Geopolitica
Trump si dichiara il «bersaglio numero uno» dell’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo in guardia sulla possibilità di essere assassinato dall’Iran, sostenendo che Teheran lo considera il suo «obiettivo numero uno». Le sue affermazioni arrivano mentre il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran è crollato, con la ripresa degli scontri intorno allo Stretto di Ormuzzo.
Trump ha rilasciato queste dichiarazioni mercoledì al vertice NATO di Ankara, dopo che gli Stati Uniti hanno colpito decine di obiettivi iraniani in risposta a attacchi contro petroliere nello stretto. Mentre l’esercito statunitense ha accusato Teheran di «aggressione ingiustificata», i media iraniani, citando fonti governative, hanno affermato che una delle petroliere aveva ignorato gli avvertimenti, sottolineando che l’Iran dovrebbe autorizzare tutti i passaggi.
In seguito agli attacchi, Trump ha definito la leadership iraniana «feccia», «malata» e «pazza», ha dichiarato concluso il cessate il fuoco e ha definito la prosecuzione dei negoziati «una perdita di tempo».
Al vertice, Trump ha anche accennato al ruolo svolto dagli Stati Uniti negli assassinii mirati della leadership iraniana. «Avevano dei leader. Se ne sono andati. E ne avevano un altro gruppo di leader. Se ne sono andati. Ora hanno un altro gruppo di leader. Potrebbero andarsene anche loro», ha detto.
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Il presidente degli Stati Uniti ha osservato: «Potrei andarmene anch’io, perché sono il loro obiettivo numero uno». «È così che si comportano», ha aggiunto, sostenendo di stare facendo «ciò che è giusto per il Paese».
Le autorità statunitensi hanno accusato l’Iran di aver complottato per uccidere Trump già prima delle elezioni presidenziali del 2024, affermando che un uomo di nome Farhad Shakeri, un cittadino afghano residente a Teheran, era stato incaricato di «elaborare un piano» per uccidere non solo il repubblicano, ma anche altri cittadini statunitensi e israeliani.
All’epoca, Teheran respinse le accuse definendole «completamente infondate» e le liquidò come «una cospirazione malevola orchestrata da ambienti sionisti e anti-iraniani, volta a complicare ulteriormente le relazioni tra Stati Uniti e Iran».
Tuttavia, l’Iran ha ripetutamente promesso «dure ritorsioni» contro Trump e altri funzionari statunitensi coinvolti nell’attacco con droni del gennaio 2020 che ha ucciso il generale Qasem Soleimani del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdarani).
Gli iraniani hanno giurato vendetta su Trump per Soleimani anche con video in computer grafica diffusi da account legati all’ayatollah Khamenei.
Come riportato da Renovatio 21, due anni secondo l’FBI un agente dell’Intelligence iraniana sta reclutando agenti negli Stati Uniti per aiutare a uccidere gli attuali ed ex funzionari governativi coinvolti nell’assassinio del massimo generale di Teheran nel gennaio 2020.
Secondo rivelazioni dello scorso anno dell’ex capo dell’Intelligence israeliana, sarebbe stato lo Stato Ebraico a convincere la Casa Bianca ad uccidere il generale iraniano.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr