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Catastrofi

Centinaia di dispersi e decine di morti nell’incendio dei grattacieli a Hong Kong

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Un bilancio delle vittime terribile sta aumentando dopo che un gruppo di grattacieli residenziali di Hong Kong è stato travolto da un incendio mercoledì: almeno 44 persone sono morte, ma circa 279 risultano ancora disperse in quello che è già il più mortale incendio di un edificio a Hong Kong degli ultimi 50 anni. Accuse di grave negligenza sono state rivolte a un’impresa edile che sta ristrutturando il mastodontico complesso, e le autorità hanno già arrestato tre uomini associati a tale impresa.

 

L’incendio nel complesso residenziale Wang Fuk Court, nel distretto di Tai Po, nella parte settentrionale di Hong Kong, è divampato mercoledì pomeriggio. La proprietà vanta otto torri di 32 piani, che ospitano circa 2.000 unità abitative e circa 4.800 residenti. Costruito negli anni Ottanta, gran parte del complesso era rivestito con impalcature di bambù e avvolto da reti, mentre erano in corso importanti lavori di ristrutturazione esterna.

 

Anche nel 2025, il bambù è comunemente utilizzato nei lavori edili di Hong Kong, con gli operai che utilizzano fascette per legare insieme i pali, erigendo reticoli di questo legno economico, a crescita rapida e robusto anche per progetti su larga scala. Il rischio è già stato riconosciuto: a marzo, infatti, le autorità per lo sviluppo di Hong Kong hanno emanato una direttiva che impone che almeno il 50% dei progetti edilizi governativi debba utilizzare invece impalcature metalliche, in quello che è stato visto come un passo importante per liberare definitivamente il settore dalla sua secolare dipendenza dal bambù.

 

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Si ritiene che l’incendio sia divampato proprio sulle impalcature e le autorità sospettano che vari materiali di ristrutturazione non conformi abbiano facilitato la propagazione straordinariamente rapida dell’incendio da un edificio all’altro. Anche le condizioni ventose hanno avuto un ruolo.

 

Più di 200 veicoli dei vigili del fuoco e altre 100 ambulanze sono state impiegate per domare l’incendio. In una situazione preoccupante, il complesso ospita moltissime persone anziane.

 

Il vicedirettore dei vigili del fuoco Derek Armstrong Chan ha descritto la sfida scoraggiante che i primi soccorritori devono affrontare: «Le macerie e le impalcature degli edifici colpiti stanno crollando. La temperatura all’interno degli edifici interessati è molto alta. È difficile per noi entrare nell’edificio e salire al piano superiore per svolgere le operazioni di spegnimento incendi e soccorso».

 

Mentre i vigili del fuoco affrontavano la sfida erculea di spegnere contemporaneamente diversi incendi in edifici alti, le autorità hanno rapidamente preso atto di osservazioni preoccupanti in tutto il complesso, con una torre risparmiata dalle fiamme che ha permesso loro di osservare attentamente i materiali e i metodi utilizzati dall’impresa edile nel progetto di ristrutturazione. Ad esempio, gli investigatori affermano di aver trovato polistirolo altamente infiammabile attaccato alle finestre di ogni piano vicino all’atrio degli ascensori dell’edificio non interessato.

 

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«Abbiamo motivo di credere che i responsabili dell’impresa edile siano stati gravemente negligenti», ha affermato Eileen Chung, un alto funzionario di polizia, e che tale negligenza «abbia portato a questo incidente, alla rapida propagazione dell’incendio e a vittime così gravi». La polizia ha arrestato tre uomini di età compresa tra 52 e 68 anni ; due sono dirigenti dell’impresa edile, mentre il terzo è un consulente ingegneristico assunto dall’azienda. Gli arresti sono stati effettuati mentre entrambi sono ufficialmente sospettati di omicidio colposo.

 

Giovedì mattina presto, con gli incendi sotto controllo dopo 18 ore di pericoloso lavoro dei vigili del fuoco, il fumo continuava a salire dagli edifici carbonizzati, con incendi ancora visibili in diversi punti. Diverse centinaia di persone sono state evacuate. Oltre ai morti e ai dispersi, almeno 62 sono rimasti feriti, molti dei quali hanno riportato ustioni e inalazione di fumo. Gli osservatori temono ciò che accadrà nei prossimi giorni e settimane a seguito delle ricerche dei resti carbonizzati delle torri.

 

Secondo una dichiarazione ufficiale del governo cinese, il presidente Xi Jinping ha «espresso le sue condoglianze» e «ha sollecitato sforzi straordinari per spegnere l’incendio e ridurre al minimo vittime e perdite».

 

Al di là della tragedia umana, il disastro è sicuramente un problema per Xi e il suo governo, che potrebbe reagire con altri arresti, una stretta sui materiali e le pratiche edilizie illegali e un’eliminazione accelerata delle onnipresenti impalcature di bambù di Hong Kong.

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Catastrofi

Potento terremoto con morti in Tibetto

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Centinaia di case sono crollate in seguito a un potente terremoto che ha colpito la regione cinese del Tibetto, causando almeno 16 morti e decine di feriti, secondo quanto riferito dalle autorità locali.   Un terremoto di magnitudine 7.0 ha colpito la città tibetana settentrionale di Nagqu alle 22:33 ora locale di giovedì.   Venerdì mattina il bilancio delle vittime era di 16 morti e 46 feriti, di cui 11 in modo grave, secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità locali preposte alla gestione delle emergenze. Almeno 339 case e 20 stalle sono crollate, ha riferito l’Associated Press, citando funzionari del governo locale.   I video che circolano sui social media cinesi mostravano i residenti che si riversavano nelle strade mentre gli edifici tremavano.   Secondo i sismologi cinesi, la scossa di terremoto superficiale si è verificata a una profondità di circa 10 chilometri. L’US Geological Survey ha stimato la sua profondità a 18 chilometri, collocando l’epicentro in una zona montuosa scarsamente popolata. Oltre 1.600 persone del personale locale sono state mobilitate per le operazioni di ricerca e soccorso. Sono stati inviati aiuti di emergenza, tra cui 1.000 unità abitative prefabbricate, circa 3.000 tende, letti e indumenti invernali, per assistere gli sfollati.   Il terremoto ha anche provocato frane che hanno costretto alla chiusura di un’importante autostrada, mentre i servizi ferroviari sono stati temporaneamente sospesi per controlli di sicurezza. Le comunicazioni sono state interrotte in alcune zone della regione colpita, complicando le operazioni di soccorso.   I meteorologi hanno avvertito della possibilità di nevicate intermittenti nei prossimi tre giorni, suscitando preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni per i sopravvissuti e i soccorritori.   Quest’ultima catastrofe si verifica a meno di due mesi da una gigantesca valanga di ghiaccio e roccia vicino al confine tra Tibetto e Nepal, che ha provocato inondazioni catastrofiche, causando la morte di oltre 1.450 persone in Nepal e decine in Cina.   Secondo la televisione di stato cinese CCTV, la scossa di terremoto di giovedì è stata la più forte a colpire la regione di Nagqu negli ultimi cinque anni.   Le autorità hanno avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, poiché le squadre di soccorso continuano a perlustrare gli edifici danneggiati e a valutare l’entità dei danni.  

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Catastrofi

Nuove inondazioni spazzano via edifici in Nepal

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Almeno cinque persone risultano disperse dopo che forti inondazioni improvvise hanno spazzato via case e ponti nel nord del Nepal domenica, secondo quanto riferito dalle autorità locali preposte alla gestione delle emergenze. L’evento si verifica poco più di un mese dopo una catastrofica alluvione e una frana che hanno causato la morte di oltre 1.400 persone in tutto il Paese dell’Asia meridionale.

 

Secondo un funzionario del Dipartimento di Idrologia e Meteorologia del Nepal, citato dal Kathmandu Post, l’alluvione potrebbe essere stata innescata da una frana avvenuta sabato che ha bloccato un affluente del fiume, prima che l’acqua accumulata tracimasse, creando un’inondazione improvvisa.

 

Secondo quanto riportato dal giornale, che cita le autorità locali, le acque alluvionali hanno spazzato via circa 35-40 case nel distretto settentrionale di Gorkha. Diversi ponti sarebbero stati distrutti, mentre strade e impianti idroelettrici avrebbero subito danni.

 

Alcuni video che circolano sui social media mostrerebbero le acque alluvionali spazzare via edifici in una valle di montagna. Altri filmati sembravano mostrare la distruzione del ponte Soti Khola nel distretto di Gorkha.

 

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Secondo i dati preliminari dell’Autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi (NDRRMA), due donne e tre uomini risultano dispersi.

 

Le autorità hanno dispiegato elicotteri e centinaia di agenti delle forze dell’ordine per le operazioni di ricerca e soccorso, secondo quanto riportato dall’emittente statale Radio Nepal. Almeno 82 persone, tra cui nove stranieri, sono state tratte in salvo, ha riferito l’AFP, citando l’NDRRMA.

 

Le ultime inondazioni arrivano poco più di un mese dopo la catastrofe che ha colpito il Nepal e alcune zone del Tibet cinese il 26 agosto. Alla fine di settembre, secondo i dati dell’NDRRMA, erano stati recuperati almeno 1.451 corpi e 5.745 persone risultavano ancora disperse.

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Catastrofi

Adalia divorata dalle fiamme: le immagini

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Vasti incendi boschivi sono scoppiati nella provincia di Antalya, in Turchia, costringendo centinaia di persone a lasciare le proprie case. Video dalla zona, circolati sui social, mostrano scene apocalittiche di colline avvolte dalle fiamme e un fumo nero che oscura il cielo.   Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, il rogo è iniziato lunedì nel distretto di Aksu ad Antalya e si è esteso in fretta al vicino distretto di Kepez.   Almeno una persona è morta per un attacco cardiaco legato al fumo, hanno riferito le autorità locali. Due persone sono state ricoverate per ferite alle gambe connesse all’incendio e altre otto sono state curate per inalazione di fumo.  

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Le autorità hanno evacuato almeno 254 abitazioni nei due distretti e hanno chiuso temporaneamente un’autostrada che collega la città costiera mediterranea di Antalya con Isparta, a circa 130 km a nord. Nella regione più di 2.000 abitazioni hanno inoltre subito interruzioni di corrente.   Per spegnere l’incendio sono stati impiegati cinque aerei antincendio, dieci elicotteri, oltre 160 autopompe e 1.000 persone.   I video online mostrano enormi muri di fuoco che avanzano nelle foreste di montagna, lasciando terra bruciata e un cielo carico di fumo. Di notte il cielo sopra le colline colpite si tinge di rosso.   Come riportato da Renovatio 21, l’Europa fu oggetto di incendi massivi anche l’estate scorsa, definita anche quella come quella del «caldo record»). Allora erano segnalati incendi anche in Portogallo, Croazia, Francia, Albania, Gran Bretagna, Grecia e ancora in Tuchia    

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