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Trump si congratula con la nazionale di hockey per la medaglia d’oro olimpica

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Il presidente Donald Trump ha contattato il direttore dell’FBI Kash Patel subito dopo la storica vittoria della squadra maschile di hockey degli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali del 2026, domenica mattina, per poter parlare direttamente con i giocatori. Patel si trovava infatti di persona alla partita e stava festeggiando nello spogliatoio statunitense al termine del match.

 

La conquista della medaglia d’oro contro il Canada ha rappresentato la prima vittoria olimpica nell’hockey maschile per gli Stati Uniti dopo la leggendaria partita del «Miracolo sul ghiaccio» del 1980 contro l’Unione Sovietica.

 

Il presidente degli Stati Uniti ha esordito lodando il portiere della squadra, Connor Hellebuyck, per la sua prestazione straordinaria, per poi proporsi di inviare un aereo militare per prelevare i giocatori e condurli a Washington, in tempo per il discorso sullo stato dell’Unione di martedì. Durante la telefonata, i giocatori sono rimasti incollati alle sedie, visibilmente colpiti e grati per le parole cordiali del presidente.

 

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Trump ha scherzato affermando che dovrà invitare anche la squadra femminile di hockey degli Stati Uniti, vincitrice di una medaglia d’oro all’inizio della settimana, altrimenti rischia l’impeachment.

 

«Congratulazioni», ha detto il Presidente degli Stati Uniti. «È stata una partita incredibile. Non conosco nessuno che non l’abbia vista: tutti quelli che mi hanno chiamato mi hanno detto: “sto guardando la partita di hockey”. Non conosco nessuno che non l’abbia vista, e sarai orgoglioso di quella partita per cinquant’anni, man mano che crescerai. Voglio dire, è stata incredibile».

 

«Stringerò la mano a tutti, ma devo stringere la mano a quel portiere!» ha aggiunto.

 

Il presidente ha inoltre diffuso un divertente video generato dall’intelligenza artificiale che lo mostra mentre gioca nella finale per la medaglia d’oro contro il Canada, e ha ripubblicato sui social media un post dell’ex primo ministro canadese Justin Trudeau dell’anno precedente, in cui si leggeva: «Non potete prendere il nostro Paese e non potete prendere il nostro gioco».

 

 


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L’hockey è ritenuto più o meno sommessamente come un ultimo bastione sportivo dei bianchi americani: atleti e pubblico afroamericani sono praticamente inesistenti.

 

Per questo, negli anni scorsi, la federazione nazionale NHL è stata oggetto di una martellante campagna LGBT, a cui si sono ribellati vari atleti russi che giocano in Nordamerica.

 

La rivalità col Canada è sentita al punto che ad una partita tra le due nazionali un anno fa, dopo i fischi all’inno USA da parte dei padroni di casa canadesi (si era all’altezza delle prime dichiarazioni di Trump sull’annessione del Canada, i giocatori statunitensi avevano fatto partire tre risse nei primi nove secondi di giuoco.

 

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Immagine screenshot da YouTube

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