Geopolitica
Accademici australiani affermano che il bilancio delle vittime a Gaza supera i 680.000
Due accademici australiani, Richard Hil e Gideon Polya, affermano che il numero reale di vittime del genocidio a Gaza superi le 680.000 unità, circa 12-14 volte superiore alle stime comunemente diffuse. Spiegano il metodo utilizzato per arrivare a tale cifra nel loro articolo pubblicato l’11 luglio 2025 su Arena Online, intitolato «Skewering History: The Odious Politics of Counting Gaza’s Dead».
La chiave del calcolo consiste nell’includere anche le «morti indirette». Scrivono: «Quando i decessi derivanti da privazioni imposte (decessi indiretti) vengono considerati nei dati sulla mortalità, le cifre totali saranno superiori a quelle derivanti solo da morti violente (decessi diretti). L’eminente epidemiologo professor Devi Sridhar (presidente di Salute Globale, Università di Edimburgo) ha riportato in un articolo sul Guardian una “stima prudente di quattro decessi indiretti per un decesso diretto”».
Applicando questo rapporto, e partendo da 136.000 morti violente registrate dopo 15,5 mesi di conflitto (al 25 aprile 2025), ne deriverebbero 544.000 morti per privazioni imposte, per un totale complessivo di 680.000 vittime a Gaza entro quella data (136.000 morti violente più 544.000 per privazioni imposte).
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La maggior parte di queste vittime, come indicato in precedenza. Secondo i conteggi del Ministero della Salute, la cifra di 680.000 persone è derivata da calcoli basati su altri conflitti in tutto il mondo. L’UNHCR, Refword Global Law and Policy Database, ha rilevato che il rapporto tra morti indirette (morti non violente dovute a privazioni imposte) e morti dirette (morti violente) varia da circa 2 a 16 in una varietà di guerre degli ultimi decenni.
Infatti, le stime di morti violente e morti non violente dovute a privazioni, tratte dai dati della Divisione Popolazione delle Nazioni Unite, rivelano morti dirette nella guerra in Iraq (2003-2011) pari a 1,5 milioni e morti indirette pari a 1,2 milioni, per un totale di circa 2,7 milioni di morti, con un rapporto di 1,5:1,2. Si stima che il rapporto tra morti dirette e indirette nella guerra in Afghanistan (2001-2021) sia di 0,4 milioni/6,4 milioni, ovvero morti per privazione 16 volte superiori al numero di morti per cause violente.
«La stima di 680.000 morti a Gaza è quindi da 12 a 14 volte superiore al numero di morti di circa 50.000-55.000 attualmente riportato da quasi tutti i principali media occidentali.»
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Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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