Spirito
Il cardinale indiano Gracias contro il divieto della Messa in latino se il Concilio Vaticano II non verrà respinto
Il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo emerito di Bombay, ha dichiarato in un’intervista di essere contrario alle restrizioni sulla celebrazione della Messa tradizionale in latino (TLM) finché tale celebrazione non indichi un «rifiuto» del Concilio Vaticano II da parte dei fedeli. Lo riporta LifeSite.
In un’intervista rilasciata alla testata vaticanistica AdVaticanum e pubblicata il 2 novembre, il cardinale Gracias, membro chiave del Consiglio cardinalizio di Papa Francesco, ha osservato di aver permesso la celebrazione della Messa in rito tridentino in tre parrocchie di Bombay, poiché alcuni dei suoi fedeli ritenevano di poter «pregare meglio» in questa forma di celebrazione.
Il proporato indiano ha sottolineato di essere contrario al divieto di celebrare la Messa tridentina, purché ciò non implichi un rifiuto del Concilio Vaticano II.
«Ho trovato alcuni laici che sentivano sinceramente di poter pregare meglio con quel rito. Non sarei favorevole a proibirne la diffusione, a patto che non indichi un rifiuto del Concilio Vaticano II. C’è valore nell’attuale approccio di maggiore apertura a questa celebrazione», ha dichiarato il cardinale alla testata.
Il prelato indico ha aggiunto che è necessario salvaguardare sia la «riforma del Concilio Vaticano II», sia il «legittimo desiderio di continuità con la tradizione liturgica della Chiesa», sia la necessità di una «genuina partecipazione attiva dei fedeli».
L’intervista di Gracias è arrivata poco più di una settimana dopo che ai pellegrini che partecipavano al Summorum Pontificum del 2026 era stato negato non solo il permesso di assistere alla Messa all’interno, ma anche di entrare in processione e pregare all’interno della Basilica di San Pietro. La scorsa settimana alcune foto diventate virali sui social media mostravano pellegrini cattolici a cui veniva fisicamente impedito di attraversare Piazza San Pietro per entrare nella Basilica.
Synodality EXPOSED
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Today in Rome, the Summorum Pontificum pilgrimage was barred from St Peter’s – where, by the way, a Muslim was recently welcomed to pray, where the “Archbishop” of Canterbury Sarah Mullally recently prayed, where “idolaters of Pachamama entered triumphantly” in 2019, and where in 2025 a “pilgrimage” of LGBT activists was welcomed during the Jubilee carrying rainbow crosses and wearing gear that read “F…the Rules!” With this most unpastoral insult, the Vatican has put the lie to the entire Synodal charade. And in so doing, they also declared war on traditional Catholics, Pope Benedict’s Summorum Pontificum, and the Latin Mass of our fathers. May God help us all.— Michael J. Matt (@Michael_J_Matt) October 24, 2026
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La guerra del papato contro la Messa antica sembra quindi non solo continuare sotto Leone, ma perfino acuirsi. Al centro vi sono gli sforzi di alcuni membri della gerarchia, come il cardinale britannico Arturo Roche.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno era emerso sulla stampa cattolica un documento riservato del Roche contro ma Messa tradizionale distribuito ai cardinali durante il Concistoro straordinario del 7 e 8 gennaio.
Le posizioni del documento del cardinale Roche contro la Messa di sempre erano state demolite dal vescovo Athanasius Schneider.
Secondo alcune voci, il Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino sotto Bergoglio, fu colui che guidò l’attacco del defunto pontefice contro la Messa tradizionale e impose delle restrizioni alla stessa.
Nel 2024 il cardinale germanico Gerardo Müller aveva osservato che «un alto rappresentante» dell’ufficio di Roche era rimasto costernato nell’apprendere della popolarità del pellegrinaggio di Chartres con Messa in latino, dovuta unicamente alla celebrazione della Messa tradizionale.
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Immagine di UK in Holy See via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0; immagine tagliata