2026, la Corte d’appello di Hong Kong ha respinto il ricorso presentato dal cardinale Joseph Zen, 94 anni, dall’avvocato ed ex deputata Margaret Ng, dall’ex parlamentare Cyd Ho, dal professor Hui Po-keung e dalla cantante e attivista Denise Ho, in qualità di amministratori del Fondo 612 per il soccorso umanitario. Margaret Ng ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte suprema di Hong Kong.   Creato nel giugno 2019, il Fondo di soccorso umanitario 612 offriva un sostegno finanziario ai manifestanti arrestati o feriti durante un movimento di protesta contro il progetto di legge sulla possibilità di estradare detenuti da Hong Kong verso la Cina. Iniziate nel giugno 2019, le manifestazioni si sono trasformate in un più ampio movimento pro-democrazia.   Nel maggio 2022, il cardinale Zen e gli altri quattro imputati erano stati arrestati per alcune ore per «collusione con forze straniere», reato previsto dalla Legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a Hong Kong nel 2020. L’eco immediata e internazionale della notizia aveva spinto le autorità di Hong Kong a rilasciarli rapidamente e ad abbandonare questa accusa. Ma i cinque imputati erano stati processati nel novembre 2022 davanti al tribunale di West Kowloon per non aver registrato il fondo come associazione ai sensi dell’Ordinanza sulle società, la legge che disciplina le organizzazioni e le associazioni della città. Ciascuno era stato condannato a una multa di circa 4.000 dollari di Hong Kong (meno di 500 euro). L’Ordinanza sulle società stabilisce che una società deve essere registrata, o deve chiedere un’esenzione, entro un mese dalla sua creazione. Il procedimento contro i fiduciari del Fondo 612 rappresenta la prima incriminazione per questo tipo di infrazione a Hong Kong. Dopo la condanna in primo grado, il cardinale Zen e gli altri quattro imputati avevano presentato appello, contestando l’errata connotazione della natura giuridica del Fondo.   In virtù della stessa Legge sulla sicurezza nazionale, anche il magnate dei media Jimmy Lai, tra le voci più critiche nei confronti della Cina a Hong Kong, è stato condannato il 9 febbraio 2026 a 20 anni di carcere. L’attivista cattolico di cittadinanza britannica, di 78 anni, si trova in prigione dal 18 dicembre 2020, tenuto in isolamento. Entrando nell’aula per la lettura della sentenza, ha rivolto un sorriso e un saluto alla moglie Teresa e, accanto a lei, al vescovo emerito di Hong Kong, il cardinale Joseph Zen.   Interrogato da AsiaNews, padre Franco Mella, delle Missioni estere italiane, ha sottolineato lo scarso sostegno pubblico offerto da Roma a Jimmy Lai e non ha nascosto la propria perplessità.   In effetti, il Vaticano non si è espresso su questo verdetto quanto mai ingiusto e severo, ma «la gente di Hong Kong è con lui», ha sottolineato padre Mella. – Oltre al magnate cattolico e cittadino britannico, altri otto imputati sono stati condannati, tra cui sei ex dirigenti di Apple Daily.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

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Immagine di Jindřich Nosek (NoJin) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine modificata
 
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