Stragi
Incendio uccide dieci neonati in un ospedale indiano
Un devastante incendio in un ospedale pubblico di Jhansi, nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, nell’India settentrionale, ha causato la morte di almeno dieci neonati e il ferimento di oltre una decina di altre persone.
Secondo alcune prime ipotesi, l’incendio potrebbe essere stato innescato da un cortocircuito all’interno di un concentratore di ossigeno, che ha creato caos mentre il personale ospedaliero tentava di evacuare i pazienti dall’unità di terapia intensiva neonatale.
L’incendio è scoppiato venerdì sera, avvolgendo rapidamente l’unità e diffondendosi ad altre aree della struttura, secondo quanto riportato dai media locali. I vigili del fuoco hanno combattuto le fiamme per diverse ore prima di riportare la situazione sotto controllo.
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Circa 35 neonati sono stati tratti in salvo e dieci sono stati dichiarati morti a causa dell’inalazione di fumo e delle gravi ustioni; altri 16 stanno ancora lottando per la vita, fino alle prime ore di sabato mattina.
झांसी: मेडिकल कॉलेज हादसे में रेस्क्यू किए गए शिशु👇#jhansimedicalcollege pic.twitter.com/zvPLXY97cN
— NDTV India (@ndtvindia) November 15, 2024
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In un video impressionante che circola sui social media, si vedono delle persone che aiutano i vigili del fuoco a salvare i neonati.
Disturbing visuals coming from hometown #jhansi.
A fire at #jhansimedicalcollage has claimed the lives of around 10 innocent newborns.
Parents were seen running with their infants in their arms—an image that shatters the soul. 💔💔#JhansiFire pic.twitter.com/MFEreIeBnz— Pavan Patel (@im_pavanpatel) November 16, 2024
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Le autorità locali e la direzione dell’ospedale stanno affrontando un esame approfondito a seguito dell’incidente. Il direttore sanitario dottor Vivek Kumar ha dichiarato che i protocolli di sicurezza saranno rivisti per prevenire future tragedie.
«Siamo profondamente addolorati per questo incidente e ci impegniamo a garantire la sicurezza di tutti i pazienti», ha affermato, riporta il Times of India.
Il governo dell’Uttar Pradesh ha annunciato un pacchetto di risarcimenti per le famiglie colpite e si è impegnato a condurre un’indagine approfondita.
VIDEO | Fire breaks out at Maharani Laxmi Bai Medical College in Jhansi, Uttar Pradesh; rescue operation underway. More details awaited. #Fire #Jhansifire
(Source: Third Party)
(Full video available on PTI Videos – https://t.co/n147TvrpG7) pic.twitter.com/Q5aZ9MiZMY
— Press Trust of India (@PTI_News) November 15, 2024
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Il vice capo ministro dell’Uttar Pradesh Brajesh Pathak ha definito la morte dei neonati «molto sfortunata», mentre molti sono ancora impegnati nell’identificazione dei corpi.
«La causa dell’incendio verrà indagata», ha affermato. «Se si troveranno delle lacune, i responsabili saranno sottoposti a misure severe e nessuno sarà risparmiato. Il governo è al fianco delle famiglie dei bambini».
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha espresso le sue condoglianze in seguito al tragico incendio sulla X: «Straziante! L’incidente è davvero angosciante. Le mie più sentite condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro figli innocenti. Prego che Dio conceda loro la forza di sopportare questa immensa perdita».
Modi ha sottolineato che l’amministrazione locale, con il sostegno del governo statale, sta compiendo ogni sforzo per prestare soccorso e salvare la popolazione.
Il leader politico dell’opposizione Akhilesh Yadav, a capo del partito Samajwadi, ha affermato che la tragedia è stata «chiaramente un caso di negligenza da parte della direzione medica e dell’amministrazione o dell’uso di concentratori di ossigeno di scarsa qualità».
Yadav ha aggiunto che «tutti gli individui responsabili dovrebbero affrontare azioni punitive. Il primo ministro dovrebbe concentrarsi sul deterioramento dei servizi sanitari e medici invece di fare campagne elettorali e fare false affermazioni sul fatto che tutto vada bene».
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Non si tratta del primo tragico evento di questo tipo consumatosi in India in questi mesi.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di quest’anno, un enorme incendio al Baby Care Newborn Hospital di Nuova Delhi aveva ucciso almeno sette neonati ferendone altri cinque.
Secondo i vigili del fuoco, l’ospedale aveva violato le norme di sicurezza antincendio. Anche in quel caso, l’incendio è stato causato da un cortocircuito in un generatore ed è stato amplificato dopo aver raggiunto oltre due dozzine di bombole di ossigeno conservate nell’ospedale.
Un ulteriore incendio aveva colpito un parco di divertimenti.
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Immagine screenshot da Twitter
Stragi
Sparatorie massive consecutive in Sudafrica: 27 morti
🇿🇦🔸A tragic incident occurred on Saturday southwest of Johannesburg, South Africa. A group of attackers armed with assault rifles and handguns opened fire on patrons at a bar, killing 17 people; the assailants managed to flee the scene, and a search for them is underway. pic.twitter.com/PLGF7LIdM7
— Argonaut (@FapeFop90614) September 27, 2026
#BREAKING: 27 PEOPLE KILLED, 15 INJURED IN MASS SHOOTING AT BAR NEAR JOHANNESBURG, SOUTH AFRICA pic.twitter.com/BVhWspxeLX
— JUST IN | World (@justinbroadcast) September 27, 2026
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Droga
Ritrovati 1.600 denti da latte in una fossa comune di un narcocartello messicano
Un gruppo di volontari in Messico sostiene di aver rinvenuto 1.600 denti da latte tra i resti umani in una fossa comune legata a un cartello della droga.
Il collettivo Buscando Cuerpos en Todo México («Alla ricerca di cadaveri in tutto il Messico») nel 2021 ha indagato su un sito vicino a Zacapu, nello Stato di Michoacan, associato al cartello di Sinaloa.
Lì ha trovato resti, tra cui un dente di bambino. Da allora ha continuato a setacciare l’area in cerca di resti umani. Questa settimana ha dichiarato di aver individuato ben 1.600 denti da latte.
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La deputata del Michoacan Margarita Lopez, che ha contribuito a fondare il gruppo, sostiene che i denti appartengano probabilmente a bambini vittime di tratta, eventualmente sfruttati sessualmente o per gli organi.
L’ufficio del procuratore generale dello Stato ha finora rifiutato di verificare le affermazioni.
«Dal 2021 ad oggi, non è pervenuta alcuna denuncia, segnalazione alle autorità o richiesta di intervento forense in relazione a questi eventi», ha dichiarato l’ufficio.
La Lopez ha replicato con tono accesa so Facebook: «Vogliono minimizzare l’incidente, ma l’operazione per recuperare i 1.600 denti da latte ha coinvolto agenti della Procura generale dello Stato di Michoacán, che agivano in virtù di un mandato ufficiale per garantire la sicurezza del perimetro, e tutto è documentato nell’indagine preliminare», ha scritto.
La deputata aggiunto che un procuratore federale e personale forense erano presenti durante il recupero dei resti, chiedendo l’intervento del Comitato Internazionale della Croce Rossa per contribuire alle indagini.
«Da quando è scoppiato il caso dei “1.600 dentini”, il governo messicano è rimasto in silenzio o ha negato la scoperta», ha affermato la Lopez.
Le fosse comuni sono il simbolo più duro della violenza legata al narcotraffico in Messico.
Un rapporto governativo di marzo 2026 conta 132.534 persone scomparse, mentre la Comisión Nacional de Búsqueda parla di circa 135.000 casi. Il 97% di chi risulta nel registro è scomparso dopo il 2006, cioè dall’inizio della guerra ai cartelli lanciata dal governo Calderón. Prima dei Mondiali il governo Sheinbaum ha rivisto i dati, portando i casi attivi a circa 43.000, una scelta criticata da parenti e ONG perché minimizzerebbe il problema. Il ritmo dei desaparecidos messicani resta alto: nel 2025 risultavano scomparse 34.554 persone, e tra ottobre 2024 e metà settembre 2026 i casi registrati sono 62.378, di cui 20.072 non ancora rintracciati e 3.457 ritrovati morti.
Tra il 2007 e il 2023 le autorità hanno trovato quasi 5.700 fosse comuni clandestine. La maggior parte è stata scoperta dai collettivi di familiari (le madres buscadoras, le madri e i parenti che scavano in proprio). Un collettivo di Sonora da solo ha ritrovato 1.230 corpi in fosse clandestine dal 2019. Chi cerca è a rischio: ad aprile 2025 due madri cercatrici sono state uccise in Jalisco.
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Proprio lo Stato di Jalisco ha oltre 16.000 scomparsi ancora nel registro, il dato più alto del Paese. Secondo un collettivo locale, intorno a uno stadio dei Mondiali sarebbero stati trovati 456 sacchi con resti umani. Un’analisi del Mexico Peace Index rileva inoltre che un terzo dei corpi recuperati dalle fosse clandestine dal 2006 proviene da Jalisco.
Un’inchiesta giornalistica ha rilevato oltre 72.000 resti classificati come non identificati dal 2006 al 2023, per lo più sepolti in fosse municipali. Un’altra fonte parla di 38.891 corpi non identificati, di cui 27.271 sepolti in fosse comuni, a fronte di oltre 275.000 omicidi registrati dal 2006.
Il governo ha annunciato un calo degli omicidi del 30% nel 2025, ma alcuni analisti sospettano che parte delle vittime sia finita in categorie diverse, come sparizioni o corpi nascosti nelle fosse. L’impunità è molto diffusa: secondo Human Rights Watch, solo il 17% degli omicidi volontari tra il 2010 e il 2022 ha portato a mandati d’arresto o procedimenti. L’ONU ha dichiarato che ci sono «prove fondate» che le sparizioni forzate siano diffuse o sistematiche, e quindi crimini contro l’umanità.
Molte fosse non sono depositi di singole «stragi» con un numero preciso di vittime: sono luoghi dove i corpi si sono accumulati nel tempo.
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Immagine da Twitter
Stragi
Sudafrica, catena di morti fa pensare all’opera di un serial killer
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